Archivio della categoria: racconti ero

UN ANGOLO DI PARADISO (hard)

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DIAPASON (hard)

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NOTTURNO EROTICO: VIAGGIO AGLI ESTREMI CONFINI DEL PIACERE (hard)

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FRAMMENTI DI EROTISMO (hard)

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RITORNO A PAVLOS (hard)

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Rossella (racconto di occhiverdeoliva)



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Rossella (racconto di occhiverdeoliva)

Si chiamava Rossella. La incontrai un giorno in cui ero di turno per Servizio Clinico. Eravamo entrambe studentesse di medicina, lei al sesto anno, io al primo. Succede molte volte di incontrarsi in sala lettura, nei corridoi o stipate negli ascensori degli ospedali, di scambiarsi qualche normale formula di saluto cortese, ma infondo, non ci si conosce mai abbastanza. Così io non conoscevo Rossella, non la conoscevo nel suo carattere, nei suoi pensieri, nei suoi interessi, ma la conoscevo nel suo corpo. Sapevo delle pagliuzze azzurre nei suoi occhi verde intenso, sapevo del profumo di frutti che emanavano i suoi capelli al mattino. Era alta, snella e aveva il corpo tonico di un’amazzone.
Fu un Venerdì sera alla fine delle lezioni che le nostre strade si incrociarono, sotto un cielo blu notte incastonato in una trama di nuvole grigie, circondate da un vento pungente d’inizio gennaio, io e Rosella diventammo amanti.
Era affacciata sul motore della sua Fiat Croma che evidentemente l’aveva abbandonata. Aveva il viso contratto in un’espressione di disappunto. Per andare alla mia macchina dovevo passarle vicino. Eravamo sole nel parcheggio e la gendarmeria era lontana. Mi avvicinai.

“hai bisogno di una mano?” – le chiesi –
“si, ho la batteria scarica. Contavo di cambiarla domani mattina, ma ha deciso di lasciarmi prima” – rispose sorridendo gonfiando le gote sbiancate dal freddo.
“hai i cavetti?” –aggiunse-
“no mi dispiace, ma ho il numero di un elettrauto. Possiamo chiamarlo e chiedergli di venire” – risposi
Acconsentì. Chiamò l’elettrauto ma non rispondeva nessuno. Guardai l’orologio: erano già le 9 di sera, quando si dice il servizio italiano! Era evidente che non sarebbe venuto nessuno a quell’ora, così le proposi un passaggio.
“dove abiti? Ti do un passaggio fin dove posso”
“Abito ai Parioli” – rispose in tono amichevole, aggiungendo: “I miei mi hanno comprato un piccolo attico quando sono venuta a studiare a Roma”.
M risultò evidente ora perché, così giovane, avesse già una macchina così grande.
“Ma allora abitiamo vicine! Io sono del Nuovo Salario”.
Scoppiammo a ridere insieme. Prese le sue cose e saltammo in macchina.
Nello stesso momento scoppiò un violento temporale, e il vento era talmente forte che gli alberi si piegavano come un giovane virgulto scosso da un’impertinente mano infantile.
“ti dispiace se aspetto 10 minuti prima di partire? La strada è troppo pericolosa con questo tempo”. In effetti le uniche due strade che collegavano la nostra facoltà al resto del mondo erano entrambe di campagna, una con i tornanti, e un’altra senza illuminazione.
Restammo a chiacchierare per diversi minuti, scoprendo come i nostri interessi collimassero alla perfezione, come il mio amore per la danza del ventre completasse il suo per il folklore arabo, come la mia predilezione per il sushi, la sua infarinatura della lingua giapponese. Si creò un bellissimo feeling.
Un tuono caduto a 30 metri da noi ci fece sobbalzare.
Era passata più di mezz’ora d8al nostro incontro e già ci conoscevamo come amiche di sempre.
“non credo che sia il caso di partire. Non accenna a calmarsi, aspettiamo ancora 10 minuti. Intanto, vogliamo passare dietro che così stiamo più comode?” mi disse con uno sguardo talmente profondo che mi sentìi il cuore in gola. Con un’agilità degna di una ginnasta saltò sui sedili posteriori: aveva un sedere bellissimo. Mi sentii bagnata. “Ma non sono lesbica!”pensai. Quando fu il mio turno, notai che nel mentre sbirciò nella scollatura provocante del mio maglione. Li indossavo anche con il brutto tempo, adoravo il modo in cui mi esaltavano il punto vita.
C’era una strana luce, quel tanto che bastava per proiettare sulle nostre figure, le strisce che le gocce d’acqua disegnavano cadendo lungo i finestrini. Queste gocce fantasma scivolavano dal collo, dai capelli, lungo la mani e nell’incavo delle cosce. Ero stranamente agitata e non capivo da cosa.

