Archivio mensile:maggio 2013

L’ODORE DELLA SUA PELLE APPENA SVEGLIA

cose di lei

Forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c’è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché siamo soli.   Per questo abbiamo bisogno di una persona da amare e che ci ami anche se, con gli anni, ho imparato a diffidare dei miei sentimenti (troppo spesso ho scambiato una tempesta ormonale per amore),eppure questa volta penso di non sbagliarmi..  lo capisco da tante piccole cose di lei (pregi e difetti), cose che adoro:

- L’odore della sua pelle appena  sveglia

- Il suono della sua voce mentre parla al telefono

- Il brontolio del suo stomaco quando ha fame

- La sua espressione prima di uno starnuto

- I suoi baci che sanno di chewing gum alla mela

- Il modo goffo con cui scuote un ombrello bagnato

- La sua espressione finto-spaventata quando minaccio di sculacciarla

- La sua torta di ricotta, così pesante eppure così buona.


Incontro in autobus

  Può la vita di un uomo risultare condizionata da un unico episodio ??? Me lo sono sempre chiesto e sono giunto alla conclusione che, forse, è facile capirlo nel caso di episodi drammatici, traumatizzanti. Certamente è molto meno facile quando, come nel mio caso, a condizionare un’intera vita è un episodio piccolo, apparentemente insignificante […]

L’AMORE BUGIARDO

amore bugiardo

 

Entra in sala, ha ancora i capelli bagnati per la doccia e il beauty-case del maquillage in mano. Lo appoggia sul tavolo, poi si siede e comincia a truccarsi.

Io sono seduto in poltrona, in silenzio e sto pensando al nostro rapporto. La cosa più sensata sarebbe smetterla di progettare un futuro insieme e abbandonarsi a un amore fatto solo di sesso.

“Cos’hai?”  mi chiede dopo qualche minuto.

“Niente.”

“Non parli, sembri triste.”

“Non sono triste. Sto solo riflettendo.”

“A cosa?”

Faccio finta di non sentire, mi alzo e  vado in cucina.

Prendo la moka e mi verso una tazza di caffè; lei non lo beve mai perché teme che le rovini lo smalto dei denti.

Torno in sala;  il tavolo adesso è ingombro di  cosmetici

“Con poco trucco sembri più giovane,” le dico.

“Lo so, ma io non devo sembrare più giovane, devo solo essere più sexy, “ sussurra mentre si spennella gli zigomi con il fard.

Poi è la volta del rossetto, quello vermiglio che sembra dica “scopami”.

“Quando pensi di rientrare?” le chiedo.

“Non lo so. Appena posso ti mando un messaggio… tu però non chiamarmi.”

No, non la chiamerò.   “Non m’importa quello che fai” le ho detto un giorno e lei mi ha guardato perplessa. Il fatto che mi creda può essere doloroso, ma che faccia finta di credermi è una forma di solitudine irreversibile.

 

Intanto, dopo essersi tamponata il viso con la bambagia, va in bagno ad asciugarsi i capelli con il phon.

“E tu   non esci?” mi domanda.

“No, rimango a casa. Ho un po’ di cose da sistemare.”

Non è vero, non ho niente da fare, a parte rimanere sveglio tutta la notte pensando a lei che succhia l’uccello di un altro.

Accendo la tv e cerco un canale sportivo ma il mio pensiero è sempre lì.

 

Sono passati dieci minuti, lei viene verso di me, pronta per uscire.

I suoi capelli scintillano tanto sono lucenti. E’ bella ed è pronta a dare il meglio di sé.

“Dai perché non esci anche tu?” mi dice sedendosi vicino.

“Ho davvero delle cose da fare.”

Mi accarezza i capelli.  So quello che pensa. Una volta mi ha detto “voglio un uomo non un marito,”  al che io le ho risposto “e io voglio una donna, non una puttana.”

“Adesso è meglio che vada” dice guardando il piccolo orologino che ha  al polso.

“Sì vai, non fare tardi,” aggiungo io.

“Che ne dici se domani si va all’Idroscalo a prendere il sole?” mi chiede quando è quasi alla porta.

