Archivio mensile:marzo 2013

Per scherzo ho scopato mia nuora…


L’ispettore Smithz era stato incaricato di verbalizzare il responsabile del reato d’incesto.
Suo figlio lo aveva sorpreso a letto con la moglie, mentre stavano consumando un rapporto sessuale incestuoso. Urla e schiamazzi, svegliarono tutti i condomini di quel centro residenziale, che incuriositi dal fracasso, avevano affollato le scale e i balconi. Tutti hanno assistito alla scena in cui il figlio pestava il padre e lo accusava di quello che aveva commesso con la nuora.

L’intervento della Polizia, chiamata da un condomino, aveva riportato l’ordine nel palazzo. L’episodio, raccontato negli atti degli agenti, per la magistratura era da registrare come reato. Perché il rapporto incestuoso, ormai di dominio pubblico, aveva creato scandalo nella piccola località, anche in considerazione che i due rei erano molto conosciuti, perché gestivano uno dei maggiori alberghi della zona.

Il vecchio ispettore Smithz, nel suo ufficio, riceve uno degli autori del crimine, al secolo Rossi Marcello, di anni 46, albergatore.

Ciao Enzo!
Buongiorno!

I due si conoscevano benissimo, ma nella circostanza l’ispettore doveva tenere un comportamento neutrale. Glielo imponeva il protocollo deontologico del suo mestiere.

Marcello era imbarazzato. Avrebbe preferito un altro poliziotto. Il giudice aveva affidato le indagini all’ispettore Smithz, quindi non si poteva disubbidire ad una disposizione della Magistratura.

L’ispettore Smithz si schiarì la gola e, assumendo un atteggiamento marziale:

“Sorvoliamo sull’episodio dell’altra sera. E’ tutto scritto nella relazione redatta dai Poliziotti intervenuti a casa di tuo figlio. Prima di cominciare una domanda? Intende presentare denuncia contro suo figlio per le lesioni e le percosse?
“No! Non mi sembra opportuno complicare le cose!
“Bene!
“il magistrato vorrebbe valutare la gravità dei fatti! Soprattutto sapere da quando lei, con sua nuora Fernanda, intratteneva la relazione incestuosa?
“Da quattro anni!
“Quindi, da prima che suo figlio la sposasse?
“Si!

Il figlio era sposato da due anni circa. L’ispettore era presente alle celebrazioni. Fu una cerimonia fastosa. Gli sposi, giovani e belli, erano apparentemente felici. La sposa in quella circostanza metteva in mostra un bel pancione, essendo al settimo mese di gravidanza.

Marcello guardava le mani di Smithz. Si muovevano nervose. Da come soppesava e girava la penna si capiva che quella risposta lo aveva infastidito.

“Enzo io… vorrei spiegarti, che non devi arrivare a conclusioni sbagliate!
“Mi scusi! La prego! Risponda solo alle domande!

Marcello fissò l’Ispettore, ma non ottenne alcuna soddisfazione. Abbassò il capo.

“Va bene!

Ad un tratto le mani dell’Ispettore Smithz batterono violentemente sul bancone. Quello schianto fece saltare Marcello sulla sedia. Il vecchio poliziotto alzò lo sguardo:

“Adesso spengo il registratore, e tu mi dici come cazzo ha avuto inizio sta storia!
“Enzo! Non giudicarmi, non è come pensi! Non ho approfittato di Fernanda. Lo so! tre anni fa lei aveva appena diciassette anni! Ma ti assicuro che non è come pensi!
“Il figlio che aspettava era tuo?

Marcello si sbiancò in volto. Voleva rispondere di no, ma pensò che non era il caso di mentire.

“Si è mio figlio!

Si sentì un rumore secco, che è rimbombato nella stanza come un tuono, era l’effetto di un micidiale pugno assestato sulla base del tavolo dall’Ispettore Smithz.

“Enzo… io no so che dire… credimi… ti prego di non condannarmi!

L’ispettore Smithz riprese a respirare. L’ira gli stava ottenebrando la mente. Doveva mantenere la calma.

“Va bene! Ora, racconta, come cazzo è cominciata! la tresca tra te e Fernanda!
“Non ci crederai. E’ iniziata per scherzo! Un gioco assurdo che avevamo organizzato con  Alberto, in danno di mia moglie, la sera, che è arrivato all’albergo e ci ha presentato Fernanda, come la sua fidanzata.

Marcello, si fermò a riflettere su quello che doveva dire. Voleva raccontargli tutto e date le circostanze, sarebbe stato opportuno evitare alcuni aspetti scabrosi, che mettevano in luce una personalità trasgressiva della nuora.

Marcello rimane in silenzio, ma riprende a pensare:

………Quella sera Alberto mi aveva presentato Fernanda, la sua nuova fidanzata. Dopo i convenevoli, con una scusa lo trascinai fuori.

“Ma che cazzo mi hai portato in casa! Coprispalle di seta trasparente; top nero succinto, pantaloni trasparenti di raso e tacchi a spillo. Truccata come una mignotta! Quella secondo me, l’hai rimorchiata sulla tangenziale! E’ una puttana! vero?
“ahahahha no! È vestita così perché stasera ha recitato in uno spettacolo musicale! Ti ricordi il film casinò?
“Si!
“Appunto! lei era un delle tante comparse! Hahah hai visto? Sembra autentica! hahahah
“E’ vero! L’ho scambiata per una di quelle! Scusami!
“Frequenta anche lei la mia stessa scuola! é al primo anno di liceo!
“ahahah che idiota!
“E’ una ragazza in gamba! Quando la conoscerai meglio, sicuramente t’innamorerai di lei!
“Andiamo a conoscerla meglio allora!

Mia moglie Teresa, che non conosceva i fatti, si teneva a debita distanza, scrutandola con una espressione diffidente e direi sdegnata. Quello che peggiorava ancora di più la situazione, fu il movimento della mandibola di Fernanda, che stava masticando una gomma.
Dissi ad Alberto di non riferire nulla a sua madre, e di tenermi la mano perché volevo fargli uno scherzo.

Teresa, appena ci vede, riprende il colorito del viso. Io, ridendo sotto i baffi, mi avvicino a Fernanda e la stringo dai fianchi.

“Che bella ragazza! Si! È proprio come l’hai descritta tu! Mi piace!

Alberto schiacciò l’occhio a Fernanda. Come dire: è tutto a posto.

Teresa, mi prese da un braccio, e con una scusa mi portò dietro il bancone della reception.

“Alberto ti aveva parlato di lei? Ma caspita l’hai vista bene?
“Si! È una povera ragazza di strada! Alberto mi ha detto che ha perso la testa per lui!
“Fa la puttana?
“Forse! E allora? Cosa c’è di strano? L’importante è che si vogliono bene!

In quel momento sarei voluto scoppiare dal ridere. L’espressione del viso era indescrivibile. Sembrava un vulcano in procinto di esplodere in lapilli e lava, incandescenti.

“Ma che cosa stai dicendo? Quella puttana non metterà mai piede in casa nostra!
“Non so se ha fatto la puttana? Magari con Alberto diventerà una brava ragazza!
“Sei pazzo! E tu accetti che tuo figlio si metta con una che l’ha data a tutta la città! Forse è anche malata!
“Anche se avesse fatto la puttana? Tu hai dei pregiudizi!
“Ma quali pregiudizi! Sei impazzito! Siamo una famiglia per bene! Pensa che situazione imbarazzante, quando la dovremo presentare a parenti e amici, con i quali, forse, ci ha fatto le marchette! Dio mio non respiro!
“Va bene! Poi parlo con Alberto! Ora andiamo di là e fai buon viso!
“E’ una parola! Hai visto? Come diavolo è vestita? Non ci vuole tanta fantasia ad immaginare che razza di mestiere fa!
“E tu fagli credere che è una brava ragazza! Ti prego! Fallo per Alberto!

