Archivio mensile:aprile 2011

BERLUSCONI, BARZELLETTA “SPORCA”: ED È GELO -VIDEO

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MILANO – Ancora uno show, e i numeri sono i soliti, dalle battute sul bunga bunga alle barzellette ‘sporche’. Stavolta però il premier Silvio Berlusconi ha sbagliato platea: ad ascoltarlo non c’erano uomini attempati di mezza età, o suoi sostenitori o collaboratori, ma solo giovani laureati, e il risultato è stato un gelo tremendo. «Siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga», ha detto il Cavaliere a due ragazze bionde, dopo aver loro consegnato un premio per le Giovani Eccellenze del progetto «Campus Mentis», nel cortile di Palazzo Chigi insieme al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. «Anche tu sei abbastanza carino, poi venire anche tu», ha aggiunto rivolto ad un ragazzo che gli aveva chiesto se poteva accodarsi. Ma il momento più difficile arriva quando al premier viene richiesta una barzelletta. «C’è un italiano che insegna a un tedesco come fare a conquistare una bella signora», esordisce, parlando chiaramente di sesso orale. «L’italiano dice: devi versare lo champagne davanti, e poi lo succhi da sotto. Il tedesco dice ‘pello, pellissimo! Possibile fare con pirra?’. L’ho pulita un po’, per quello non ridete. Sarebbe stata più divertente nella versione originale», si giustifica Berlusconi.
Durante l’incontro, il presidente del Consiglio non si è risparmiato nemmeno una battuta ad un giornalista di Ballarò, Alessandro Poggi, per cui ha chiesto ironicamente un applauso: «Ecco il più cattivo di tutti, fate un applauso a Ballarò», ha detto il Cavaliere. «Quando scesi in politica dissi ‘qua bisogna cambiare tutto’, e mi facevo tante illusioni, dicevo di voler prendere la responsaiblità del governo, tutti mi prendevano poco sul serio, ma due mesi dopo mi sono trovato presidente del Consiglio», ha aggiunto il premier ai giovani vincitori del progetto.

ONE MAN SHOW. “MAI BARBA, HO IL SOLE IN TASCA” «Siate ottimisti, ponetevi un traguardo molto molto ambizioso e che nel vostro cuore siete convinti di poter raggiugere e non guardate alla incredulità, allo scherno e all’ironia degli altri: dedicateci tutta la vostra vita e lo raggiungerete». Silvio Berlusconi dispensa pillole di saggezza e consigli ai giovani laureati del progetto ‘Campus Mentis’, che premia insieme al ministro della Gioventù Giorgia Meloni nel cortile di Palazzo Chigi. In loro onore il premier si improvvisa ‘one man show’, e per un’ora buona racconta loro barzellette e storielle, li stimola, li invita a guardare il futuro «avendo il sole in tasca», così come al premier ha insegnato «un grande padre». «Ormai sono vecchio e ho corso e combattuto tante sfide – racconta ai giovani laureati il premier, prima di invitarli a visitare Palazzo Chigi – quindi ho molte cose interessanti da dirvi. Le ho vinte tutte: dal Milan prima squadra del mondo a Milano 3 studiata da tutti gli urbanisti, fino a quando sono diventato premier in 2 mesi. Abbiate fiducia in voi stessi, non c’è periodo difficile dal quale chi è capace non sia in grado di uscire. In politica è la stessa cosa, è nei momenti difficili che vengono fuori le capacità e la creatività». Quindi Berlusconi rispolvera vecchie e nuove storielle («Ne so più di 2000, servono a sdrammatizzare nei momenti di tensione»), dà consigli su look («Via la barba che induce diffidenza, giacca abbottonata e mai scarpe marroni su vestito blu»), suggerisce indicazioni per il futuro professionale («Con l’immobiliare non si fallisce mai, le case sono un bene che non ha mai avuto calo di prezzo»), confida il progetto di «insegnare la libertà ed il suo governo» nella sua Università della Libertà a Lesmo e regali libri e cadeaux di Marinella. E infine smentisce la sua fama di gaffeur:«Non ho mai fatto una sola vera gaffe, solo di presunte. Come quella volta che feci la foto delle corna in Spagna, perchè di fronte a me un gruppo di ragazzini faceva le corna in una foto di gruppo e io stavo spiegando loro che così non si fa. Le gaffe presunte sono terribili».

LO SFOGO SUI GIUDICI Prima li fa sedere in Consiglio dei ministri, poi li incita a superare le avversità con la forza di volontà e il buon umore, infine si ‘sfogà per gli anni di attacchi da parte dei giudici e della sinistra. È un Silvio Berlusconi allegro quello che decide di far fare un tour di palazzo Chigi ai giovani vincitori del concorso ‘Campus Mentis’. «Ci ha accompagnato nella sala del Consiglio dei ministri e ci ha fatto sedere dicendoci di ‘scegliercì un ministero», raccontano due giovani premiati che ora hanno trovato posto in Microsoft, l’azienda che ha ottenuto più riconoscimenti. «Ci ha anche fatto vedere il suo studio», aggiunge uno dei due, rimasto un pò sorpreso dal fatto che sulla scrivania non vi fosse nessun computer. Il presidente del Consiglio, raccontano altri, è in vena di consigli. Suggerisce di non ‘mollarè, nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Cita il suo esempio e, inevitabilmente, parla di sè e dei suoi guai processuali: sono anni che mi attaccano, con accuse infondate e ridicole – argomenta il Cavaliere secondo la ricostruzione di alcuni giovani – e ora la sinistra, che non è riuscita a vincere con i voti, cerca di abbattermi attraverso i processi. Un riferimento indiretto al caso Ruby, ma anche agli altri procedimenti in corso. La tentazione di mollare c’è, ma Berlusconi sottolinea di aver promesso a tutti i suoi elettori di non lasciare prima di aver portato a termine alcune grandi riforme. A cominciare da quella della giustizia.

