Archivio mensile:novembre 2015

Lesbicata in manicomio

Sono Valeria, una dottoressa che lavora in manicomio. Per non avere alcun tipo di problema la dò regolarmente al direttore anche se il mio ideale sono le donne. Di pazienti femminili ne vedo tanti ma non sempre belli come Miranda. Di lei conoscevo tutta la storia, tutti i retroscena. Era finita in igiene mentale dopo aver picchiato quasi a morte il suo ex che l'aveva tradita con un'altra. Trovata imbottita di alcol e droga era stata dichiarata incapace di intendere e volere al momento dello spiacevole episodio, nonchè affetta da disturbi mentali e, alla fine, era finita nella mia struttura invece che in carcere. La mia relazione su di lei sarebbe stata determinante per farla uscire ma ovviamente volevo qualcosa in cambio: la sua fica! Non fu difficile invogliarla a lesbicare con reciproche bollenti leccate di patata, capezzoli e strusciate. Venimmo entrambe più volte e fu davvero favoloso. Ma infondo che fretta c'è di farla uscire? Nella relazione ci metto sempre qualcosa che la trattenga ancora qui, non è mai completamente sana. Detto tra noi è almeno un annetto che me la tengo, che sballo! Sono proprio una puttana lo ammetto. Però prima o poi la farò uscire, voglio godermela ancora qualche mesetto... by Racconti Erotici















Lesbica per evitare il licenziamento

Mi chiamo Alessia. Svolgo il lavoro di segretaria presso una società che si occupa di arte. Odio alzarmi la mattina presto e per questo motivo arrivo sempre tardi in ufficio scatenando le iree della direttrice, miss. Vanessa. Lei è una bella donna, non c'è che dire, ed ama la fica. Quel giorno arrivai in ufficio quasi all'ora di pranzo e Vanessa era decisa a licenziarmi in tronco. Fu a quel punto che giocai l'unica vera carta a disposizione: concedermi. Infondo fu anche piacevole, e a dirla tutta, Vanessa non è poi così stronza come la dipingono i colleghi, lo sono di certo più io (eheheh). Alla fine la vita è fatta di compromessi ed è ciò che ho raggiunto con lei. Di sicuro non mi romperà più le palle con gli orari finchè le dò delle belle pennellate di lingua nella bernarda, non sò se mi spiego... by Racconti Erotici 















Pazzo del professore

Mi chiamo Carlo. Ho scoperto solo di recente di essere gay. E pensare che Ramona, la mia splendida ex ragazza, mi aveva anche avvertito. Ma facciamo qualche passo indietro. Lavoravo come assistente universitario insieme al prof. Mark Web. Ero talmente affascinato dalle teorie scientifiche del dr. Web che provavo più piacere ad ascoltare lui che Ramona. Pian piano persi perfino l'interesse di andare a letto con lei. Ramona, preoccupata, provò a parlare con Mark invano. Poi avvertì me circa le tendenze sessuali di quell'uomo. Avevo sempre guardato e scopato le donne prima di allora ma lui era tremendamente affascinante, senza rendermene quasi conto ero totalmente cotto di lui per cui, quando un giorno a casa mia mi baciò, mi sembrò quasi naturale. Ero estasiato, gli feci un lungo e lento affiatato bucchino e bevvi tutto il suo seme come una puttanella. Poi continuammo a letto, più comodamente. Ci baciammo, mi leccò l'ano divinamente. Quando a sorpresa arrivò Ramona e ci colse sul fatto, avevo le dita del professore nel culo e rasentavo l'estasi segandomi. Ramona furiosa accettò la sconfitta, non avrebbe mai potuto competere con lui che mi aveva stregato. Ma per lei non mi preoccupo affatto, sono sicuro che da allora ne avrà presi di cazzi... by Racconti Erotici  



Troppo tardi...