Mi stavo scompisciando dal divertimento. Il suo viso era una cosa indefinibile. Lo scherzo era riuscito alla perfezione. Dovevo fare qualcosa? Qualcosa che la facesse uscire fuori dei gangheri.

“Va bene! mi sforzerò! Di trattarla da persona normale! Che dio mi aiuti!

Quando ritornammo nella hall, Alberto mi fece un segno. Anche lui si stava divertendo alle spalle di sua madre. Sul volto di Fernanda colsi un’espressione d’ironia. Quei due si erano messi d’accordo. Bene.

Fernanda appena mi vede:

“Signor Marcello! Ho come l’impressione di conoscerla! Però, non mi ricordo in quale occasione, io e lei, ci siamo conosciuti?

Teresa, appena sentì quella frase, si sbiancò in volto. Mi guardò in modo minaccioso. Secondo me, stava pensando che fossi stato uno dei tanti clienti di Fernanda. Si era agitata, presa dallo sbigottimento, afferrò il braccio di Alberto e se lo strascinò fuori.

Io e Fernanda, scoppiammo a ridere, all’unisono.

“Signor Marcello! Alberto mi ha detto che dobbiamo andare nel retrobottega!
“Chiamami Marcello! Signore mi pare un po’ pomposo! Vieni! E’ di là!

Entrammo nel retrobottega. Fernanda si tolse il coprispalle di seta e si piegò col busto in avanti. Appoggiandosi ad una cassapanca, ha assunto la posizione di novanta gradi. Si girò e con un sorriso sgargiante:


“Alberto ha detto di farci trovare in questa posizione. Tu con le mani sui fianchi e appena li senti arrivare devi fingere di schiaffeggiarmi ed insultarmi!
“hahah secondo me rischiamo un aggressione violenta! Ahahah mi piace come idea! Questo la manderà su tutte le furie e poi, insieme, grideremo sei su scherzi a parte! Hahahaha
“si! Si! sarà divertente! hahahah

Quando si piegò nuovamente in avanti fui attratto da un particolare. Fernanda, in quella posa mostrava un lato b fantastico. Appena lo vidi per bene, mi venne la pelle d’oca. I pantaloni erano talmente aderenti che mettevano in risalto uno scoscio da infarto. I glutei rotondi, che scendevano verso la nicchia vaginale, formavano un incavo da sballo.
Ci misi un secondo a somatizzare quel panorama provocante, con una possente erezione.
Lei, intanto, s’era mossa quel tanto da mettersi a pecorina, inarcando la schiena e mostrando un culo borioso, aggressivo e tentatore, tale da suscitare un terremoto di adrenalina di immane potenza. Rimasi imbambolato. Incantato da quel meraviglioso scenario.
Fui destato da Fernanda che divertita mi spronava:

“Dai! Adesso! Stanno arrivando!

Le voci di Alberto e Teresa si stavano facendo sempre più forti, erano dietro la porta.
Sento mia moglie che domandava ad Alberto, “E adesso dove cavolo sono andati?
Lui, che sapeva, disse: “forse sono entrati nel retrobottega!. Mia moglie: “Nel retrobottega? E perché?

Stavano entrando. Mi appoggiai subito con il palmo delle mani sulle natiche di Fernanda. Cribbio quel contatto mi fece sballare la mente. Era tonica e calda. Il cazzo sobbalzò istintivamente, come se avesse ricevuto un colpo di frusta. Lo sentivo rigido e pulsante, come un cavallo imbizzarrito e infervorato davanti al sedere della sua puledra, pronto per la monta.

“Ora colpisci!
“Schiaf schiaf schiaf

Era incredibile, stavo prendendo a scappellotti il culo di Fernanda. Più che schiaffi erano leggeri tocchi.

“Piccola monella!  Tiè! tiè! Sei venuta per provocarmi! Vero? Tiè monella!
“mmmmm si mmmm Mi piace! Ancora! si picchiami! Insultami! Ancora!

Chiunque in quel momento avrebbe travisato la scena. Un uomo che colpiva le natiche di una ragazza? Appariva, sicuramente, uno scenario sensuale. A Teresa sarebbe venuto un infarto. Per quanto mi riguardava ero compiaciuto di poter ammirare quel magnifico panorama. Un culo da cento e lode che mi stava facendo saltare le coronarie.  Se non fosse stata la fidanza di Alberto,  gli avrei schiaffeggiato le natiche con accanimento, approfittando di quella circostanza per soddisfare gli istinti sessuali in subbuglio e quello che in quel momento la mia mente agitata stava fantasticando.


Intanto la porta non si apriva. Un forte rumore mi fece bloccare la mano a mezz’aria. La maniglia si era rotta. Mi rivolsi a Fernanda. Sussurrando:

“E ora? Che facciamo?

Solo allora mi accorsi della strana luce che brillava nei suoi occhi. Mi venne una fitta allo stomaco. Fernanda era eccitata. Quella situazione ambigua l’aveva coinvolta emotivamente. Con voce quasi stravolta dell’emozione sussurra:

“Continuiamo a fingere! Vedrai che Alberto troverà il sistema di entrare!
“schiaf schiaf schiat

Gli schiaffi stavolta erano leggermente più pesanti.

“mmmmmmm si picchiami insultami! Siiiii mi piaceeeeee mmmmm trattami come una puttana! Ancora! ancora aaaa

Pensai: “Ha detto come una puttana? Caspita, la ragazza voleva giocare duro. Ora l’accontento! Che era anche quello che desideravo fare in quel momento. Inizia a picchiare più duro.

“Tiè! Zoccola! Tiè troia! Tiè puttana!
“si iiiiiii mi piace eeee insultami iiiii così ancora aaaaa si iiiii ancora aaaaa

I ceffoni erano molto forti e si sentivano echeggiare nella stanza. Inoltre, mi ero talmente fatto prendere la mano da quella situazione incandescente che esageravo anche con gli improperi. Ero super eccitato e non stavo affatto fingendo. La stavo colpendo seriamente e con violenza. La sentivo gemere dal godimento; il piacere datogli dai miei schiaffi aveva trasformato i lamenti finti in veri pianti di piacere.

“Hai un bel culo! Mmmm non resisto più

L’afferrai dai fianchi e pressai il grembo contro i suoi glutei, gli ficcai il cazzo ingrossato nella nicchia vaginale. Appena sentì il contatto iniziai a spingere e a strofinare con grande forza.

“mmmmmmmm si lo sento ooooo è duro ooo mmmm mi piace si iiii
“Sei una troia aaaa to.. to mmmm

Il gioco ci era sfuggito di controllo e ci aveva coinvolto in una giostra di sensazioni vertiginose. Non era più possibile fermarla e tornare indietro. Il divertimento continuava.

Gli accarezzavo il culo, le anche e poi, infilai le mani sotto il top,  e raggiunsi le tette. Appena le ebbi in mano, cominciai a stringerle forti.

“mmmmmm si mmmm mi piace eeeeeee

Ero diventato un cane idrofobo. Un leone inferocito che si stava nutrendo di una giovane antilope.

Nel frattempo sentivo mia moglie e Alberto che cercavano di aprire la porta. Li sentivo armeggiare, ma la porta rimaneva chiusa. Sicuramente ci voleva un falegname.