“Sei fidanzata?” mi chiese Rossella.
“Si ma adesso è un periodo particolare, ci siamo presi una pausa di riflessione. Lui insiste sul fare certe cose che a me non vanno”.
“quali cose?Ti ha chiesto di partecipare a Miss Tette 2007? No perché il mio me lo propose!” Sorrisi e timidamente aggiunsi:”Vuole una prova d’amore, ma io non sono pronta”.
“Fai bene, nessuno ti costringe, sei tu che prima di tutto devi volerlo. Fallo solo se ti senti pronta e se credi che lui ti ami veramente”.
Un secondo fulmine cadde a pochi passi dall’auto:ci spaventammo a morte e in un secondo ci trovammo abbracciate l’una all’altra. Sentivo il suo seno da terza premere contro il mio e il calore delle sue braccia attorno alla mia vita. Era una doccia fredda. Tremavo per l’agitazione. Non so perché, iniziati a tremare e a piangere. Quello spavento aveva smosso tutta l’agitazione che mi portavo dentro come una corazza che piano piano, si stava sciogliendo. Rossella mi avvicinò a me, mi strinse al suo petto e non disse nulla. Sentivo premere sulla guancia il suo capezzolo enorme. Le mie mutandine erano completamente bagnate. Con un gesto delicatissimo, mi prese il viso tra le mani, lo avvicinò al suo e mi baciò. Quasi mi si fermò il cuore. Non dicemmo una parola. Avevo gli occhi pieni di lacrime, le labbra gonfie perché avevo pianto.
Mi guardò e disse: “Sei bellissima”.
Mi fece appoggiare dall’altro lato della macchina, e si sdraiò vicino a me. Infilò la sua mano sotto il maglione e si fece strada verso il reggiseno. Scostò il merletto e graffiò il mio capezzolo con la punta dell’indice laccato di rosa. Mi venne la pelle d’oca. Aveva capito che ero attratta da lei e che quell’odore che impregnava l’aria nell’auto già da diverso tempo, era l’odore del mio sesso che ansimava di venire allo scoperto. Mi alzò il maglione fin sotto il mento e mi slacciò il reggiseno. Affondò il viso nei miei seni, facendo scivolare la sua lingua tra l’incavo delle ascelle e la prominenza delle tette. Sdraiata sopra di me come un predatore sulla sua innocente preda, serrava le sue labbra sopra il mio petto, stringendolo tra le dita e avvicinandolo al viso. Il mio clitoride era gonfio, aspettava solo che la sua amante scendesse a farle visita.
Le misi le mani tra i capelli e le massaggiai la cute, volevo guidarla verso il mio sesso, avevo troppa voglia di lei. Feci scivolare una mano lungo la sinuosità della sua schiena e raggiungi il suo culo. Infilai una mano sotto i jeans ed accarezzai la pelle, strinsi le dita per sentire i suoi muscoli. Presi il filo del perizoma che le correva tra le chiappe e lo tirai verso di me. La stoffa si insinuò tra le labbra della sua micetta e questa volta, percepii il suo odore. Rossella si ritirò lontano da me, abbassò i miei pantaloni ed allargò le labbra del mio sesso. Baciò il clitoride e con la punta della lingua iniziò a farlo saltare su e giù: lo prese in bocca e lo succhiò e lungo, con molta forza. Ebbi un orgasmo e le venni in faccia. Dal mio sesso colava quel nettare che lei adorava, e continuava a leccarlo insinuando la lingua tra le pieghe della mia vagina. Tremavo dal piacere, ansimavo ed accarezzavo la sua testa per tenerla serrata contro il mio sesso.
Poi la tirai verso di me e la baciai: le sue labbra avevano il mio sapore. Mi girò la testa. La feci sdraiare e le infilai due dita dentro, poi tre. Era bollente e molto umida, era un lago di piacere. Succhiai le sue tette con violenza perché volevo possederla, volevo avere un cazzo duro e grosso per aprirla e farla godere, ma avevo solo due mani ed una lingua. Presi tra i denti il clitoride e le riserbai lo stesso suo trattamento che pochi minuti prima mi aveva fatto godere come un puttana. Con un gridolino, mi riempì la bocca di sborra femminile. Assaporavo voracemente la sua fica perché volevo farla venire dieci, cento, mille volte per merito mio.
Adoravo il suo corpo, adoravo la sua fica.
Io e Rossella eravamo amanti.

