Ho fatto sesso all’aperto e gli ho regalato le mie mutandine usate

Mi chiamo Sara e ho 34 anni. Non è un nome da porca e dopo tutto non dimostro di esserlo (fortunatamente). Non è nel mio stile far vedere con la mia apparenza quanto possa essere trasgressiva a letto. Insomma, non ho la faccia da troia da combattimento. Mantengo sempre il mio stile di “donna per bene” anche perché il mio lavoro lo impone: faccio l’impiegata in una banca e la mia direttrice è una bacchettona di prima categoria. Figuriamoci se non nota l’abbigliamento o l’atteggiamento dei suoi dipendenti.

Chiusa questa parentesi sulla mia vita personale, passiamo al dunque di questa intrigante storia. Vedo Filippo ormai da oltre un anno. Non siamo innamorati, o forse un po’ lo siamo. Non saprei dirlo con certezza, ma fatto sta che siamo dei grandi scopatori. Lui si arrapa come un leone ingrifato che non lo fa da chissà quanti mesi quando sto con lui, io neanche a dirlo mi sento una vera vacca da monta. Forse sono anche cotta inconsapevolmente di lui ed è per questo che sono disposta a fare di tutto. Qualsiasi cosa lui mi chieda, sono sempre disposta a farla. In verità non gli ho mai dato il mio sedere, ma chissà… mai dire mai. Forse in futuro potrei anche farlo. Non lo chiede con insistenza, quindi temporeggio sulla cosa.

Per abbandonare il caldo soffocante della città, un paio di settimane fa siamo andati in montagna a goderci l’aria fresca e frizzantina della natura. Ci siamo comportati come una coppia normale se non fosse che nel pomeriggio del secondo giorno abbiamo deciso di fare sesso all’aperto. Ci siamo addentrati in un piccolo bosco con la strada lì a due passi da noi. La stessa strada che dava sul rifugio lì a due passi. Quindi vi lascio immaginare quanti turisti di passaggio ci fossero ogni istante! Ad ogni modo, ci siamo messi tra due alberi e senza battere ciglio gli ho sfilato i pantaloni e ho cominciato a prenderlo in bocca. Ovviamente lui ce lo aveva già molto duro e a me eccitava sentire le sue venature in bocca. Ad ogni tocco della sua cappella con la mia lingua, sentivo un suo piccolo e piacevole sussulto. Dopo qualche minuto mi ha appoggiata ad un albero e presa da una gamba ha cominciato a scoparmi senza neanche togliermi le mutandine. Le ha solo spostate di lato e mi ha penetrata. Prima con delicatezza, poi con molta più energia mano a mano che mi eccitavo di più e mi bagnavo. Ovviamente gli slip cominciavano ad essere zuppi e bagnati dei miei umori e lui si eccitava sempre di più. Non vi ho detto che ha una fissazione per l’intimo usato da altre ragazze. Nel suo cassetto tiene quelle di una certa Dolce Lulu che vende le sue mutandine usate dietro richiesta. Quindi dopo avermi scopata ovviamente mi ha chiesto di regalargliele. La cosa eccitava me tanto quanto lui, non c’ho pensato molto. Me le sono sfilate, gliele ho avvicinate al viso e le ho appoggiate sulla sua mano: erano il mio personale regalo per avermi fatta bagnare come non accadeva da tempo.

Abbiamo ripreso a scopare, io ormai ero praticamente tutta nuda sotto quella gonnellina svolazzante. Mi ha messa a pecora. Tra due alberi non c’erano due stambecchi in amore, ma io e lui a scopare davanti agli ignari turisti che passavano da quelle parti. Tenendomi dalle braccia, ero del tutto succube dei suoi colpi dentro di me. Ad un certo punto non ha più resistito e mi ha schizzato sul culo. Mi sono ripulita velocemente con le dita. Lui voleva che leccassi tutto, ma non era quello il momento adatto. C’era troppa gente lì vicino. Siamo andati via… e io ero completamente nuda sotto quella gonna. Chissà se qualche turista non si è poi arrapato vedendomi in quello stato.