Quel problema non m’interessava più di tanto, perché ero concentrato a gustarmi quel giovane corpo.
Lo stimolo attraverso i pantaloni non mi bastava più. Dentro di me, cresceva la brama di andare oltre la sceneggiata. Così, con la mente stravolta dalla libidine, m’inginocchiai dietro di lei, afferrai gli orli dei pantaloni e li trascinai giù, insieme alle mutandine di cotone. Appena vidi le labbra della fica, chiuse e paffute, coperti da peli castani, avvertì una vera e propria scarica di adrenalina, che si diffuse come uno tsunami su tutto il corpo. In preda ai più bassi istinti animaleschi e dal desiderio carnale di quel giovane corpo, separai le grosse labbra ed infilai la lingua nei tessuti molli della vagina, unti e profumati come un fiore appena sbocciato. 

“mmmmmmmmmm si mmmmmmmmm si mmmmmmm mi piace eeeeee

Leccai con gusto, con ingordigia, in modo esagerato. La faccia era completamente immersa in mezzo allo scoscio. La tenevo ferma dai fianchi, mentre la bocca raspava come una iena affamata, razzolando con gusto tra le fantastiche labbra vaginali, il clitoride ed il buco del culo. Era cibo prelibato dal gusto speciale, più ne mangiavi e più ne volevi.
Completamente stordito da quel santuario del piacere, senza più il controllo della ragione, passai all’azione successiva:

“non ce la faccio più!

Il desiderio di quel corpo era diventato travolgente. Mi alzai in piedi. Mi aprì la cerniera lampo ed estrassi il cazzo, che duro come era, urtò contro le sue bellissime e rotonde natiche.
Fu una vera a propria liberazione dello spirito perché, non ne potevo più di tenerlo chiuso in quell’angusto spazio. La voglia di scoparla mi aveva sconvolto la ragione. Ormai nessuno in quel momento poteva fermarmi. Afferrai il cazzo e spinsi la cappella contro lo scoscio di Fernanda. La schiacciai con forza tra le fenditure della fica, strusciando su e giu, alla ricerca dell’ingresso vaginale. Appena sentì quel valico aprirsi al mio impeto, diedi una forte spinta in avanti. La penetrazione avvenne con facilità perché quel cunicolo delle meraviglie era completamente impregnato di umori vaginali. Scivolai in profondità, fino alla base.

“mmmmmmmmmmm si iiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii mmmmmmmm
“mmm tooooo troia! Era questo che volevi? Vero? Mmm sei calda aaaaa mmm
“si iiiiiiiii si iiiiiiiiii si iiiiiiii mmmm scopami iiiiiiiii forte eeeeeee mmm sono una puttana aaaa ancora mmmm
“si sei una zoccola aaaaaaaaaaa tiè tiè

La insultavo e mi muovevo dentro di lei, in modo selvaggio. Ad ogni affondo sussultava. Le spinte erano talmente forti che dovetti tenerla ferma dai fianchi, perché veniva sollevata in aria.
Era un piacere indescrivibile chiavare quel sublime scoscio. Il mio cazzo, prolungamento ideale dei miei pensieri erotici, spariva dentro di lei ad una velocità impressionante. Ogni tanto, mi trattenevo bloccandomi in lei, profondamente.

“mmmmmmmmmmmmm si mmmmmmmmm è bellissimo oooooo mmmmmm
“tiè troia aaaaaaaaaaa tieeeeeeeee

Continuavo a colpirla con il palmo della mano. Gli schiaffi urtavano con violenza sulla pelle. In poco tempo i glutei erano diventati rossi. A Fernanda piaceva e anche a me.

La colpivo anche con il dorso della mano. E lei, indomata, continua a incitarmi.

Mmmmmmmm si iiiiiiii sto morendo dal piacere eee godo oooooooo godo ooooo ancora ancora aaaaaaa


Le sue imprecazioni mi mandavano in tilt. Stava godendo come una maiala. Le pareti vaginali si contorcevano dagli spasmi. La troia stava avendo degli orgasmi intensi. Il suo corpo vibrava e sussultava. Era impressionate.

In quel magazzino, in quelle condizioni, tutto sembrava stupefacente. Il suo candido fondo schiena, si agitava davanti al mio grembo, aperto e accogliente, e sembrava la base di una pera dalle linee perfette. La cosa che più mi faceva sballare, era di vedere il mio cazzo che ficcava la sua giovane fica, dagli orli allargati come un elastico, calda e accogliente.
Gli stavo sconquassando il corpo di sensazioni estreme. Il mio agire era quello di un uomo maturo, consapevole della fortuna, insperata, che gli era capitato. Un fiore di rara bellezza. Credevo di sognare. Sicuramente stavo sognando.

I primi pungoli di sborra, in ogni caso, mi riportarono alla realtà. Soprattutto i suoi lamenti.

“si si si mmmmm mmmm godo ooooooo mmmmm ancora ancora aaaa

Avevo aumentato i fendenti. Lo stimolo dell’orgasmo mi stava spingendo a dare il massimo. Ormai premevano alla base dei coglioni, che erano pronti e rigidi nello scroto. Più battevo con forza e più loro urtavano con prepotenza il perineo di Fernanda.

“Sto per sborrare eeeeeeeeeeeeeee
“si si mmmmm sto godendo ooooooo ancora

I suoi lamenti erano diventati una cacofonia continua di imprecazioni. Mi piaceva sentirla gemere. Quando raggiunsi l’apice, un attimo prima di eiaculare, estrassi il cazzo, impregnato di umori vaginali, limacciosi e unti, e mi lasciai andare ad una abbondante sborrata. Appoggiai il cazzo sulla zona lombare, strofinandolo sulla pelle candida, poi mi lasciai andare cospargendogli la schiena di liquido seminale, bianco e denso come lo sciroppo di orzata.

“si iiiiiii troia aaaaaaaaaaaaaa tie eeeeeeeeee

Alcuni minuti dopo, la ragione iniziò a stabilirsi. A sangue freddo. Guardai il culo di Fernanda.

“Che cazzo abbiamo fatto? Oddio no! E adesso?

Fernanda non rispondeva. Presi dei fazzoletti di carta da un cassetto e gli pulì la schiena. Fernanda si alzò in piedi e si tirò su i pantaloni. Mentre i fianchi oscillavano in modo serpentino. I calzoni erano aderenti e lei doveva entrarci fino alla cintola.

La guardai. Cristo! quanto era bella! Solo allora mi resi conto di aver fatto una cazzata.
Fernanda aveva ancora i tratti del viso dell’adolescente. I suoi occhi azzurri mi fissavano. Non sapevo cosa dire. Ero roso dal senso di colpa. Fu lei a rompere quel silenzio imbarazzante.

“è stato bellissimo!

D’istinto la tirai verso di me e l’abbracciai forte. Stavamo al centro della stanza, stretti l’uno nell’altro, in silenzio. La sentivo tremare. Poi con un filo di voce flebile, appena percettibile ha sussurrato:

“Marcello! È stato bello!

Gli sollevai il mento. La fissai negli occhi. Mi resi conto di aver fatto una grande cazzata.

“Fernanda! Abbiamo fatto una sciocchezza! Lo sai?
“A me è piaciuto!
“Ok! Ma quello che è successo qui dentro dovrà restare un segreto! Tu sei la ragazza di mio figlio è non ritengo normale che tra noi possa continuare! Sei d’accordo?
“Si!

La baciai sulla fronte, un gesto casto, forse per recuperare una parvenza di rispettabilità. Proprio in quello istante la porta si aprì.

“Brutta zoccola togli le mani di dosso a mio marito!
“Mamma fermati! Ahahahha è stato uno scherzo! Fernanda è una studentessa liceale! Frequenta la mia stessa scuola! È vestita così perché ha recitato in uno spettacolo musicale! Ahahaha ci sei cascata in pieno ahahahha come una pera matura hahahah

Mia moglie, con un’espressione confusa, mi fissò perplessa. Gli sorrisi, e con un cenno del capo gli dissi di si.