Leccata da una donna

Mi chiamo Clara. Ero una etero convinta pur avendo una cara amica lesbica di nome Gina. Non era mai successo nulla di particolare tra noi in quanto ognuna rispettava i gusti dell'altra finchè un giorno accadde qualcosa a casa sua. Le feci visita in un momento inopportuno, mi disse: "Accomodati ma sono un pò impegnata...". In realtà stava con un'amica, Giuliana, una gran leccatrice di passere. Mi accomodai sul divano mentre Giuliana, imperterrita e indomita, leccava tra le cosce di Gina. Criticai un pò quello che facevano, e poi davanti a me cazzo! Gina però sembrava davvero deliziata dall'amica ed io cominciai ad intrigarmi alla complicità erotica tra donne. Erano solo piccoli pensieri e niente più. Tuttavia non ebbi il tempo di alzarmi dal divano e andar via perchè quella troia di Giuliana, dopo aver fatto godere Gina, si incollò con decisione alla mia bernarda! Giuliana leccava davvero in modo fantastico ed io cedetti al piacere e lasciai che la sua lingua calda deliziasse le mie carni intime fino a godere intensamente. Bhè, da quel giorno non sono poi così sicura di essere etero... by Racconti Erotici









L’inquilina delizia la proprietaria

Mi chiamo Rossana (la bionda). Vi confesso che le donne non mi sono mai dispiaciute però le lesbicate erano solo fantasie nella mia mente. Cominciai a pensarci seriamente dopo che il mio ragazzo mi fece le corna. Vivevo da sola in un appartamentino ed ogni mese pagavo con puntualità il fitto alla proprietaria, la signora Mirella, una brunetta di bell'aspetto. Era poco prima di Natale quando andai a casa sua per consegnarle il solito assegno. In quell'occasione mi spiegò che il marito era sempre a caccia di donne insieme agli amici. A quel punto mi resi conto che eravamo sole entrambe e quella scintilla saffica si riaccese di colpo. La solitudine ci portò ad un caldo abbraccio tra donne, il desiderio di affetto che ci era stato negato aveva voglia di venir fuori prepotentemente. E così finimmo per baciarci languidamente. Il ghiaccio ormai era rotto. Mirella, un pò come tutte le donne, cercava conferme di piacere, si lasciò guardare ansiosa del mio giudizio. Le dissi che non era affatto male naturalmente e poi cominciai a leccarle dolcemente i capezzoli. Ormai eravamo praticamente nude sul divano, entrambe con i tacchi, io pure con le inseparabili calze autoreggenti. Ero sopra di lei e ricevevo le sue slinguazzate ai capezzoli. Un gioco soft erotico tra donne, ma io volevo di più. Affondai le dita nella sua figa calda, morbida e bagnata ed entrarono come un coltello nel burro. Era eccitata, vogliosa di godere ed io mi curai di offrirglielo: a cosce larghe sul divano la sua passera era bramosa di ricevere la mia lingua. Assaggiai le sue carni intime, mi incollai alla bernarda senza darle tregua fino a farla venire intensamente. Non avrei mai pensato di andare con una donna e, soprattutto, mai pensato di leccare la fica alla mia proprietaria! Il mese dopo glielo feci di nuovo e lei, estasiata, mi abbassò anche la rata del fitto. E' un pò timida a prendere l'iniziativa ma spero tanto di ricevere anch'io una calda slinguazzata nella spacca un giorno o l'altro... mmm by Racconti Erotici 




















Quando l’amante vuole l’esclusiva

Bello avere l'amante vero? Mmm, come tutte le cose della vita ci sono i pro e i contro. Se da un lato inzuppare il biscotto in due diverse passere è un'esperienza assai piacevole, è altrettanto vero che prima o poi l'amante inizia a manifestare un pò di gelosia e insofferenza reclamando l'esclusiva. Lui tardava a lasciare la moglie e lei non voleva più essere la ruota di scorta, intanto però era sempre pronta a fare deliziosi giochini con i piedi e a farsi sfondare la passera perbene. Lui, bel porcone, sognava addirittura un triangolo con le due donne e aveva perfino la faccia tosta di dirlo all'amante nell'intimità. Lei sembrava non gradire ma chissà che sotto sotto non le piacesse sentirselo dire mentre lui la fotteva. Quel che è certo è che entrambi godevano molto e la sborra abbondante sul culetto di lei non mancava mai... by Racconti Erotici