FINE



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Le voglie di Anna – seconda parte (racconto di Paola28)



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Le voglie di Anna – seconda parte (racconto di Paola28)

Lorenzo è di parola. Incomincia a cercare, tramite internet, superdotati per la moglie ma non solo per lei. Il vedere la miriadi di cazzi che gli mandano in foto gli crea eccitazione e più di una volta è costretto a ricorrere alla masturbazione.
Contemporaneamente si rivolge pure ad una agenzia per la ricerca di un maschio di colore da assumere come domestico.
Con l’agenzia è più fortunato poiché dopo pochi giorni lo mettono in contatto con un nigeriano a cui sta scadendo il permesso di soggiorno. La corporatura di questo gli ricorda Jamel. Stessa altezza, stessa muscolatura stessi occhi intelligenti, … speriamo stesso cazzo pensa tra se. Prima di assumerlo però è deciso a controllargli di persona il sesso.

Lo porta a casa quando sua moglie non c’è. Gli fa vedere la casa e la stanza a lui destinata. Rahid dà l’impressione di essere rimasto contento. Vedendogli nel viso un sorriso compiaciuto gli fa la richiesta: mi fai vedere il tuo sesso: Rahid subito dà l’impressione di non avere capito. Lorenzo allora ripete la richiesta e si aiuta con dei gesti. Il ragazzo capisce e sorridendo si abbassa i pantaloni. Lorenzo rimane a bocca aperta nel vedere il gran cazzo che Rahid ha messo in mostra. Vorrebbe prenderlo tra le mani ma si trattiene. Con un sorrisino nervoso dice: ok puoi coprirti, penso che mia moglie sarà contenta di te.
Nel riaccompagnarlo gli fissa un appuntamento per l’indomani mattina. Tramite qualche amico accelera la pratica per la riconferma del soggiorno e lo porta in un ambulatorio di analisi cliniche. Vuole essere certo che Rahid non abbia malattie. Le analisi sono perfette, il permesso di soggiorno sta per essere rinnovato. Lorenzo la sera stessa ne parla con Anna e le racconta tutto.
Sono a letto e lei lo ascolta attentamente. Percepisce un fremito tra le cosce quando lui gli dice del cazzo. Anna sospira e in mancanza d’altro si contenta di fare un pompino al suo maritino che si è fatto in quattro per assicurargli delle splendide scopate.
Controllando tra le foto ricevute con le mail si rende conto che nessuno ha il cazzo come quello del ragazzo. Nondimeno si ripromette periodicamente di controllare la posta nella speranza che qualche bella novità possa uscire fuori.