“E’ vero! Ti abbiamo fatto uno scherzo hahahah
“Sono la solita ingenua! Andate a quel paese! Scusami Fernanda! Ma sti due delinquenti non fanno altro che prendermi in giro! Non è la prima volta che mi fanno degli scherzi da preti! Ahahahah

Si abbracciò Fernanda. Prima di uscire guardai la stanza. Per me quel luogo era diventato sacro, perché aveva consacrato l’inizio del rapporto tra me e la mia futura nuora. Ripensandoci, tutto mi sembrava assurdo,        quella sveltina occasionale, nata da uno scherzo. Alberto aveva ragione, vedrai, quando la conoscerai ti innamorerai di lei! Se sapesse come l’ho conosciuta!

Dopo il fidanzamento ufficiale, passò un anno abbondante prima di incontrare intimamente la mia bellissima nuora. Del resto era inevitabile che succedesse, perché i contatti frequenti e il ricordo di quella stupefacente sveltina, mi tormentavano continuamente i sensi. Fernanda era maturata in una splendida donna. La ragazzina, adolescente, aveva lasciato il posto ad una donna aggraziata, affascinante e sensuale. Il desiderio di averla di nuovo tra le braccia, di possederla, di schiaffeggiarla e di insultarla, alla fine ebbero la meglio sulla ragione. Così durante un’assenza di Alberto, invitai Fernanda fuori a cene, e dopo finimmo in un motel,  e lì riprendemmo da dove avevamo interrotto.

Fernanda mi aveva confidato che dopo quel giorno non era stata più la stessa. Inoltre, non era più riuscita a provare le stesse emozioni. Alberto era troppo rispettoso e tradizionalista. Soprattutto non era trasgressivo, come me.
Lei anelava a sentire le emozioni di assaporare un frutto proibito condiviso con il partner; gli piacevo io e l’idea dell’incesto. Voleva di nuovo essere suppliziata e insultata come la peggiore delle cagne.  Ed io ero quello che poteva dargli le emozioni proibite che cercava.
Così diventammo amanti. In un incontro focoso mi chiese di fecondarla. Il matrimonio con mio figlio Alberto fu celebrato prima che nascesse il bambino.

Quando Marcello si destò da quei pensieri si ritrovò al cospetto dell’ispettore Smithz.

L’ispettore si stava spazientendo.

“Allora mi vuoi dire come e perché è iniziato?
“Lo vuoi proprio sapere?
“Si!
“Tua figlia è una grandissima troia! Se vuoi conoscere i particolari, chiedilo a lei! Adesso se permetti ho un albergo da gestire e qui, credo, che si sta perdendo tempo!

L’ispettore era completamente esterrefatto.

“A! una cosa? Quel troione di tua figlia da oggi verrà a stare a casa mia! Mia moglie mi ha lasciato! A me sta bene! Logicamente potrai immaginare perché? Stammi bene Enzo! Anzi! Papà! hahahah

Così va la vita

Guzzon59

Biografia Papa Bergoglio

Papa Francesco, è dal 13 marzo 2013 il 266º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice....all'anagrafe Jorge Mario Bergoglio, nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 all'interno di una famiglia le cui origini sono italiane, nello specifico piemontesi.(il nonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione, attualmente vivono ancora parenti del Pontefice fra cui Anna, Delmo e Armando), è il quarto dei cinque figli di Mario, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires, e di Regina Maria Sivori, una casalinga la cui famiglia materna era originaria di Santa Giulia di Centaura, frazione collinare di Lavagna in provincia di Genova. Prima di entrare in seminario i suoi studi iniziali appartengono all'area scientifica chimica.
All'età di 21 anni, a causa di una grave polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmone destro.
E' nell'anno 1958 che entra a far parte come novizio della Compagnia di Gesù: con tale organizzazione trascorre un periodo in Cile, torna poi nella sua città natale dove perfeziona il suo percorso di studi e consegue la laurea in filosofia. A partire dall'anno 1964 insegna letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires, per tre anni. Diventa sacerdote a 33 anni il giorno 13 dicembre 1969. Seguono poi alcune altre esperienze di insegnamento, poi Jorge Mario Bergoglio ricopre la carica di rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel.
Viene in seguito Provinciale dell'Argentina; nel 1986 si reca in Germania per il completamento del proprio dottorato di studi teologici. Torna quindi in patria, nella città di Córdoba, chiamato ad essere direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù.
Il futuro papa Francesco il giorno 20 maggio 1992 viene nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca. La carriera ecclesiastica prosegue con un balzo in avanti quando il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires.
Alla morte del cardinale Antonio Quarracino, gli succede il giorno 28 febbraio 1998 diventando di fatto la figura religiosa più importante dell'intera Argentina. Sempre nel 1998, dal giorno 6 novembre, è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.
Papa Giovanni Paolo II lo nomina cardinale il 21 febbraio 2001; con il titolo di San Roberto Bellarmino viene eletto a capo della Conferenza Episcopale Argentina, carica che ricopre dal 2005 al 2011. Dopo il lutto di Karol Wojtyla, Jorge Mario Bergoglio è considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a nuovo Pontefice, nel conclave del 2005.
Verrà eletto Joseph Ratzinger, ma secondo alcune notizie trapelate dopo il conclave, l'argentino sarebbe stato proprio il nome più votato dopo quello del nuovo papa. Lo stesso Ratzinger sarebbe stato fra i cardinali che avrebbero appoggiato l'elezione di Bergoglio.
Dopo la rinuncia alla carica di pontefice di papa Benedetto XVI, il nuovo conclave elegge Jorge Mario Bergoglio come suo successore nella sera del 13 marzo 2013: il nuovo pontefice assume il nome di papa Francesco.
E' il primo papa non europeo, è il primo papa gesuita (l'ordine fondato da Ignazio di Loyola) e il primo a farsi ispirare da Francesco d'Assisi nella scelta del nome, esprimendo da subito sensibilità verso i simboli che il santo reca nella sua figura così come nel suo messaggio di semplicità e umiltà.

