Sandra e la dose quotidiana di sesso

Il culo meraviglioso di Sandra la feticista

Avete mai sentito parlare di persone drogate che se non si fanno la dose giornaliera impazziscono? Ebbene, io sono drogata di sesso, se non mi faccio la mia scopata quotidiana divento matta, mi infilerei una mano intera nella fica pur di sentire qualcosa dentro e placarmi. Mi chiamo Sandra, ho 27 anni e sono nata zoccola, ma ho un bel corpo, tutti gli uomini mi desiderano, è stato così fin da quando ero adolescente: occhiate, poi palpatine verso i 15 anni, poi lingue in bocca, e alla fine a 17 anni la prima scopata, seguita, neanche 1 anno dopo, dalla prima inculata, e da allora anche il sesso anale è diventato per me un obbligo, un immenso piacere, ma ovviamente non mi faccio inculare da tutti, e lo faccio solo quando voglio sentirmi una lurida servetta, una schiava dell’uomo giusto, che mi eccita come si deve. E scommettiamo che riuscirò a farti venire leggendo questo mio racconto? Ieri, verso le 3 di pomeriggio, dovevo ancora fare la mia fottuta quotidiana. Uscii con la fica in fiamme, cercavo qualcuno che potesse placare questo mio fuoco dentro. Ho un corpo ben proporzionato, tette molto più grandi rispetto al resto del corpo. Un culo di marmo, liscio e capezzoli che diventano subito duri. Sono castana, i miei capelli lunghi arrivano oltre le spalle, e la mia bocca regala momenti di puro piacere, passione. Porto i tacchi alti, non metto mai le calze, neanche d’inverno. E spesso porto delle mutandine rosse. Pioveva, fuori non c’era nessuno, così entrai dentro un supermercato, e iniziai a girare tra gli scaffali del reparto bibite. Anche se non faceva caldo, una bella bibita frizzante forse spegnerà in parte questo mio bollore, pensai. C’era un uomo che stava leggendo l’etichetta su una bottiglia di Rum. Mi gettò un’occhiata veloce e poi sembrò tornare a leggere l’etichetta. Ma ogni tanto sbirciava, mi squadrava, forse mi avrà scambiata per una escort, pensai. Era un bell’uomo, però aveva la faccia da pervertito, forse andava a puttane, come minimo chiamava il telefono erotico masturbandosi a casa da solo. Alla fine non resistetti, andai da lui e con una scusa iniziai ad attaccare bottone. Morale: finimmo subito a bere qualcosa al bar vicino. Le solite cazzate, ma saremmo anche potuti finire subito a letto, visti i bollori che entrambi avevamo. Ma infatti non mancò molto che lo invitai a casa mia. Vivo sola, e non voglio un ragazzo, non posso scopare sempre con la stessa persona, voglio farmi sbattere sempre da uomini diversi, anche se rischio che questi stronzi incapaci mi vengano dentro, ma io cerco sempre di dir loro di schizzarmi anche in faccia, ma mai dentro. Appena entrati, chiusi la porta e sentii subito il suo bel cazzo durissimo. Lo tastai per bene tra i pantaloni. Poi iniziammo a slinguazzarci per bene in bocca, scambiandoci la saliva, e io quasi gli sputavo in bocca, perché volevo sottometterlo e umiliarlo questo lurido lecchino. Le nostre lingue sembravano due pitoni in lotta, tanta era la foga. Ragazzi, sono troia dentro, che devo dirvi? Adoro le porcate, mi piace anche farmi sborrare in bocca, sono lercia, una zoccola da strada, mi piace essere trattata da puttana. Quasi quasi divento una pornostar. Subito iniziammo entrambi a spogliarci, sentivamo ambedue l’urgente necessità della penetrazione: io desideravo il suo pisello nella fica, sentirmi trivellata, sbattuta, usata. Lui stava già quasi per esplodere, e desiderava liberarsi su di me, lasciare la sua traccia d’amore sul mio corpo da ragazzina. Mi ritrovai già nuda e lui sopra, col suo cazzo dritto, scappellato. Prese un mio piede e iniziò a leccarlo avidamente, succhiava un dito alla volta questo bastardo d’un feticista, lo sapevo che era pervertito dentro. Che coppia ragazzi, due porci l’uno più dell’altro. Arrivò al momento della penetrazione: io ho la fica tutta depilata, quindi lui fece presto ad aprire le mie labbra fradice, non ebbe neanche necessità di lavorarmela prima con le dita tanto era già inzuppata dei miei umori. Subito sbatté il suo cazzo fino giù, nel frattempo che mi sbatteva furiosamente (si vedeva che non godeva da un pezzo come si deve, il pipparolo) continuava a leccarmi i piedi, leccava dappertutto, prima la pianta del piede con la lingua, poi ciucciava tutte le mie dita smaltate di blu, inghiottì prima l’alluce, poi sbavava tra due dita alla volta, finché non arrivò al mignolo, che si perse nella sua bocca affamata di sesso. Il cazzo sempre più velocemente pulsava dentro di me, vedevo che lottava per non venire subito, per prolungare la sua estasi. Il mio viso era contorto in una smorfia di grande piacere, stavo godendo come una porca. Iniziò a penetrarmi ancora più a fondo, cazzo, sembrava quasi che volesse toccare il fondo della mia figa, anzi, sfondarlo per uscirmi col cazzo dritto e duro dal buco del culo! non ne aveva mai abbastanza, sono i migliori, ve lo dico, quelli che lo fanno raramente come lui, si massacrano di seghe ma quando vedono una donna danno il meglio. Gridai: “In bocca, in boccaaa!!!” avevo intuito, e per fortuna fu bravo: tirò fuori il cazzo, mi piegai verso di lui e, mentre se lo strizzava, bevvi il suo nettare, che andò giù fino in gola. Cazzo, che troiona che sono! Ho scritto questo racconto porno per farvi capire che sono veramente senza limite, ne ho fatte di tutte e me ne faccio fare di tutte, non ho pudore. A vedermi sembro tanto dolce, ho un viso angelico, ma mentre faccio sesso tiro fuori tutta la mia lussuria. Rimasi un po’ sul letto, tutta sporca, imbrattata di perversione. Lui si accasciò accanto a me, il cazzone che mi aveva spaccato la fica ridotto ad un piccolo mollusco.