Rahid assume servizio nel primo pomeriggio di un sabato. Anna sente il cuore in bocca quando Lorenzo apre la porta. Anche se sa quello che vuole, una certa agitazione la possiede. Essendo una calda giornata dei primi giorni di agosto ha addosso solamente una vestaglietta e un minuscolo perizoma. Il leggero tessuto dell’indumento lascia trasparire la rotondità delle tette con i capezzoli scuri già duri per l’eccitazione e la sagoma delle natiche che il perizoma lascia generosamente alla vista.
Dopo le presentazioni Anna accompagna Rahid nella stanza a lui destinata e gli mostra pure il bagno che potrà usare. Rahid dà l’impressione di essere molto educato e ringraziandola dice: ho capito padrona. Il viso della donna s’infervora e lei con calma gli dice che non vuole essere chiamata padrona. Lui l’ascolta è poi dice: allora come la debbo chiamare? Allora sorridendo risponde: o mi chiami Anna oppure, se proprio non ci riesci signora, io preferisco che tu mi chiami Anna!
Rahid è furbo e ricollegando pure la richiesta di Lorenzo di osservargli il cazzo e le analisi fatte fare ha capito che oltre a fare le pulizie dell’appartamento deve gestire la sua padrona.
Dopo cena Anna è inquieta. La sua femminilità prude all’impazzata. È nuda davanti allo specchio e nota che ha i capezzoli durissimi e la fica, oscenamente aperta, lascia vedere la rosata vagina e la clitoride turgida. Non resiste, bofonchiando: lo voglio subito, si dirige nel soggiorno. Rahid sta guardando la tv insieme a Lorenzo. Appena la vede tutta nuda ha un sussulto. Lei si avvicina, lo prende per la mano e gli sussurra: dai! Vieni con me! Aiutami a fare il bagno. Sìììì! … signoraaaa! … Mormora Rahid alzandosi. Anna lo prende per un braccio e lo guida non nel bagno ma bensì nella stanza da letto. Ti voglio subito! Il bagno me lo farai un’altra volta!

È lei che lo denuda completamente. Il cazzo è veramente grosso. Lei l’osserva e pensa: Lorenzo aveva ragione a descrivermelo fantastico. Lo prende tra le mani e inizia a soppesarlo. Ora è tutto teso e il glande ha assunto la forma della testa di un fungo. Mamma mia … quanto è bello! Esclama mentre con la lingua inizia a leccarlo. Lo percorre tutto dal buco del glande fino ai coglioni lasciando sopra la pelle la scia della sua saliva. Stringe le palle nelle mani e sente che sono belli pieni. Ora oltre a leccare inizia a succhiare quel cazzo palpitante. Lo prende tra le labbra e se lo fa arrivare fino in gola. Inizia un pompino e si scalda ancora di più quando le mani del ragazzo iniziano a scandagliarle la fica. Rahid non si limita e ficcarle dentro la fica due dita ma dopo avere raccolto parte degli umori che colano dalla sua vagina le infila pure un dito dentro il culo.
Lorenzo li osserva e sorride. Pure lui si è denudato completamente e osservandoli si sega il cazzetto.
Anna ansima di piacere ed emette mugolii che lasciano intuire la sua eccitazione. Alla sua fica non bastano più le due dita, allora lei si stacca da Rahid, si stende sul letto, allarga le cosce più che può incurante di mettere in mostra la fica, oscenamente divaricata, che lascia vedere il rosso bagliore dell’interno.
Ora è Rahid che gestisce le operazioni. Indirizza il cazzo nella fessura palpitante e lentamente inizia a farlo penetrare dentro. Anna sobbalza e malgrado ha la fica che cola di umori femminei si sente allargare il suo canale di donna. Il cazzo è decisamente grosso e le procura piacere immenso nel farsi strada nell’antro bollente. Grida di piacere e goduria nel percepire che quel membro enorme le sta dilatando la vagina al limite della sua elasticità. Sente ora che il cazzo fa pressione nel collo dell’utero e chiede con voce sommessa: molto ne manca per averlo ficcato tutto dentro? Qualche centimetro è la risposta che all’unisono danno sia Rahid che Lorenzo. Ficcamelo tutto dentro! Dai! Non preoccuparti! Sfondami! Al colpo secco ha la sensazione che il cazzo le debba uscire dalla bocca. La pressione sull’utero è aumentata ma le gioia di percepire i coglioni che ballano sul suo culo la manda in estasi.

