Archivio mensile:dicembre 2017

Il culo meraviglioso di Sandra la feticista

Paul e la commercialista

Quella mattina Paul mi aveva chiesto di controllare alcuni documenti sul suo computer: aveva bisogno di una commercialista per valutare che alcune dichiarazioni fossero esatte, prima di combinare qualche pasticcio dei suoi. Io e Paul siamo molto amici e lo stimo molto, ma a volte, come la gran parte degli uomini, si perde in un bicchiere d’acqua nelle cose più semplici.

Suonai al campanello e Paul mi fece accomodare: aveva comprato le brioches e stava preparando il caffè e la spremuta per ripagarmi della mia disponibilità. Mentre ultimava la preparazione della colazione, mi diressi nel suo studio e feci per accendere il computer ma notai che era già acceso: doveva essersi dimenticato di spegnerlo la sera prima, perché dalla prima schermata che mi apparve si vedevano immagini di un sito di incontri di escort e trans alle prese atti sessuali e simili.

Rimasi un attimo stupita, ma non feci nemmeno in tempo a chiudere quella schermata che Paul era già dietro di me con il vassoio della colazione. Ovviamente, inutile dirlo, mi ero già largamente bagnata al solo pensare che il mio amico di sempre, uomo tutto d’un pezzo e sempre dedito al lavoro, avesse queste fantasie.

Non so perché ma nel mio immaginario Paul era quasi un uomo asessuato, e quella mattina mi ritrovavo lì, con la passera interamente umida a pensare a come sarebbe stato far l’amore con lui.

Poco dopo capii che l’intento di Paul era proprio quello di lanciare il sasso nello stagno: probabilmente quelle foto erano state messe appositamente lì, affinché io vedessi con i miei occhi che anche lui era un uomo e che forse anche lui ricercava delle attenzioni.

Magghy – mi disse con aria un po’ stupita – mi devo essere dimenticato.. scusa, sono profondamente imbarazzato. Ma sai com’è, ogni tanto, stando da solo, mi capita di…”. Non lo feci finire. Tanto avevo già capito tutto. Mi avvicinai, gli feci appoggiare il vassoio della colazione sul tavolo dello studio, e lo afferrai dalla cravatta per portarlo fino alla mia bocca. Poi, mi avvinghiai al suo collo e con la mia lingua calda ne misurai ogni centimetro, fino a raggiungere le sue labbra carnose e farmi avvolgere da esse.

Nel frattempo, Paul si stava visibilmente eccitando: mentre mi sfiorava il seno con le sue mani grandi, io toccavo la patta dei pantaloni dalla quale si intravedeva una forte eccitazione. In un attimo, mi sbottonò la camicetta, mi fece aprire le cosce e si fece strada tra i miei slip in pizzo bianco, lasciandosi avvolgere le dita dalla mia passera calda e ormai ricolma dei miei umori. Direzionò le dita al suo interno, mentre con l’altra mano mi accarezzava un po’ il clitoride ed un po’ le grandi labbra, per dosare bene il piacere.

Un primo orgasmo mi travolse proprio mentre mi masturbava: non furono tanto le sue sapienti dita che mi scivolavano dentro, quanto la visione del suo membro, che ad occhio e croce doveva avere delle dimensioni maggiori rispetto a quelle degli uomini con cui ero stata.

Decisi di restituire il favore e così iniziai a scappellarlo a dovere, fino a prenderlo in bocca con un gioco che avevo già visto nelle immagini di casalinghe amatoriali che aveva sul suo pc: fu bellissimo sentire il suo membro crescere ancora di più e pulsare, fino a riempirmi la bocca del suo sperma caldo, che feci colare rigogliosamente tra le mie labbra.

Ci rivestimmo dopo poco e, come se niente fosse accaduto, controllai i suoi documenti. Questa volta Paul non aveva combinato nessun pasticcio, ma sicuramente aveva lasciato il segno.