Dopo venti minuti gli dissi: “Adesso vattene, dai, ho da fare e voglio stare da sola”. Neanche mi chiese il mio numero o se ci saremmo rivisti: aveva capito che a me piace usare gli uomini, e a lui piaceva essere usato. È vero che adoro essere trattata come una troiaccia schifosa, ma dentro di me convive anche un’anima da padrona, quindi quando dico qualcosa, deve essere quella, non ammetto che un uomo si permetta di dirmi cosa devo fare, mi piace essere trattata come un oggetto ma mi piace anche comandare gli uomini, e se voglio essere trattata come una bambola è perché sono io a deciderlo!

Dopo questa esperienza, ho deciso alla fine di avviare la mia attività di linea erotica (quell’uomo conosciuto al supermercato mi diede questa idea: odio i siti di incontri, si trova solo gente che ti scopa soltanto perché non può pagarsi una zoccola vera! Forse tramite un telefono erotico avrei avuto modo di incontrare persone certamente desiderose di sesso, e pronte ad ogni perversione pur di averlo.

Quindi se volete chiamarmi al telefono venite a trovarmi sul mio sito www.sandra899.it ma ricordate che sono io a decidere se un uomo mi interessa, non provate a chiedermi nulla perché non ci metto niente a mandarvi a fanculo subito.

A presto con un’altra storia dalla vostra Sandra.

www.sandra899.it