Archivio mensile:marzo 2015

La voglia repressa

Mi chiamo Vanessa. Ero sempre stata una tipa tranquilla ma, alle volte, il tempo e gli eventi possono cambiare le persone. Da quando Gabriele, l'ultimo ragazzo, mi aveva lasciata per un'altra ero diventata acida e isterica. Mia madre sapeva solo dire:"Ecco brava, non ci sai fare con gli uomini, così non ti sposerai mai, resterai zitella". Ero nervosa, seccata. Avevo bisogno di qualcuno con cui parlare e sfogarmi e così pensai ad un'amica, Luana. Lei è una cara ragazza, con me ci aveva puntualmente provato essendo lesbica ed io l'avevo sempre rifiutata. Ma stavolta tutto sarebbe stato diverso. Quando andai a trovarla ero sfiduciata ma lei si dimostrò una vera amica dolce e comprensiva. Quando mi baciò non ricevette un rifiuto come le altre volte. Ero titubante inizialmente ma Luana con le donne ci sapeva proprio fare. Mi baciò, mi leccò i capezzoli finchè diventarono duri come chiodi. A quel punto persi davvero ogni sorta di freno inibitorio e lasciai che mi penetrasse con due dita decise affondate nella figa mentre mi baciava con passione. Ancora dita e lingua nel culo, ero in estasi. A cosce spalancate le inondai la bocca con caldi umori presa dall'intenso orgasmo. Notai il suo sguardo compiaciuto e ne fui felice. Tuttavia non volevo vivere solo la parte della stronzetta sedotta. Passai all'azione, del resto avevo il fuoco dentro. I ditalini che ero solita praticare in assenza di ragazzo non avevano certo sbollito di molto la voglia repressa del corpo in cerca di vero e profondo calore. Luana si mise a pecorina ed io le passai la lingua direttamente nel culo. Percepivo il suo enorme piacere mentre se ne stava a gustarlo ad occhi chiusi. Quando si girò al contrario usai la lingua sul clitoride e intanto la penetravo con le dita: gemeva e godeva. Ancora lingua nella fica e poi di nuovo nel culo. Luana impazzì di piacere, stava coronando il suo sogno inseguito per anni. Altra slinguazzata di passera e Luana esplose gridando tutto il suo orgasmo. Gustai il liquido che fuoriusciva copioso dalla vagina, poi ci baciammo ancora con passione per interminabili minuti come una calda coppia di amanti.   

















Red lesbo passion

Quando due amiche bionde disinibite si ritrovano a bere insieme vino rosso, e una di queste il rosso lo preferisce anche nell'abbigliamento, tacchi inclusi, i riferimenti sessuali sono fin troppo espliciti. Non resta che seguire gli istinti e farsi avvolgere dai caldi sapori di un'intensa lesbicata. Cin cin!
















Cazzo gay per segretaria arrapata

Mi chiamo Luisa, faccio la segretaria. Data la mia irrefrenabile sete di cazzo in azienda ho scopato più o meno con tutti almeno una volta. Naturalmente loro non hanno interesse a suscitare troppo clamore essendo sposati. Bhè ho detto più o meno perchè ne mancava uno, Alfredo. Immaginavo che fosse gay ma ne ebbi la conferma definitiva solo quando trovai nel pc dell'ufficio alcune foto esplicite di ragazzi intenti a segarsi, baciarsi e spompinarsi. Pensai che, divenendo sua complice, avrei potuto convincerlo a soddisfare la mia voglia incolmabile di cazzo. Al capo non avrei detto nulla naturalmente. Cancellai le foto dimostrandomi sua amica. In tal modo si sentì quasi in obbligo di ricambiare ma, ciò nonostante, trovava difficoltà per il suo scarso interesse sessuale nei confronti delle donne. Ci voleva qualcos'altro, qualcosa che gli permettesse di vincere i dubbi, uno stimolo in più, e per questo non c'è nulla di meglio del danaro. Offrendogli un paio di bigliettoni lo invogliai a leccare la patata e poi a scopare. Non era molto motivato al punto che per eccitarsi un pò in più dovette chiamarmi con un nome da uomo! Andava bene anche così. Alla fine riuscì a scoparmi la passera ed entrambi raggiungemmo l'orgasmo sulla scrivania dell'ufficio. Sentì i suoi schizzi caldi dentro e provai un brivido sottile di piacere pensando di averlo fatto con un gay. Infondo quei soldini se li era proprio meritati. Qualche tempo dopo una collega, segretaria nel reparto accanto, mi disse:"Hey Luisa ma lo sai che quell'Alfredo ha proprio la faccia da frocio, lo dicono tutti! Pensa qualcuno sostiene perfino che tu, nota troia quale sei, ti scopi anche lui". Non volevo che si sapesse e così le risposi in modo fuorviante:"Alfredo? Ma figurati! Certi froci incalliti non scoperebbero una donna nemmeno per soldi". Non confermai di averci fatto sesso ma non smentì che fosse gay. Naturalmente senza prove accertate (che avevo precedentemente eliminato) l'omosessualità di Alfredo sarebbe rimasta solo presunta. Oh Alfredo! Alfredo!            