Biografia Papa Bergoglio

Papa Francesco, è dal 13 marzo 2013 il 266º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice....all'anagrafe Jorge Mario Bergoglio, nasce a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 all'interno di una famiglia le cui origini sono italiane, nello specifico piemontesi.(il nonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione, attualmente vivono ancora parenti del Pontefice fra cui Anna, Delmo e Armando), è il quarto dei cinque figli di Mario, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires, e di Regina Maria Sivori, una casalinga la cui famiglia materna era originaria di Santa Giulia di Centaura, frazione collinare di Lavagna in provincia di Genova. Prima di entrare in seminario i suoi studi iniziali appartengono all'area scientifica chimica.
All'età di 21 anni, a causa di una grave polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmone destro.
E' nell'anno 1958 che entra a far parte come novizio della Compagnia di Gesù: con tale organizzazione trascorre un periodo in Cile, torna poi nella sua città natale dove perfeziona il suo percorso di studi e consegue la laurea in filosofia. A partire dall'anno 1964 insegna letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires, per tre anni. Diventa sacerdote a 33 anni il giorno 13 dicembre 1969. Seguono poi alcune altre esperienze di insegnamento, poi Jorge Mario Bergoglio ricopre la carica di rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel.
Viene in seguito Provinciale dell'Argentina; nel 1986 si reca in Germania per il completamento del proprio dottorato di studi teologici. Torna quindi in patria, nella città di Córdoba, chiamato ad essere direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù.
Il futuro papa Francesco il giorno 20 maggio 1992 viene nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca. La carriera ecclesiastica prosegue con un balzo in avanti quando il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires.
Alla morte del cardinale Antonio Quarracino, gli succede il giorno 28 febbraio 1998 diventando di fatto la figura religiosa più importante dell'intera Argentina. Sempre nel 1998, dal giorno 6 novembre, è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.
Papa Giovanni Paolo II lo nomina cardinale il 21 febbraio 2001; con il titolo di San Roberto Bellarmino viene eletto a capo della Conferenza Episcopale Argentina, carica che ricopre dal 2005 al 2011. Dopo il lutto di Karol Wojtyla, Jorge Mario Bergoglio è considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a nuovo Pontefice, nel conclave del 2005.
Verrà eletto Joseph Ratzinger, ma secondo alcune notizie trapelate dopo il conclave, l'argentino sarebbe stato proprio il nome più votato dopo quello del nuovo papa. Lo stesso Ratzinger sarebbe stato fra i cardinali che avrebbero appoggiato l'elezione di Bergoglio.
Dopo la rinuncia alla carica di pontefice di papa Benedetto XVI, il nuovo conclave elegge Jorge Mario Bergoglio come suo successore nella sera del 13 marzo 2013: il nuovo pontefice assume il nome di papa Francesco.
E' il primo papa non europeo, è il primo papa gesuita (l'ordine fondato da Ignazio di Loyola) e il primo a farsi ispirare da Francesco d'Assisi nella scelta del nome, esprimendo da subito sensibilità verso i simboli che il santo reca nella sua figura così come nel suo messaggio di semplicità e umiltà.

Sesso futurista

Qualche giorno fa parlavo con un amico del "Bombardamento di Adrianopoli" di Marinetti e alla fine lui mi ha invitato a scrivere qualcosa nello stile "parole in libertà". Questo vuole essere soltanto un divertissement quindi, liberamente ispirato al sopracitato brano e alla "Battaglia  di Tripoli". Non so sono riuscita nell'intento, e se si capisca qualcosa, ma mi sono divertita a scriverlo.





Voce+ odore=umido

 
Nuvole grigie in alto salire scale bagnate affanno sudore aroma di caffè tazzina tintinna cucchiaino ruotante gusto amaro tostato dolci granelli residui frastuono di voci seguono schermo sfera volteggiante TUM TUM battiti accelerati la-tua-voce-nel-mio orecchio-pulsante  Testa martella TUUUM TUUUM vene clitoride palpitante il-mio-corpo-è-una-grande-vagina-pulsante Arteria fremente ricolma di umoriiiii frrrrrrr fragranza di muschio
Collegamento diretto orecchio →naso →viscere→ fica Premi il tasto inneschi-il –processo:
 
Voce+ odore=umido


 Scalpiccìo tacchi acciottolato spruzzato esalazione di pioggia cigolare porta sentore di tabacco fumo finestra aria fredda rigonfiamento caldo alito+ lingua= dita umide esaminano orifizio pizzicano pelle arrossata trasudare odore di dolce odore di buono ginocchia piegate pavimento liscio capelli tirati Slaccio anfibi lucidi porpora sfilare stivali fango indugiare tra le gambe succhiare sesso essenza di mandorla lingua-scorrere-su-pelle-rovente leccare getto bianco succo grondare dolce delizia
Abbandono materasso azzurro risate mani colpiscono SSSCIAAAACCC uno-due-tre-quattro Cinghia +vibrare= SVUUUISCCC uno-due-tre-quattro-
Dolore bruciore cic ciac dita bagnate sciiaaac esplorano carne ancora colpi colpi colpi uno-due-tre-quattro devi contare voce strozzata gemiti eseguo ordini natiche infuocate
Vampe              vampe

vampe

Dominazione erezione stretto dilatazione sforzo sfondamento 10 secondi elasticità prevalente sciiivola lentamente afferrare unghie cuscino morbido schiena piegata giù gridìo (ora-liberami-dal-male) godimento eccitazione linfa colare estaticamente gioia disgregarsi




 
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Sesso futurista

Qualche giorno fa parlavo con un amico del "Bombardamento di Adrianopoli" di Marinetti e alla fine lui mi ha invitato a scrivere qualcosa nello stile "parole in libertà". Questo vuole essere soltanto un divertissement quindi, liberamente ispirato al sopracitato brano e alla "Battaglia  di Tripoli". Non so sono riuscita nell'intento, e se si capisca qualcosa, ma mi sono divertita a scriverlo.





Voce+ odore=umido

 
Nuvole grigie in alto salire scale bagnate affanno sudore aroma di caffè tazzina tintinna cucchiaino ruotante gusto amaro tostato dolci granelli residui frastuono di voci seguono schermo sfera volteggiante TUM TUM battiti accelerati la-tua-voce-nel-mio orecchio-pulsante  Testa martella TUUUM TUUUM vene clitoride palpitante il-mio-corpo-è-una-grande-vagina-pulsante Arteria fremente ricolma di umoriiiii frrrrrrr fragranza di muschio
Collegamento diretto orecchio →naso →viscere→ fica Premi il tasto inneschi-il –processo:
 
Voce+ odore=umido


 Scalpiccìo tacchi acciottolato spruzzato esalazione di pioggia cigolare porta sentore di tabacco fumo finestra aria fredda rigonfiamento caldo alito+ lingua= dita umide esaminano orifizio pizzicano pelle arrossata trasudare odore di dolce odore di buono ginocchia piegate pavimento liscio capelli tirati Slaccio anfibi lucidi porpora sfilare stivali fango indugiare tra le gambe succhiare sesso essenza di mandorla lingua-scorrere-su-pelle-rovente leccare getto bianco succo grondare dolce delizia
Abbandono materasso azzurro risate mani colpiscono SSSCIAAAACCC uno-due-tre-quattro Cinghia +vibrare= SVUUUISCCC uno-due-tre-quattro-
Dolore bruciore cic ciac dita bagnate sciiaaac esplorano carne ancora colpi colpi colpi uno-due-tre-quattro devi contare voce strozzata gemiti eseguo ordini natiche infuocate
Vampe              vampe

vampe

Dominazione erezione stretto dilatazione sforzo sfondamento 10 secondi elasticità prevalente sciiivola lentamente afferrare unghie cuscino morbido schiena piegata giù gridìo (ora-liberami-dal-male) godimento eccitazione linfa colare estaticamente gioia disgregarsi




 
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Scoprire la figlia escort… non ha prezzo…


Mario si era fermato di fronte all'ingresso dell’appartamento di sua figlia Alessia, aveva la punta delle dita appoggiate alla porta, era nervoso e teso come una corda di violino.

Probabilmente era stato un grande equivoco, ma sapeva di mentire a se stesso, come se volesse allontanare da se una verità che lo aveva angosciato tutta la notte, e non smetteva ancora di tormentarlo.

Provava un senso di fastidio, indotto da una collera che covava sotto un’apparente normalità, che non avrebbe potuto controllare in ogni modo, perché la colpa di sua figlia gli sembrava gravissima e difficile da perdonare.
Il dubbio andava comunque sciolto ed i problemi affrontati a viso aperto, a qualsiasi costo.

Alessia era emozionata ed attendeva trepidante l'arrivo di suo padre.
Non lo vedeva da circa un mese, quindi fu molto felice, quando gli ha telefonato annunciando quella visita a sorpresa.
Ma era anche molto inquieta, perché al telefono gli era sembrato agitato, ed il tono della sua voce, non era dolce e cordiale come d’abitudine.
Proprio in quell'istante suona il campanello. Alessia molla tutto e corre subito all'ingresso  appena apre la porta se lo trova di fronte con il volto imbronciato.
Alessia gli sorride comunque, e tirandolo verso di se, prima di farlo entrare nell'appartamento  se lo abbraccia forte, baciandolo su una guancia.