Rahid inizia a fare dentro e fuori. Ogni entrata ed uscita ad Anna procura brividi enormi. Il ragazzo sembra instancabile. Continua per molto nel suo movimento di dentro fuori che producono in lei una infinità di orgasmi che si susseguono in continuazione. Ansima, grida, borbotta, dice parole incomprensibili mentre il suo corpo trema, vibra e sobbalza per l’intensità del piacere. L’ennesimo orgasmo la prende nel momento stesso che Rahid le esce il cazzo dalla fica ed inizia a riversarle su tutto il corpo la calda produzione dei suoi coglioni. I fiotti che il cazzo del ragazzo emette sembrano non terminare mai. Anna ha la prontezza di prendere quel cazzo che si impenna nella sua bocca avida e potere cosi conoscere il sapore dello sperma del suo nuovo amante.
Proprio così. Rahid più che un domestico è l’amante di Anna. Lei se lo coccola e si gode le gioie sessuali che lui le sa dare. Lei, anche se Rahid era reticente temendo di farle del male, ha voluto provare a farselo mettere nel culo. Le è entrato dentro e con molta fatica, pur usando molta vaselina, solamente il glande. Il dolore è stato intenso e da allora è entrata nella determinazione di godersi quel meraviglioso esemplare di cazzo la dove le da piacere e gioia.
Lorenzo nel frattempo continua ad eccitarsi con la visione delle scopate e dei pompini della moglie con Rahid ma anche con i cazzi che ancora gli arrivano in foto per mail. Un giorno riceve una foto veramente interessante. Un bel cazzo impennato che si erge quasi a toccare l’ombellico del possessore. In tale posizione ne aveva visto qualcuno nei film hard. Lo fa vedere alla moglie che rimane entusiasta. Anna egoisticamente pensa che potrebbe avere trovato il cazzo da prendere nel culo mentre Rahid le scopa la fica.
Rahid stando in quella casa da quasi venti giorni ha capito tutto. È arrivato alla determinazione che il padrone gode nel sentirsi umiliato allora decide di dare pure a Lorenzo il godimento che non ha il coraggio di chiedere.

È a casa con Lorenzo. Sa che Anna rientrerà da li a poco ed allora si avvicina al “suo padrone” ed inizia a toccargli il culo e il cazzo. Lorenzo ci sta. Si spoglia completamente e chiede ad Rahid di fare altrettanto. Ora i due maschi completamente nudi sono l’uno di fronte all’altro. Il cazzo di Lorenzo al confronto di quello di Rahid sembra un piccolo modellino. Rahid inizia a palpargli il culo mentre mette il suo cazzo nelle mani dell’altro. Lorenzo geme ed allora il ragazzo gli dice: prendilo in bocca e fammi un pompino! Lorenzo s’inginocchia, prende tra le mani il cazzo che inizia ad indurirsi e lentamente se lo mette in bocca. Fa scorrere la lingua come ha visto fare alla moglie. Poi lo prende in bocca e incomincia a pomparlo. Rahid sente la porta che si apre ed allora dice: dai schiavetto succhia con più forza! … Così! … Bravo! … Sempre più forte! … Ma sai che mi sembri proprio una vera puttana! … Sei brava! … sai tirare dei bei pompini! … Anna sente Rahid e capisce che il godimento del marito è al massimo in quanto ha raggiunto il vertice della sua umiliazione.
Le umiliazioni sono cominciate a Capo Verde godendo nel vedere la moglie mentre viene scopata da Jamel. Sono continuate a casa osservando attentamente tutto quello che lei ha fatto con Rahid. Ora è lui che gode nel sentirsi chiamare puttana e pompinara. Il culmine arriva quando il ragazzo gli viene in bocca e gli fa ingoiare i succhi dei coglioni. Lorenzo beve e manifesta tutto il suo godimento nel menarsi mentre lo sperma dell’altro gli si riversa nella gola.
Le umiliazioni subite piacciono a Lorenzo il quale fa capire ai due amanti che mentre loro godono scopando desidera che lui venga umiliato con parolacce di qualsiasi genere.
Anna in un primo momento cerca di dissuaderlo ma poi vista l’insistenza del marito si ci mette pure lei di buzzo buono ad apostrofarlo in modo adeguato.
La situazione nella casa è a questo punto quando Lorenzo riceve la mail con il cazzo che l’entusiasma.