“Sì, buona idea… speriamo che non sia nuvoloso.”

“No, vedrai, sarà bellissimo.”

“Okay, allora buonanotte.”

“Buonanotte tesoro.”

Esce di casa. Io rimango solo, davanti alla tv, con un groppo in gola e una domanda che non sono riuscito a farle: “Ma mi ami davvero?”

Che domanda di merda.


Sei proprio una stronza

Qualche anno fa dovetti fare uno stage universitario presso un’agenzia di comunicazione e pubblicità. Le mie mansioni? Assistenza organizzazione e ufficio stampa degli eventi. Ero già preparato a trascorrere un’intera primavera infernale tra scrivanie, telefonate, email, catering ecc… Ma almeno mi ci sarei pagato le vacanze. Non ero però preparato alla mole di lavoro che […]

Un dolce cioccolatino


 
E’ una fresca sera primaverile e stasera sono proprio tanto stanca. La metropolitana procede veloce mentre mi riporta a casa sobbalzando, quando si materializza davanti ai miei occhi l’ultima delle mie fantasie, quella che da tanto tempo desiderio realizzare: uno splendido, altissimo e elegante ragazzo nero. E’ in piedi di fronte a me e sta armeggiando con il telefonino, così posso osservarlo con calma senza essere vista. Indossa una giacca color carta da zucchero tipo militare con bottoni dorati che gli segna la figura perfetta, le spalle ampie e la vita stretta,  jeans e una maglia a costine bianca che si intravvede dallo scollo. Un corto codino stretto da un elastico gli lega i capelli. A occhio e croce dovrebbe avere venticinque anni. Sto già fantasticando su quelle mani  dalle dita sottili … le immagino stringersi sul mio corpo, sulla mia pelle bianca… E poi le mie che esplorano il suo petto, scivolano verso la sua cintura… Ma ecco che improvvisamente mi devo ridestare dal mio sogno ad occhi aperti: Arriva la mia fermata, e anche lui scende precedendomi. Dopo pochi metri  lo perdo di vista in mezzo alla piccola folla che si allontana verso l’uscita. Peccato. Io d’altronde non vedo l’ora di cenare e infilarmi a letto, per cui decido   di prendere l’autobus per poche fermate per evitare di camminare...

Ancora qualche passo ed eccomi alla fermata. Non so come, forse con quelle lunghe gambe mi ha preceduta ma  lo ritrovo  lì, anche lui  ad aspettare il bus. E’ bello da togliere il fiato, ora lo osservo bene… La luce del lampione gli illumina il viso bellissimo, gli occhi scuri brillanti e mentre sono ancora incantata ad osservarlo lo vedo aprire la bocca per parlare. - “Sei bellissima…”
- “Sei tu bellissimo” pronuncio con un filo di voce mentre lo vedo avvicinarsi a me. Mi sorride mostrando dei denti bianchissimi e perfetti. - “Sei come la luna che illumina le stelle nel cielo…” poi deve aver detto qualcos’altro ma io a questo punto non capisco più nulla…sono persa nei suoi occhi e ammaliata dalla sua voce dolcissima e dal leggero accento francese.

-“Sai…- continua a parlare mentre ormai è di fronte a me - io faccio il modello ed ho sempre intorno a me ragazze magre invece per me la donna come te è l’ incarnazione della sensualità, della femminilità… sei proprio bella”
- "Grazie” – rispondo imbarazzata non aggiungendo altro  perché lui nel frattempo mi ha preso la mano presentandosi e dicendo il suo nome, ed io faccio altrettanto.
- “ Ma tu che fai?- continua- Io aspetto l’autobus solo per due fermate”

- “Due fermate? Anche io, ma dove abiti?”
Quando mi dice il nome della strada non ci posso credere! E’ una via parallela alla mia.

- “Ma è da poco che sei qui, non ti ho mai visto, ti avrei notato!” - “No da cinque anni!”- mi risponde.
Mamma mia se penso che questo pezzo di gnocco era a due passi da casa mia e io non lo sapevo! Devo proprio ringraziare chi mi ha rubato lo scooter se stasera ho preso la metropolitana allora!

