Archivio mensile:ottobre 2015

Senza soldi al ristorante

Mi chiamo Alessia. Dopo un mesetto di frequentazione Luigi voleva far colpo su di me portandomi a cenare in un ristorante di lusso. Sapendo che qualche tempo prima lì avevano preso a calci nel culo una coppia di amici per una questione di pochi euro mancanti, raccomandai Luigi di portare con sè danaro a sufficienza. Lui, superficialmente, disse:"Tranquilla cara sono pieno di soldi". Venne il giorno fatidico, il locale era stupendo con vista sul mare. Quasi senza rendercene conto consumammo con voracità le varie portate accompagnate da ottimo vino. I problemi arrivarono al momento di pagare il conto, ben 300 euro! Luigi si sbiancò in volto e tirò fuori i suoi miseri 100 euro. Incazzata gli dissi:"Diamine te l'avevo detto! Con questi 100 si puliscono il culo!". In preda al panico ritrovai un barlume di lucidità ed esclamai:"Tranquillo, adesso vado a parlare con il direttore, vedrai che troveremo una soluzione". I due camerieri, che ci avevano servito tutta la sera, dissero:"Lui resta con noi". Andai dal direttore sostenendo che i prezzi erano troppo alti ma lui se ne infischiò altamente e così, ben presto, tirando fuori la mia indole da troia, fui costretta a succhiargli il cazzo. Sapevo bene che un bucchino, seppur accurato, non sarebbe bastato e infatti dovetti aprire anche le gambe e ricevere il suo cazzo duro voglioso di fottermi nella fregna. Ci stavo quasi prendendo gusto a fottere pagando così il conto in natura e nel frattempo sottolineai la volontà che al mio ragazzo non venisse fatto alcun male. Fu a quel punto che lui, nel bel mezzo della scopata, cominciò a parlare dei suoi camerieri poco amanti delle donne e della mancia a cui aspiravano. Ero sul punto di venire quando lui mi fece intendere chiaramente che i suoi dipendenti si sarebbero fatti senz'altro il mio ragazzo. A quel punto la mia fica esplose in un torbido orgasmo riempita dalla sua sborra copiosa. Solo dopo aver goduto mi resi realmente conto della porcata in cui ci eravamo cacciati. Naturalmente il direttore impietoso mi mostrò, tramite il pc collegato a videocamere, come i suoi ragazzi, in tandem, facevano la festa al mio. Bhè una cosa è certa, il ristorante era caro ma il dessert della casa, ricco di sborra, ce lo offrirono loro! by Racconti Erotici

Lei paga il conto in natura...









...e lui si occupa della mancia





La consegna bollente

Mi chiamo Giacomo. Mi occupo di consegne di materiale elettrico per conto di una ditta. Il lavoro è pesante, sono sempre in giro insieme al conducente del camion. Quel giorno dovevo consegnare un grosso carico di merce ad uno dei migliori clienti della ditta, il dr. Claudio Ferrigno. Il capo, molto esigente, aveva raccomandato di non commettere errori di alcun tipo, nè di arrivare in ritardo. Puntualissimo giunsi al negozio del cliente e feci scaricare la merce, poi mi recai personalmente a casa sua per confermare l'avvenuta consegna. Il dr. Ferrigno mi fece accomodare offrendomi dell'acqua poi disse di volermi dare una mancia. Ero lusingato ma pensavo a qualcosa di soldi invece lui, dopo avermi tolto la maglietta si fece audacemente strada con la mano nei miei jeans. Mi ritrovai ben presto nudo, con l'uccello nella sua bocca! Una situazione incredibile, quasi surreale, nella quale però andai favolosamente in erezione anche perchè l'uomo spompinava alla grande. Ero eccitatissimo e lui mi offrì il suo culo su un piatto d'argento. In astinenza di fica da mesi persi completamente i sensi e puntai quel buco come fosse stata una vagina sfogando a pieno tutta la mia repressa eccitazione. Glielo misi tutto dentro al culo a quel porcone, fu stupendo sentirlo gemere mentre il suo buco anale massaggiava splendidamente il mio cazzo. Lo scopai a pecorina e a missionaria e finimmo anche per darci del tu: una bollentissima chiavata tra uomini che non mi sarei mai sognato di vivere nemmeno nei sogni più torbidi. Ormai incontenibile gli spruzzai il seme sul viso e lui imboccò il cazzo prendendosi i restanti schizzi di sborra in bocca. Anche lui era sul punto di godere tanto è vero che mi schizzò in bocca il nettare bianco. Fu un'esperienza porca ed eccitante che stavamo ancora assaporando con le bocche ancora intrise di sperma quando all'improvviso entrò nella stanza Luana, la segretaria della ditta. Quel rompicoglioni del capo l'aveva mandata appoosta ad accertarsi della situazione in merito alla consegna effettuata un'oretta prima. Impossibile negare a lei ciò che era accaduto dato che eravamo nudi e con la sborra in bocca ma fortunatamente Luana, donna di mondo, pensò bene di occultare ciò che aveva visto ironizzandoci anche su. Al capo raccontò che io ero stato impeccabile nella consegna, che mi ero preso cura estrema del cliente, eh già, ma ogni tanto mi sussurra all'orecchio che sono un gran frocetto. Peccato perchè prima del "duetto" col dr. Claudio avevo sempre sognato di darle due botte ma ovviamente adesso ho perso tutte le mie chance. Per fortuna che il capo, soddisfatto del lavoro precedente, affida sempre a me le consegne al dr. Ferrigno e lì il buco è sempre disponibile a ricevere l'uccello mmm by Racconti Erotici     