Dopo l’assenso di Anna lui si premura a rispondere alla mail. La risposta dell’altro è immediata. Si presenta come Marco, ha 33 anni e si scopre che abita nella stessa città. Appena Anna lo sente va in sollucchero e dice: ma allora possiamo organizzare un incontro a tempo breve! Si stabilisce per un sabato, cosi non c’è l’assillo per l’indomani poiché la giornata non è lavorativa.
Essendo alla fine di agosto i condomini iniziano a rientrare nelle rispettive abitazioni. Poiché loro non voglio crearsi impacci decidono di recarsi nella casetta di campagna che possiedono e cosi essere liberi di fare i loro comodi lontani da occhi indiscreti. Anna e Rahid danno l’ultima sistematina alla casa mentre Lorenzo si reca all’appuntamento fissato per incontrare Marco e fargli conosce il posto.
Anna sente il rumore delle due auto che arrivano ed esce per accogliere il nuovo ospite. Nel vederlo ha un sussulto. È un suo ex alunno! Un poco di buono che andava dietro a tutte le gonnelle in movimento. Pure lui la riconosce e dopo un primo momento di sbalordimento si avvicina alla donna dicendo: che piacere incontrare la mia ex professoressa!
Il viso di Anna è di brace. Marco sa perché si trova la e lei ora teme che quel fottuto di alunno la sputtani con tutti. Rahid, che era stato informato di quello che dovevano fare, s’avvede del malumore della sua amante e le si avvicina. Pure Lorenzo intuisce che c’è qualcosa che non è andata per il verso giusto ma riesce a capacitarsi quando sente Marco dire: che piacere incontrare la mia ex professoressa!
Il grave silenzio viene rotto da Marco che dice: Professoressa Anna stia tranquilla! In passato sono stato uno scavezzacollo e ancora lo sono. Nessuno saprà mai quello che faremo tra noi. Sono sposato e non mi va che mia moglie venga a sapere che mi diletto facendo sesso con altri. Quindi se lei vuole possiamo portare avanti il rapporto che ancora deve iniziare, caso contrario io vado via e le garantisco che mai nessuno saprà nulla dalla mia bocca.
Queste parole tranquillizzano alquanto Anna che ora sentendosi più rilassata chiede alcune notizie al suo ex allievo.

