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Forse si può scrivere ancora di sesso…

Il gioco  -057Così non vale!!!
Non adesso, sto guidando,ok la strada è dritta, posso rallentare… ma cosa ci fai all’improvviso nella mia testa,come un fulmine, un lampo di luce incandescente…concentrazione.. .respira…. respira…. respira… la lama del desiderio è tenace, si arrampica insensibile ai richiami della razionalità… dalle cosce, nude sotto il vestito leggero, avvolge il clito, saetta verso il seno, i capezzoli eretti sotto la stoffa tesa… Ancora non si placa, stringe la gola, un nodo che fa lacrimare… si può piangere di voglia??
Ma non adesso, non è il momento, i camion sfrecciano vicini…un respiro più profondo..posso farcela..

La giornata scorre fra i soliti impegni,ho ritrovato l’aplomb necessario per dissimulare, solo qualche momento in cui mi distaccavo perdevo parole che dovevo farmi ripetere… scuse inventate sul momento…. ma la tua presenza, sottile, calda, fremente, non se ne è andata con la notte…
Alba silenziosa, osservo la strada deserta, il primo caffè, la prima sigaretta, la stilla intensa di desiderio. Avrei potuto darmi piacere da sola ma non l’ho fatto…ci sono momenti come questo in cui avrei provato alla fine solo frustrazione  e..vuoto.
Sai che non sono sola e non mi manca niente, avrei potuto chiamarti, .anche adesso posso digitare… non lo farò…voglio aspettarti, fino a quando anche la tua voglia si farà sentire, non un desiderio qualunque, ma come per me, diretto ad un corpo PARTICOLARE.
Aspetto e stranamente sorrido…..
C’è qualcosa fra i nostri corpi che non riuscirò mai a spiegarmi, mi senti ovunque tu sia, senti l’odore, vedi i denti che mordicchiano le mie labbra, quasi i miei sospiri.
Sei pronto. Quando rispondo al messaggio mi accorgo di trattenere il respiro, poi la mente diventa chiara, lucida……solo due giorni…andiamo.
I nostri saluti in pubblico sono discreti, un abbraccio forte, niente baci cinematografici ma vedo i tuoi occhi che ridono. Arrivando ho tolto le mutandine ed.il vestito danza sul mio corpo che so, consapevolmente, nudo.
La depandance con i suoi grandi specchi ci accoglie, la doccia è un gioco di spruzzi, carezze e risate. Ti avvolgo, mi avvolgo nel telo bianco.
La tua erezione mi sorprende sempre, un tocco leggero, il letto assorbe i nostri corpi… ho fame ma ti percorro lenta, lingua, labbra, giro attorno al tuo membro che sembra capire… poi quel punto caldo, la piega morbida della coscia.
Lì il tuo odore è così forte da farmi girar la testa, ti aspiro, sei tatuato nella mia memoria.
Ora è tempo per leccare, far scorrere i denti e la lingua sulla tua asta, premere e ruotare, sentire i tuoi sospiri. E’ una danza lunga, potrei farti arrivare al massimo ma non lo vogliamo. Accarezzo le palle piene, così grandi che non riesco a contenerle fra le labbra…
Stesa sulla schiena  ti accolgo finalmente, sento il tuo peso, voglio essere schiacciata, usata, frugata, posseduta con la forza primitiva e la tenerezza profonda che sai dosare.
Allora sbattimi, le parole escono come un fiume in piena, troia si completamente, se possibile ancora di più. Impazzisco quando scivoli quasi fuori e mi scopi nel piccolo spazio, così godo oltre ogni limite. Ti chiedo la lingua da succhiare, mordi il mio orecchio, mi cavalchi perfido lento adorabile, inesorabile…
Nessun pudore, il tuo cazzo mi fa volare, contorcere, gridare…. Quanto tempo è passato non so, la tua voce arriva seria, attraversa la coltre del piacere che mi culla, riempimi ancora ancora…..
Sonia
Immagine by Milo Manara
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    La camera aveva poca luce

    La camera aveva poca luce, un fresco discreto accarezzava la pelle, distesa e rilassata, la mano scivola dentro ai boxer, pigra, quasi le dita sfiorano un membro soffice, caldo e già gonfio, di cosa stavamo parlando?

    La tentazione supera le deboli resistenze. La bocca lo avvolge golosa, è così piacevole, il profumo, il peso sulla lingua che ora, frenando l’impazienza, risale,entra fra le pieghe, spinge a penetrare il piccolo ingresso, mentre le mani continuano le proprie carezze, scendono a blandire lo scroto, sostituiscono la lingua che si sposta sulle cosce in mille piccoli baci.

    Poi sono in ginocchio sopra un corpo abbronzato, occhi ridenti e neri, ti strizzo lentamente, un poco per volta, piccole soste per avvolgere e godere ogni millimetro… mi piace così, non mi sento potente, solo una donna che desidera e vuole essere desiderata….

    Conosco quel guizzo nello sguardo, mi ritrovo già sotto di te, lo sappiamo entrambi, devo averti dentro, devi infilzarmi e schiacciarmi, niente ci dà più soddisfazione. Un colpo e già tremo, ruoto il bacino per sentirti di più, un colpo, un colpo ancora, lo sento salire dalle gambe intrecciate sulle tue, dal ventre incendiato, dalle mani che mi stringi, un colpo. Occhi chiusi per sentire con tutti i sensi all’erta.

    Immobile, il tuo membro immobile si gode il mio piacere che non riesco a frenare, già così è intenso ma cresce ancora, un colpo, un altro e… sono nel buio. La sensazione di non pensare pensieri, solo immagini, caldo e freddo, ancora più giù, non so se mi senti, non so dove stò andando… dal bordo dell’abisso, pressante e duro, un colpo… Improvvisa la paura di saltare, così in fondo, senza ali, in un gorgo scuro e ribollente che chiama, chiama… uno due colpi, sono sott’acqua, una coperta liquida.

    L’orgasmo non è un punto, non ci sono confini o riferimenti… “tienimi” due braccia forti mi avvolgono, perdo la pelle, le ossa si dissolvono, i colpi ora sono vicini e sempre più intensi, piacere, ancora e ancora.. “troppo” sussurro… un piccolo dolore. Sembri leggermi nel pensiero… mordi un lobo, dolore ed ancora più piacere, sembra non avere nè inizio nè fine… adesso sei tu che mi chiedi, si ti voglio ancora,,,, ancora colpi, riempimi così.

    La tua sborra si spande, sono ancora nel gorgo ma non mi importa di risalire… resta dentro avvolgimi, riposa, guardami… ritorniamo dalla morte e dalla nascita…..dalle mille parole non dette e all’istante comprese…

    La camera aveva poca luce.

    Sonia… che corre coi lupi……

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