- “Beh ora che lo sai potresti  venire da me a bere qualcosa” azzarda lui.
La richiesta mi coglie di sorpresa. Non andrei mai a casa di uno sconosciuto, per di più straniero.
- “Ti ringrazio ma guarda sono veramente distrutta stasera…facciamo un’altra volta “

- “ Oh ma io so fare dei bellissimi massaggi, sai?”- incalza appoggiandomi una mano sulla spalla- “vedrai che ti rimetto al mondo”
So io cosa mi rimetterebbe al mondo! Ma questo non glie lo dico di certo… poi improvvisamente  ricordo che ho le natiche segnate da vistosi lividi, non mi pare proprio il caso di farmi vedere in queste condizioni. Ecco a cosa servono certi “marchi”!

Dopo qualche ulteriore tentativo capisce che non è il caso di insistere. Mi da il suo numero che salvo sul mio cellulare, lo compongo subito facendo squillare il suo.
- “Senti che ne dici se ce la facciamo a piedi? Così chiacchieriamo un po’. Tu accompagni me così vedi dove abito, poi io accompagno te. ” - Propone lui

- “D’accordo”… improvvisamente non sento più la stanchezza e mi ritrovo a trotterellare al suo fianco.
Il viale che stiamo percorrendo ha al centro una zona alberata con qualche panchina. “Passiamo di qui” suggerisce porgendomi la mano per aiutarmi a salire il marciapiede… Ha dei modi da vero gentleman il ragazzo, ci sa fare. Quando siamo in mezzo al verde mi si avvicina e chiede se può baciarmi. Io per risposta appoggio le mie labbra sulle sue, morbidissime come un cuscino di piume. Pare di baciare una donna… una sensazione incredibile. Mentre mi bacia mi stringe a sé facendomi sentire la sua erezione… poi si allontana: - Guardami-  dice mostrandomi il rilievo dei pantaloni.

- "Vieni, senti… "mi prende la mano e me la guida sul suo membro eretto, sopra la stoffa dei jeans facendomi constatare le dimensioni e la consistenza. “Adesso non ti va di sentirlo, di vederlo?"
(... continua...)

Un dolce cioccolatino


 
E’ una fresca sera primaverile e stasera sono proprio tanto stanca. La metropolitana procede veloce mentre mi riporta a casa sobbalzando, quando si materializza davanti ai miei occhi l’ultima delle mie fantasie, quella che da tanto tempo desiderio realizzare: uno splendido, altissimo e elegante ragazzo nero. E’ in piedi di fronte a me e sta armeggiando con il telefonino, così posso osservarlo con calma senza essere vista. Indossa una giacca color carta da zucchero tipo militare con bottoni dorati che gli segna la figura perfetta, le spalle ampie e la vita stretta,  jeans e una maglia a costine bianca che si intravvede dallo scollo. Un corto codino stretto da un elastico gli lega i capelli. A occhio e croce dovrebbe avere venticinque anni. Sto già fantasticando su quelle mani  dalle dita sottili … le immagino stringersi sul mio corpo, sulla mia pelle bianca… E poi le mie che esplorano il suo petto, scivolano verso la sua cintura… Ma ecco che improvvisamente mi devo ridestare dal mio sogno ad occhi aperti: Arriva la mia fermata, e anche lui scende precedendomi. Dopo pochi metri  lo perdo di vista in mezzo alla piccola folla che si allontana verso l’uscita. Peccato. Io d’altronde non vedo l’ora di cenare e infilarmi a letto, per cui decido   di prendere l’autobus per poche fermate per evitare di camminare...

Ancora qualche passo ed eccomi alla fermata. Non so come, forse con quelle lunghe gambe mi ha preceduta ma  lo ritrovo  lì, anche lui  ad aspettare il bus. E’ bello da togliere il fiato, ora lo osservo bene… La luce del lampione gli illumina il viso bellissimo, gli occhi scuri brillanti e mentre sono ancora incantata ad osservarlo lo vedo aprire la bocca per parlare. - “Sei bellissima…”
- “Sei tu bellissimo” pronuncio con un filo di voce mentre lo vedo avvicinarsi a me. Mi sorride mostrando dei denti bianchissimi e perfetti. - “Sei come la luna che illumina le stelle nel cielo…” poi deve aver detto qualcos’altro ma io a questo punto non capisco più nulla…sono persa nei suoi occhi e ammaliata dalla sua voce dolcissima e dal leggero accento francese.