Iniziano a discutere sul passato e le parole più per ricordare servono a rasserenare l’ambiente. Anna ora è tranquilla e sente che deve essere lei a rompere il ghiaccio. Infatti sedendosi su un divanetto scompostamente e mettendo volutamente le cosce in mostra dice a Marco: poiché sai del perché ci stiamo incontrando mostraci il tuo capitale.
Marco non si fa pregare, si alza, sfibbia la cintura, e in un colpo solo si sfila pantaloni e mutande. Il suo cazzo bianco risalta con la parte del corpo totalmente abbronzata. Ha un cazzo decisamente intraprendente perché appena sente la libertà inizia a vibrare mettendosi ad alzare la cresta. Contemporaneamente lei si sfila il leggero vestitino e rimane completamente nuda non avendo indossato nulla sotto. Si avvicina a Marco, gli prende il cazzo nella mani e nota che già è bello e scappucciato. Ora il cazzo è come nella foto. Tutto alto e con il glande che tocca quasi l’ombellico. Lorenzo si lecca le labbra e lentamente si spoglia. Rahid aspetta un cenno della donna per iniziare a recitare la sua parte. Lei si delizia nel menare lentamente il pene del suo ex alunno. Lo sega e gli stringe i coglioni. È un bel cazzo e le darà delle soddisfazioni. Si porta nella stanza da letto e si mette a pecorina. Lui le tocca la fica, si accorge che è tutta bagnata e senza pensarci due volte dirige il suo attrezzo nella fenditura palpitante. Marco ci sa fare. Mentre col cazzo le scopa la fica con movimenti decisi, portandola in breve alla soglia del godimento, con le mani le stuzzica i capezzoli e la clitoride. Lei ansima ed inizia a gridare. Grida senza ritegno sapendo che non la potrà sentire nessuno e riempie con i suoi succhi le mani del maschio che la cinge a se e le lavora la fica ardente in un modo fantastico. Anna si ritrae e contemporaneamente fa un cenno al sua amante. Rahid allora si stende sul letto. Lei si mette in ginocchio e s’impala nel mastodontico cazzo del suo stallone che suscita l’ammirazione del nuovo venuto. Marco capisce che a lui tocca il culo e prendendo i succhi che colano dalla fica della sua ex professoressa, unge per bene il buco del culo della donna e il suo cazzo e poi lo poggia nel buco del culo. Lei sospira e lui inizia a pressare. Il cazzo dapprima fatica a entrare dentro il retto visto l’enorme sesso che guazza dentro la fica ma poi Marco, quasi con cattiveria, fa pressione e appena la cappella si fa strada, nell’ano caldo, la sodomizza senza farsi tanti scrupoli.

Lorenzo tutto nudo si mena l’uccellino e si mette un dito dentro il culo. lei grida come una pazza. Gode come una vacca. Di dietro Marco le da gran colpi di cazzo e ad ogni colpo le grida: godi puttana! … Godi troia! … Grida il tuo piacere grandissima vacca e puttanona! … Godi pompinara! … Mai nessuno l’aveva apostrofata in tal modo. Il sentirsi rivolgere queste parole aumenta la sua libidine e il suo corpo continua a richiedere sempre di più. Vede il marito che si mena il cazzetto e gli fa cenno di avvicinarsi. Se lo fa mettere in bocca ed inizia a tirargli un bel pompino. Lui geme e poiché già è venuto riesce a godersi il pompino che la moglie generosamente gli elargisce.
Il piacere di Anna raggiunge il vertice del sublime quando i due maschi gli riempiono di sborra contemporaneamente la fica e il culo. Pure il marito fa il suo dovere e nel suo piccolo immette nella bocca della moglie le sue goccette di sperma.
La serata è andata come Anna l’aveva sognata e il suo godimento è durato a lungo. Si è fermato quando sia lei che i suoi maschietti hanno esaurito le proprie forze.
Dopo più di un anno Rahid è ancora alle dipendenze di Anna e del marito. Marco passa quasi tutti i fine settimana con loro e a lei il piacere è assicurato costantemente. È riuscita nel tempo a prendere nel culo poco più della metà del grosso cazzo di Rahid. Pure Lorenzo ha i suoi momenti di piacere perché oltre ad umiliarsi nel fare pompini ai due maschi, amanti di sua moglie, è riuscito a farsi inculare da Marco. Col cazzo di Rahid non ha voluto provarci perché, sentendo le grida della moglie quando se lo prende nel secondo canale, ha il timore che quello il culo glielo spacca per sempre.
Il desiderio di Anna è quello di ritornare a Capo Verde e ringraziare “carnalmente” il suo primo amante temporaneo: Jamel.

FINE



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