Mario guardò la figlia sforzandosi di sorridere, malgrado le preoccupazioni che lo affliggevano a causa dei motivi per cui era venuto.

Alessia era una bella ragazza, capelli lunghi e neri, con un corpo ben modellato e gli attributi femminili distribuiti nelle giuste proporzioni.
In quella circostanza indossava un vestitino stretto sui fianchi, scollato e corto, che mettevano in risalto il seno aggraziato e abbondante, i fianchi rotondi e le gambe lunghe e sode.

Il padre giudicò che il vestito fosse molto succinto e provocante, lo squadrò per bene e gli rammentò la ragione della sua visita.
L’entusiasmo, quindi, si spense subito ed il viso divenne nuovamente crucciato e deformato da una smorfia di sdegno.
Alessia, nonostante avesse colto quello strano atteggiamento, abbozzò un ghigno di circostanza ed invitò il padre ad entrare:

 "Entra Papà, dai vieni in salotto!"

Gli prese il braccio, trascinandolo con slancio verso il soggiorno.

Alessia aveva notato chiaramente il cambio di umore sulla sua faccia, quindi divenne irrequieta e curiosa di capire il motivo di quello strano comportamento, ma sopratutto di conoscere la ragione di quella visita inaspettata.
Pertanto, facendo buon viso e cattivo sangue, ostentava un sorriso cordiale, e sedendo al suo fianco, sul divano, aspettava che fosse lui a parlare per primo.

Mario iniziò a fissare la figlia dai piedi alla testa, quindi, si sforzò di controllare il tono della voce e le forti emozioni che stava provando.
Fu del tutto inutile, perché vederla vestita in quel modo gli ricordava il motivo della visita, quindi facendosi prendere dall’ira, scattò in piedi incollerito, e respirando veloce ed in modo affannoso, con un tono di voce alto urlò:

 "Penso che dovrei arrivare al punto della questione, Alessia!"

Alessia, sorpresa da quello scatto d’ira, lo fissò perplessa, attendendo una spiegazione per quel modo di fare.

Il padre, senza moderare il tono, aggiunse:

"O dovrei chiamarti Luana?

Appena Mario pronunciò quel nome, il viso di Alessia diventò bianco, sembrava che il sangue gli fosse defluito dal corpo. La sua mente iniziò a preoccuparsi, a chiedersi angosciata i motivi che avevano indotto suo padre a pronunciare quel nome. Lui sapeva tutto! Com’era possibile?  La conferma gli arrivò subito.

"Ti stai chiedendo coma faccio a conoscere questo nome? Bene ora te lo spiego per bene! Ieri notte stavo navigando in Internet, quando mi sono imbattuto in certi annunci con tanto di fotografie! Sono entrato ed ho iniziato a sfogliare le pagine. C’erano tante foto di ragazze nude! Erano escort che offrivano le loro prestazioni sessuali! Alessia! In un primo tempo non ho creduto a quello che vedevo. Ma appena sono arrivato alla pagina di Luana stavo quasi cascando dalla sedia! Eri tu! Ed eri completamente nuda! Ho pensato che fosse una ragazza di nome Luana che ti somigliava. Alla fine ho dovuto arrendermi davanti all’evidenza! Quella ragazza in pose oscene eri proprio tu! Una troia come le altre, che si prostituiva per denaro! Alessia tu fai la PUTTANA!

Alessia ascoltò le parole del padre, imbarazzata, come se fosse stata investita da una valanga di merda, era disorientata e giaceva inerte sul divano, in uno stato di catalessi totale, mentre il suo cervello sembrava impazzito alla ricerca affannosa di una giustificazione plausibile a quelle accuse.
Poi balbettando:

"Per favore, Papà, tu non capisci!

Il padre rapidamente bloccò qualsiasi reazione, prima che potesse proseguire, l’aggredì verbalmente senza placare la sua ira, che aumentava fino ad esplodere come un vulcano in eruzione.

 "Che cosa non dovrei capire? È difficile capire che sei una puttana! Quello che non capisco com’è potuto accadere? Ti ho crescita nel migliore dei modi possibile e ora vedo il tuo corpo venduto come vile merce, al migliore offerente e le tue gambe allargarsi a qualsiasi uomo che ti offre del denaro! Non puoi negare l’evidenza!

Lei si afflosciò sul divano, come una bambola di pezza inanimata. La testa piegata in giù, poi respirando affannosamente rispose con un tono di voce appena percepibile, quasi un bisbiglio:

"Sì! È vero!"

Mario quando sentì sua figlia ammettere la verità, esplose in un impeto di collera incontrollato, si lanciò come una furia su di lei gli afferrò i polsi e la costrinse ad alzare la testa.
Mentre, la fissava rabbioso, la sua mente stava pensando a come punirla, improvvisamente gli venne in mente il castigo adatto alle circostanze, proprio quello che meritava quella sfacciata. 

"Tu mi hai deluso. Meriti una punizione per le porcate che combini!

Si sedette al suo fianco, le strinse i polsi e la trascinò sopra il suo grembo a faccia in giù, poi le scoprì il culo fino alla vita. Prima che Alessia si potesse opporre iniziò a picchiare forte con il palmo della mano.
Il rumore secco degli schiaffi rimbombava nella stanza mischiandosi ai singulti di Alessia.

“schiaffff schiaffff schiaffff schiaffff
 "ai iiiiiiiiiiiiii Per favore, Papà, no ooooo mi stai facendo male!"
“Zitta mmmm troia è quello che meriti! sei una puttana! to to mmm

Alessia gridava la sua disperazione, mentre il padre le stava scorticando la pelle delle natiche, accanendosi come un cane rabbioso.

Nonostante il dolore fisico e la sofferenza che stava subendo dal padre, Alessia cominciò a pensare che quella punizione, dopo tutto, non era diversa da quella che pativa da certi clienti, da cui traeva molto diletto.
Mentre subiva le sculacciate del padre, si sorprese per quello che stava provando, il dolore si era trasformato in piacere, sentiva la mano paterna che colpiva le sue natiche, già abbondantemente arrossate, che gli dava una sensazione piacevolmente inaudita.
La figa iniziò a pulsare ed i capezzoli a indurirsi accentuando la loro sensibilità, sensazioni che gli provocavano brividi e gradevoli godimenti che aumentavano ogni qual volta il palmo della mano impattava sui suoi glutei.

Ad un tratto si accorse di un particolare sbalorditivo, che le sballò completamente la mente. Anche il padre si era lasciato trascinare emotivamente da quella situazione incandescente, come i suoi clienti si era eccitato, ed in quello istante percepiva chiaramente il suo cazzo duro, che premeva contro il suo ventre e lo avvertiva palpitante spingere da sotto.
Quella situazione imbarazzante fece scattare in lei una reazione improvvisa, un pensiero che la infastidì subito.

 "Aspetta un minuto!"

Disse con rabbia,

"Papà! Come hai fatto a trovare i miei annunci su Internet, su un sito a pagamento?

Quella frase, lo colpì come un maglio, facendogli bloccare la mano in aria.

Alessia, ne approfittò e si divincolò dal grembo paterno, saltando in piedi, lo fronteggiò con tono duro.

"Tu cercavi una puttana da scopare! Le ragazze di quel sito non si trovano facilmente nelle pagine libere! Bisogna essere membri! Inoltre per vedere me devi essere almeno un VIP! Tu stavi cercando un ESCORT, quando ti sei imbattuto nelle mie fotografie! Vero Papà?"