E così...

















La mano nella fica dalla straniera

Mi chiamo Giovanna. Nonostante abbia il fidanzato amo essere corteggiata, e soprattutto scopata, anche da altri uomini. La mia sorca ha conosciuto davvero tanti e tanti cazzi che me l'hanno parecchio sfondata. Proprio per l'intensa attività sessuale decisi di concedermi una pausa-vacanza in un posto esotico. Lì sarei stata in relax lontano dalla solita vita quotidiana, o almeno così credevo. La struttura alberghiera dove alloggiavo era spesso semideserta ed io me ne stavo sul materassino a prendere il sole in piscina. Di solito mi faceva compagnia Maya, una dipendente della struttura. La ragazza, di origini sudamericane, mi guardava spesso con occhi interessati. Non la ricambiavo essendo solita dare confidenza intima solo agli uomini. Ma Maya era sempre lì vicino a me finchè, una mattina, cominciò a succhiarmi i capezzoli. Non riuscì a respingere le sue avances e tantomeno il languido bacio in bocca che mi dette. Un brivido mi percorse tutta e fui pronta a vivere una nuova esperienza. continuò a leccarmi i capezzoli, a "curiosare" con la lingua nel mio buco del culo. Ero proprio eccitata e lasciai che lei mi succhiasse il clitoride. Infoiata dalla situazione ebbi una voglia tremenda di toccare anche lei. Le infilai un dito nella figa, poi due e nel frattempo le leccavo il buco del culo. Poi ritornò lei a condurre: a poco a poco infilò tutta la sua mano nella mia vagina. Dopo aver preso tanti grossi cazzi duri la mia topa si schiuse come un fiore accogliendo anche la mano audace della bella Maya. La sbrodolata orgasmica intensissima fu inevitabile. Quando sfilò la mano dalla sorca allagata e si mise a slinguazzarmi i capezzoli gustavo ancora, ad occhi chiusi, il sapore profondo dell'amplesso lesbico.       


















Birretta tra amiche

Mi chiamo Simona. Tamara la bruna è la classica amica del cuore. Quel caldo pomeriggio primaverile mi aveva convinta a fare una passeggiata e a sorseggiare birra nel giardino vicino casa sua. Le bevemmo in fretta e l'alcol sortì subito il suo effetto. Ci sentivamo più che mai vogliose e disinibite, lei ancor più di me. All'improvviso mi ritrovai la sua mano sulla natica. La voglia aumentò sempre più finchè ci ritrovammo dolcemente lingua a lingua sulla panchina. Tamara si spogliò e volle che lo facessi anch'io. Eravamo nude in quel posto solitario, pronte a trasgredire. Le dita implacabili di Tamara fecero sussultare la mia vagina fino all'orgasmo. Ci presi gusto e ricambiai allo stesso modo quelle calde attenzioni. Le dita mosse a ritmo frenetico fecero sbrodolare la passera di Tamara che godette ad occhi chiusi. Abbracciate assaporammo il gusto del relax post-orgasmico.