  
ma all'improvviso...


Mio marito si fece l’elettricista

Mi chiamo Assunta. Mio marito Gino è un gran porcellino. Le sue fantasie fuori dall'ordinario vennero fuori dopo i primi mesi di matrimonio. Iniziò a propormi di vedere film porno insieme, non che ne fossi entusiasta ma accettai di farlo. Dopo qualche tempo, un pò annoiata dalle visioni, gli confessai:"Alla fine è sempre la solita roba..." e lui rispose:"Si, hai ragione perchè non vediamo qualcos'altro?". Gli risposi:"Bhè se stai pensando a cose tra donne guarda che mi eccitano ancor meno" e lui ribattè:"Veramente stavo pensando a cose tra uomini, che ne dici?". A quel punto mi trovai spiazzata e risposi:"Ah, questa poi! Adesso ho anche il marito frocio!". Lui sorrise. Sul momento sentenziai:"Non guardo queste porcate" ma, dopo qualche mese, decisi di assecondare la sua richiesta curiosa di quale sarebbe stata la mia, ma soprattutto la sua reazione a certi particolari scenari. Distesi a letto cominciammo a guardare un film gay. Devo ammettere che non mi dispiaceva osservare uomini nudi dai bei fisici. Distratta in parte da quei fusti, e a fica umida, mi accorsi tuttavia del profondo stato di eccitazione di Gino. Allungai la mano per segarlo sentendo il cazzo durissimo e il suo respiro assai affannoso: ci volle ben poco affinchè schizzasse una marea di seme in una quantità che non avevo mai visto prima. Fui sorpresa dalla sua eccitazione profonda e gli chiesi se gli piacessero realmente gli uomini ma lui candidamente rispose che era solo un gioco per eccitarsi. Ripetemmo "l'esperimento" altre volte con medesimi risultati. Pensavo che queste sarebbero rimaste solo fantasie finchè un giorno lui pensò bene di metterle in pratica. Si ruppe un lume in casa ed io fui costretta a chiamare l'elettricista: si presentò un giovane ragazzo in tuta blu. Notai subito l'euforia di mio marito nel guardarlo e pensai che stesse tramando qualcosa. Finsi di dover andare a fare la spesa e lo lasciai da solo con l'elettricista curiosa di vedere cosa avrebbe combinato. Li spiai dalla stanza accanto. Il ragazzo era proprio un imbranato e non seppe riparare il lume ma mio marito lo rincuorò palpandolo tra le gambe. Non mi ero sbagliata! Ben presto il cazzo niente male del ragazzo finì nella bocca del mio amato coniuge monello. Finalmente stava realizzando le sue fantasie erotiche e non sapevo proprio se esserne felice o meno. Gino tirò fuori il cazzo bello duro e il ragazzo glielo prese in bocca: ormai avevano proprio rotto il ghiaccio i maialini! Ma Gino non si sarebbe certo accontentato di una veloce sbocchinata e pensò bene di riempire il buco vergine del ragazzo a missionaria. All'elettricista piaceva proprio prendere il randello di mio marito ed io mi riscoprì d'improvviso bagnata nelle mutande! La chiavata divenne sempre piu intensa e giunse anche magnificamente alla posizione a pecorina. Ormai i due giunsero piacevolmente all'eiaculazione: il ragazzo fu così audace da schizzare il faccia a mio marito che se ne veniva a sua volta toccandosi. Che porci! Pensai. Avevo le mutandine fradice e mi toccai anch'io per sfogare l'eccitazione. Quando mi ripresentai nel salotto i due si erano ricomposti e la stanza odorava intensamente di sperma... by Racconti Erotici       


















Lingerie

Finalmente all’età di 28 anni ero riuscito a diventare un rappresentante di biancheria intima part-time, dato che il mio vero lavoro non mi consentiva un impiego a tempo pieno, non per incrementare i miei introiti ma solo per poter avvicinare donne piacenti. Un sabato mattina, mentre giravo in macchina con la valigetta dei campioni ed […]

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