Mario sbiancò in viso. Alessia osservò la reazione del padre. Non si era sbagliata. Lui stava cercando una ragazza a noleggio, una come lei.
Poi Alessia, intuendo la verità, si eccitò al pensiero che il padre non era differente dai suoi clienti. L'eccitava l’idea che l’aveva osservata nuda, forse desiderata, così cambiando il tono della voce, con un timbro più suadente. 

"Cosa hai pensato quando hai visto le mie fotografie? Papà? Guardami in faccia quando ti parlo!

Mario aveva un’espressione impacciata e confusa. I ruoli si erano invertiti.

Alessia, prendendolo di petto, s’inginocchiò davanti a lui, scivolandogli come una gatta in calore tra le gambe aperte.
Poi posò le mani sulle cosce e lentamente le fece scorrere fino a raggiungere il cazzo duro del padre, che palpitava sotto la stoffa. Appena lo cinse ebbe un moto.

"Oh, questa è bella! Cosa è? L’effetto che ti hanno fatto le mie foto o il mio culo mentre lo prendevi a schiaffi? Ti è piaciuto vero? Sei un pervertito!
 "Alessia, tesoro, per favore, tu non dovresti comportarti così! Sono tuo padre!"
“Mio padre? Mio padre non è uno che cerca le puttane su internet! No tu non sei mio padre! Sei un cliente!

Mario ha bisbigliato qualcosa di incomprensibile mentre tentava di respingerla via da se.
Alessia resistette alle spinte del padre e fissandolo negli occhi.

"Scommetto che questo ti piacerà moltissimo! Sei venuto a cercare un escort? Hai trovato un ESCORT!

Dopo aver pronunciare quelle parole, rapidamente afferrò le spalline del vestito tirandole giù fino al costato.  Le sue mammelle piene e sode rimbalzarono aggressive davanti agli occhi eccitati del padre, le più belle che lui avesse mai visto.

Alessia ormai aveva il controllo della situazione.
Così, con un gesto repentino, afferrò le mani del padre e lo costrinse a toccare le sue tette, nonostante protestasse.

"No, Alessia, non posso!"
“Come? Le hai cercate su internet! Che fai? non tasti la merce prima di provarla?

Alessia lasciò le mani del padre sulle sue tette e lui, ormai succube della figlia, le tenne su, continuando ad impastarle come panetti di pizza, soffermandosi ogni tanto sui capezzoli turgidi.

Alessia si era eccitata perché quella situazione incandescente aveva coinvolto anche i suoi sensi. Abbassò lo sguardo sul grembo del padre, si morse le labbra, pensando che sotto la stoffa c’era un cazzo duro e pulsante. Così seguendo il suo istinto, senza esitare, aprì la patta dei pantaloni infilandoci la mano.

“Alessia aaa no oooo non devi!

La voce del padre era completamente stravolta e le parole non corrispondevano alle reali intenzioni. Era eccitato come un montone pronto alla monta.

Alessia, si impossessò del cazzo del padre e lo menò per alcuni minuti, dopo per facilitare la sua azione, raggiunge la vita ed allenta la cintura, slacciando i pantaloni e, con movimenti lenti, li fece scivolare giù, insieme alla biancheria intima, fino alle caviglie.

Mario, rimase completamente turbato, non riuscì ad opporre alcuna resistenza, era quasi in trance, tuttavia continuò a spremere ed a soppesare con libidine le grosse mammelle della figlia.
Lo sconcerto è aumentato, quando vede Alessia piegarsi con il busto in avanti ed infilare il suo cazzo in mezzo al seno. Con entrambe le meni afferra i grossi meloni e serrandoli attorno al pene comincia a stimolarlo con un lavoro di tette.

 "Non possiamo fare questa tesoro, per favore fermati!"

Alessia, ignorò le parole del padre, e sorridente lo guardò in faccia, mentre si leccava le labbra.  Lo aveva in pugno.

Le grosse tette stringevano il cazzo paterno masturbandolo con forza, ogni tanto la bocca di Alessia si impossessava del glande ghermendolo come una dolce leccornia

"Sì, che possiamo, Papà, so che lo desideri tanto. Ho voglia di farti un pompino! Non vuoi vedere le labbra della tua bambina che avvolgono il tuo cazzo?"

La mente di Mario era in subbuglio, pensava di vivere un incubo; non poteva essere vero, doveva fermare sua figlia.
Fece un ultimo tentativo di bloccarla. Le spinse il capo indietro, cercando di allontanarla dal suo cazzo.

 "Per favore, Papà, ho voglia di prenderti il cazzo in bocca! Lasciami fare!"

Mario aveva trovato quasi la forza di respingerla, quando la bocca di Alessia calò giù chiudendosi attorno alla cappella del suo cazzo.
Quando, la sua lingua iniziò a lisciare il nerbo, si rese conto che lo desiderava anche lui, ed in quel momento le apparve come la cosa più meravigliosa e naturale che gli fosse capitato.

In quelle condizioni era impossibile fermarla. Mario, alla fine si arrende ed appoggiandosi al divano, rilassa le membra, mentre le sue mani guidavano le evoluzioni di quel sublime pompino.

Alessia, si staccò per un attimo dal cazzo, sorridente alzò la testa, guadando gli occhi del padre:

"Ti piace, Papà?"
 "Stai zitta, piccola puttana, e riprendi a succhiare il cazzo di papà!"
“Si… così mi piaci papà! mmmm

Mario sorrise mentre spingeva la testa della figlia giù, sul suo cazzo duro.
Ormai si era spogliato di tutti i pregiudizi che lo bloccavano, il godimento fisico che stava provando gli avevano annullato tutti i residui di freni inibitori. Sua figlia faceva la puttana per mestiere. Non c’era nulla di male ad aiutarla nel suo lavoro.
La osservava incantato, mentre con grande impegno si stava cimentando in quel piacevole pompino. Se fosse stato un medico avrebbe potuto visitarlo come paziente, oppure un dentista o un odontoiatra, Sarebbe stato normale. Sua figlia faceva la puttana. Lui come cliente o paziente perché non poteva frequentarla? Al diavolo la morale. Era incesto si, ma a fin di bene perché dimostrava a sua figlia che accettava il lavoro che aveva scelto. Ogni padre dovrebbe essere orgoglioso del lavoro di sua figlia.

Mario apprezzò molto l’abilità della figlia nel muovere la bocca. Pensò dentro di se, almeno il mestiere della puttana lo faceva bene. Era brava ed attenta a stimolare ogni particolare del cazzo, compresi i coglioni, e lo faceva con gran maestria, segno di grande esperienza sul campo, forse la migliore nel suo ambiente.

 "Mmm, ooo papà ti piace farti succhiare il cazzo?"

Bisbigliò Alessia.

"Certamente, soprattutto quando la puttana è brava! Come te tesoro!  

Mario si sentiva orgogliosa di trarre piacere da quel pompino incestuoso, mentre osservava la testa nera di sua figlia che si muoveva sul suo cazzo immaginando gli uomini, vecchi e giovani, che si erano seduto sul quel divano, mentre lei glielo prendeva in bocca.

Nonostante tutto, gli sembrava ancora incredibile realizzare l’evidenza di quelle che vedeva e cioè la sua dolce bambina inginocchiata davanti a lui con il suo cazzo in bocca.

Tuttavia quelle fantasie furono così incredibilmente reali ed eccitanti, che iniziò ad avvertire i primi stimoli.

Man mano che la bocca di Alessia incalzava sul suo cazzo, l’eccitazione aumentava, così quando i primi conati di sborra le preannunciarono un imminente orgasmo, afferrò la testa di Alessia e mosso il bacino verso l’alto chiavandola con frenesia nella cavità orale.