-“Sai…- continua a parlare mentre ormai è di fronte a me - io faccio il modello ed ho sempre intorno a me ragazze magre invece per me la donna come te è l’ incarnazione della sensualità, della femminilità… sei proprio bella”
- "Grazie” – rispondo imbarazzata non aggiungendo altro  perché lui nel frattempo mi ha preso la mano presentandosi e dicendo il suo nome, ed io faccio altrettanto.
- “ Ma tu che fai?- continua- Io aspetto l’autobus solo per due fermate”

- “Due fermate? Anche io, ma dove abiti?”
Quando mi dice il nome della strada non ci posso credere! E’ una via parallela alla mia.

- “Ma è da poco che sei qui, non ti ho mai visto, ti avrei notato!” - “No da cinque anni!”- mi risponde.
Mamma mia se penso che questo pezzo di gnocco era a due passi da casa mia e io non lo sapevo! Devo proprio ringraziare chi mi ha rubato lo scooter se stasera ho preso la metropolitana allora!

- “Beh ora che lo sai potresti  venire da me a bere qualcosa” azzarda lui.
La richiesta mi coglie di sorpresa. Non andrei mai a casa di uno sconosciuto, per di più straniero.
- “Ti ringrazio ma guarda sono veramente distrutta stasera…facciamo un’altra volta “

- “ Oh ma io so fare dei bellissimi massaggi, sai?”- incalza appoggiandomi una mano sulla spalla- “vedrai che ti rimetto al mondo”
So io cosa mi rimetterebbe al mondo! Ma questo non glie lo dico di certo… poi improvvisamente  ricordo che ho le natiche segnate da vistosi lividi, non mi pare proprio il caso di farmi vedere in queste condizioni. Ecco a cosa servono certi “marchi”!

Dopo qualche ulteriore tentativo capisce che non è il caso di insistere. Mi da il suo numero che salvo sul mio cellulare, lo compongo subito facendo squillare il suo.
- “Senti che ne dici se ce la facciamo a piedi? Così chiacchieriamo un po’. Tu accompagni me così vedi dove abito, poi io accompagno te. ” - Propone lui

- “D’accordo”… improvvisamente non sento più la stanchezza e mi ritrovo a trotterellare al suo fianco.
Il viale che stiamo percorrendo ha al centro una zona alberata con qualche panchina. “Passiamo di qui” suggerisce porgendomi la mano per aiutarmi a salire il marciapiede… Ha dei modi da vero gentleman il ragazzo, ci sa fare. Quando siamo in mezzo al verde mi si avvicina e chiede se può baciarmi. Io per risposta appoggio le mie labbra sulle sue, morbidissime come un cuscino di piume. Pare di baciare una donna… una sensazione incredibile. Mentre mi bacia mi stringe a sé facendomi sentire la sua erezione… poi si allontana: - Guardami-  dice mostrandomi il rilievo dei pantaloni.

- "Vieni, senti… "mi prende la mano e me la guida sul suo membro eretto, sopra la stoffa dei jeans facendomi constatare le dimensioni e la consistenza. “Adesso non ti va di sentirlo, di vederlo?"
(... continua...)

ZUPPETTA DI ORTICHE

ex ortica

 

A cena con la ex.

 

La ex che ci ha lasciato…  i casi sono due: o si odia o si vuole portare a letto. Se poi, una sera, la ex si presenta sulla porta di casa con aria contrita da Bambi  la soluzione è di invitarla dentro e prepararle una cenetta. Il menù ovviamente, dev’essere appropriato alla situazione. Per esempio una zuppetta di ortiche!