"Tesoro sto per sborrare!"

Alessia, sentendo quelle parole, aumentò lo sforzo muovendo velocemente la bocca.
Senza fermarsi ha continuando a succhiare fino all'estremo sacrificio. Al culmine del piacere, Mario afferrò la testa della figlia, e tenendo il cazzo in profondità, scaricò il suo caldo seme nella gola di Alessia, inondandogli la bocca.

Alessia ne fu felice perché la sborra che gli stava riempiendo la bocca non era quella del solito cliente, ma del padre, per questo motivo per lei aveva un gusto speciale ed unico.  
La ingoiò tutta, fino all'ultima goccia, ed anche dopo, ha continuato a succhiare il cazzo del padre fino a, quando non si è afflosciato nella sua bocca.

Alla fine ha guardato in su, negli occhi del padre, e con tono felice:

"Ti voglio bene, Papà!"
"Ti voglio bene, anche io, bambina mia. Poi sorridente: Se lo sapesse tua madre?"

Mario continuò a frequentare la figlia e poté apprezzare altre qualità che aveva letto nel suo profilo in Internet.
Divenne il suo miglior cliente e stimatore, lasciando commenti favorevoli nel profilo di Luana, chiaramente con un falso nome.

Così va la vita

Guzzon59

Cinquanta sfumature di grigio, nero e rosso

Ho trovato da qualche parte su internet:"C'erano una volta orde di bambini che avevano perso la verginità letteraria per mano di un maghetto con gli occhiali. Poi, una volta teenager, molti di loro hanno continuato ad avere rapporti occasionali non protetti con il mondo dei libri grazie alla saga sui vampiri loro coetanei. Dopo, il nulla: le saghe (e le seghe) sono finite, loro sono cresciuti e passati a cose più importanti che leggere libri, tipo scopare per davvero.
 Poi però è arrivato Cinquanta sfumature a raccogliere l'eredità lasciata da Twilight. Un libro non più per ragazzini, ma per adulti, in cui le descrizioni formato-famiglia di scopate sadomaso sono eccitanti e anche istruttive. " 

Anzi, devo dire UN LIBRO INUTILE!!
E  sono ancora impegnata risolvere questo fastidio che mi turba; quel libro è veramente da oltre i 18 anni...oltre, oltre..
Eppure lo trovi nelle vetrine o come me sullo scafale principale nella mia bibblioteca.
Ho letto all'inizio con trepidazione, mappoi via via le scene di sadomaso le ho saltato continuamente...mi interessava solo sapere come va la terapia di Anastasia. Ero veramente in pena per Grey. (:::)
Poi ho trovato altro sul web che mi è piaciuto, non direi diversamente:
"Cinquanta sfumature di grigio" è una sorta di rivoluzione culturale che ha iniziato al misterioso mondo dei libri anche i soggetti più restii, quelli che al massimo avevano letto le istruzioni per lo scrub della Collistar. Cinquanta sfumature è L'Alchimista delle letterine, Il piccolo principe del Bunga bunga, un libro che segnerà intere generazioni di showgirl da qui ai prossimi 50 anni. 

Sono passati alcuni mesi dal boom di «50 sfumature di grigio» e oggi arrivano importanti news sul film. 
1) La data di uscita A quanto pare si tratta dei primi mesi del 2014. 
 2) Anastasia Steele sarà... Mila Kunis - sembra un'ottima scelta per interpretare la bollente ma timida futura Mrs. Grey. Non è confermato nulla, ma pare che l'ex testimonial di Dior sia la prima scelta. 
3) La sceneggiatura Sarà di Kelly Marcel, per volontà della scrittrice di «50 sfumature» E.L. James. 
 4) Il film NON sarà per tutti Ci saranno scene di sesso superpiccanti e molto probabilmente - almeno in Inghilterra - il film sarà vietato ai minori di 18 anni. OVVIO!
5) La regia -  Colpo di scena: pare che Angelina Jolie abbia espresso interesse per il progetto a patto di stare dietro alla macchina da presa. 
6) Christian Grey Ma pare che Matt Bomer possa effettivamente spuntarla, o comunque sia il preferito per il ruolo. Il secondo candidato potrebbe essere Ian Somerhalder.

Cinquanta sfumature di grigio, nero e rosso

Ho trovato da qualche parte su internet:"C'erano una volta orde di bambini che avevano perso la verginità letteraria per mano di un maghetto con gli occhiali. Poi, una volta teenager, molti di loro hanno continuato ad avere rapporti occasionali non protetti con il mondo dei libri grazie alla saga sui vampiri loro coetanei. Dopo, il nulla: le saghe (e le seghe) sono finite, loro sono cresciuti e passati a cose più importanti che leggere libri, tipo scopare per davvero.
 Poi però è arrivato Cinquanta sfumature a raccogliere l'eredità lasciata da Twilight. Un libro non più per ragazzini, ma per adulti, in cui le descrizioni formato-famiglia di scopate sadomaso sono eccitanti e anche istruttive. " 

Anzi, devo dire UN LIBRO INUTILE!!
E  sono ancora impegnata risolvere questo fastidio che mi turba; quel libro è veramente da oltre i 18 anni...oltre, oltre..
Eppure lo trovi nelle vetrine o come me sullo scafale principale nella mia bibblioteca.
Ho letto all'inizio con trepidazione, mappoi via via le scene di sadomaso le ho saltato continuamente...mi interessava solo sapere come va la terapia di Anastasia. Ero veramente in pena per Grey. (:::)
Poi ho trovato altro sul web che mi è piaciuto, non direi diversamente:
"Cinquanta sfumature di grigio" è una sorta di rivoluzione culturale che ha iniziato al misterioso mondo dei libri anche i soggetti più restii, quelli che al massimo avevano letto le istruzioni per lo scrub della Collistar. Cinquanta sfumature è L'Alchimista delle letterine, Il piccolo principe del Bunga bunga, un libro che segnerà intere generazioni di showgirl da qui ai prossimi 50 anni. 

Sono passati alcuni mesi dal boom di «50 sfumature di grigio» e oggi arrivano importanti news sul film. 
1) La data di uscita A quanto pare si tratta dei primi mesi del 2014. 
 2) Anastasia Steele sarà... Mila Kunis - sembra un'ottima scelta per interpretare la bollente ma timida futura Mrs. Grey. Non è confermato nulla, ma pare che l'ex testimonial di Dior sia la prima scelta. 
3) La sceneggiatura Sarà di Kelly Marcel, per volontà della scrittrice di «50 sfumature» E.L. James. 
 4) Il film NON sarà per tutti Ci saranno scene di sesso superpiccanti e molto probabilmente - almeno in Inghilterra - il film sarà vietato ai minori di 18 anni. OVVIO!
5) La regia -  Colpo di scena: pare che Angelina Jolie abbia espresso interesse per il progetto a patto di stare dietro alla macchina da presa. 
6) Christian Grey Ma pare che Matt Bomer possa effettivamente spuntarla, o comunque sia il preferito per il ruolo. Il secondo candidato potrebbe essere Ian Somerhalder.

Ero in bagno, e stavo facendo pipì quando sei entrata e ti sei avvicinata a me…

Ciao ragazzi, che ne dite di continuare a giocare con me?
Mi piace molto interagire con voi e stuzzicare le vostre perversioni.
Nella frase precedente avete scritto dei commenti molto eccitanti e come voi vi masturbate leggendo i miei racconti io l' ho fatto leggendo i vostri commenti,
Così ho pensato ad un' altra frase...completatela! Chi sarà il più porcellino?

La frase è:

Ero in bagno, e stavo facendo pipì quando sei entrata e ti sei avvicinata a me...