Il messaggio è chiaro: ti faccio mangiare ortiche perché simbolicamente ti voglio punire. E ti punisco perché mi hai fatto del male e so che ti senti in colpa. Quindi…

zuppetta ortiche

Ingredienti:

500 grammi di ortiche (a Milano, in questo periodo, si trovano pressoché ovunque: pure all’Esselunga e alla Coop)

2 tazze di brodo vegetale

2 fettine di petto di pollo tagliate a listarelle

2 tuorli d’uovo,

2 cucchiai di panna fresca

1 scalogno, salvia, erba cipollina, sale e pepe.

 

Prendete le ortiche (qualche rametto mettetelo a parte per il dopo) spezzettatele e fatele appassire in una pentola  con uno scalogno tritato e una noce di burro. Aggiungete le due tazze di brodo e fate sobbollire per circa 15 minuti. Alla fine aggiungete i tuorli e la panna e  frullate il tutto con un mixer a immersione.  A parte fate saltare in padella le listarelle di pollo  ed unitele al passato di ortiche. E’ buonissima.

 

Il dessert consiste nel mettersela (la ex) di traverso sulle ginocchia e di schiaffeggiarle le natiche con le ortiche che avevate messo a parte. Il resto viene da sé.


QUELLA DOLCE E MORBIDA COSA CHE SI CHIAMA FEMMINILITA’

20 d0mande

20 DOMANDE

Qualche anno fa, sui blog era di moda pubblicare questionari  come questo. A mio parere era un fatto che dipendeva più dalla vanità personale che non di un’effettivà volontà di comunicare. Eppure erano piacevoli e ci si divertiva a mandarseli tra blogger.  Rileggendo uno di questi vecchi post nell’archivio, mi sono accorto che molte risposte di allora  ormai  sono superate, e non mi rappresentano più.   Non che adesso sia peggio o meglio di allora,  solo che sono una persona  diversa.

Ecco quindi le 20 vecchie domande con le mie attuali 20 risposte.

1) In che percentuale ti ami e ti odi?

Cerco di essere in armonia con i due sentimenti… a volte prevale l’uno a volte l’altro.

2) Cosa ti piace in una donna?

Quella dolce e morbida cosa che si chiama femminilità.

3) Il tratto principale del tuo carattere?

Non ne ho idea… forse la timidezza.

4) Una follia fatta per amore?

Regalare a una mia ex un’automobile. Pensavo fosse l’amore della mia vita e invece,  dopo nemmeno un mese, siamo entrati in crisi.

5) Sei innamorato adesso?

Sì.

6) Quanto conta il sesso?

Tantissimo e poco. Mi piace la frase che dice: “Il sesso è solo una piccola porzione della torta dell’esistenza, però è la fetta più gustosa.”

7) Il rimpianto più amaro?

Non ho rimpianti.

8) La soddisfazione maggiore?

Una volta avrei detto il lavoro, adesso non saprei.

9) L’ultimo regalo che ti sei fatto?

Un fine settimana  a Madrid con la donna che amo.

10) Un viaggio che ricordi?

In California, con mia madre, tanti anni fa.

11) Il libro sul comodino?

In questo momento ne ho due, che alterno a secondo dell’umore. “La felicità sostenibile” di Maurizio Pallante, e “L’esperimento” di Mauro Covacich.

12) Ultimo film visto?

“An Education”, ieri sera in tv. Bellissimo.

13) Come vorresti morire?

Nel sonno.

14) Stato d’animo attuale?

Moderatamente sereno

15) Il tuo piatto preferito?

La cotoletta alla milanese con sopra i pomodorini. Enorme e sottile, come la sanno fare solo a Milano.

16) Un film cult?

“Lost in traslation”. Lo rivedo ogni tre o quattro mesi.

17) Il giorno più felice della tua vita?

Il giorno dell’ innamoramento. Per fortuna ne ho avuti più di uno.

18) Star bene vuol dire?

Amare ed essere riamati.

19) Qual è la parte più fragile del tuo corpo?

Le ginocchia.

20) I tuoi piaceri preferiti?

In ordine sparso: fare l’amore, mangiare, viaggiare, e chiacchierare con gli amici.