PER PASSARE LEGGE DEVE PIACERE A NAPOLITANO Silvio Berlusconi torna a dire che un provvedimento, per essere approvato, deve «piacere» al capo dello Stato. Nel ribadire che serve una riforma della costituzione per avere una «vera democrazia, durante una cerimonia a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha detto: l’attuale Costituzione stabilisce che il governo »possa al massimo suggerire dei provvedimenti alle Camere, che cominciano a dibatterle nelle commissioni, nell’Aula poi nell’altra Camera, poi di nuovo in Commissione; e il tutto deve piacere al capo dello Stato«. Insomma, ha poi aggiunto Berlusconi, »il popolo vota, il Parlamento lavora, discute ma non succede niente questo è dovuto al fatto che noi abbiamo questa architettura istituzionale per arrivare a un paese che sia una vera democrazie dobbiamo cambiare l’architettura istituzionale quindi una riforma della costituzione«.

CAMBIARE CARTA, NON SIAMO DEMOCRAZIA «Per arrivare a un Paese che sia una vera democrazia, dobbiamo cambiare l’architettura istituzionale», ha aggiunto il Cavaliere. «Insieme alla riforma della giustizia lavoreremo anche alla riforma dell’architettura istituzionale che risente del fatto che i padri della Costituzione, venendo dal periodo fascista, non vollero che si potesse ripetere un pericolo come quello passato e quindi negarono ogni potere al governo e divisero il potere fra il capo dello Stato, la Corte Costituzionale e le assemblea e questo ha portato a che il governo possa al massimo suggerire dei provvedimenti alle Camere, che cominciano a dibatterle nelle commissioni, nell’Aula poi nell’altra Camera, poi di nuovo in Commissione, il tutto deve piacere al capo dello Stato», ha detto Berlusconi. Insomma, ha aggiunto, un provvedimento che magari quando era uscito dal Cdm era «purosangue, quando viene approvato se va bene si tratta di un ippopotamo: se questa legge non piace ai pm, ai procuratori della Repubblica di sinistra la impugnano davanti alla Corte costituzionale che essendo composta da 11 persone che provengono dall’area della sinistra e da quattro che provengono dall’area di centrodestra, la abroga. Quindi – ha proseguito il presidente del Consiglio – il popolo vota, il Parlamento lavora, discute ma non succede niente questo è dovuto al fatto che noi abbiamo questa architettura istituzionale per arrivare a un paese che sia una vera democrazie dobbiamo cambiare l’architettura istituzionale quindi una riforma della costituzione».

MAGGIORANZA PIU’ COESA «Abbiamo una maggioranza più esile nel numero, ma assolutamente più coesa» e quindi porteremo a casa le riforme, a cominciare da quella della giustizia, ha detto il premier. «Mi sono ritrovato una maggioranza di coalizione e c’erano alcuni partiti che, per esempio per quanto riguarda la riforma della giustizia, ogni volta stavano dalla parte dei privilegi dei giudici», ha detto Berlusconi riferendosi a Fini e Casini. «Ora finalmente – ha aggiunto – mi trovo di fronte due anni con una maggioranza più esile nel numero, ma assolutamente coesa nella voglia di approvare questa importantissima e indispensabile riforma della giustizia. Insieme alla riforma della giustizia lavoreremo anche alla riforma dell’architettura istituzionale».

LONGO: LUNEDI’ BERLUSCONI IN AULA Ormai il premier ci ha preso gusto, e dopo la presenza in aula al processo Mediatrade, qualche giorno fa, ha già annunciato che ci sarà la replica. Piero Longo, legale di Silvio Berlusconi, ha infatti annunciato che salvo impegni istituzionali dell’ultimo momento, il Cavaliere sarà in aula lunedì a Milano al processo per la compravendita dei dirittii tv Mediaset. L’udienza si terrà davanti ai giudici della prima sezione del tribunale: lunedì dovrebbero essere sentiti alcuni testi di uno degli imputati, cioè del produttore americano Frank Agrama

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MILANO - Ancora uno show, e i numeri sono i soliti, dalle battute sul bunga bunga alle barzellette 'sporche'. Stavolta però il premier Silvio Berlusconi ha sbagliato platea: ad ascoltarlo non c'erano uomini attempati di mezza età, o suoi sostenitori o collaboratori, ma solo giovani laureati, e il risultato è stato un gelo tremendo. «Siete così brave che mi viene voglia di invitarvi al bunga bunga», ha detto il Cavaliere a due ragazze bionde, dopo aver loro consegnato un premio per le Giovani Eccellenze del progetto «Campus Mentis», nel cortile di Palazzo Chigi insieme al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. «Anche tu sei abbastanza carino, poi venire anche tu», ha aggiunto rivolto ad un ragazzo che gli aveva chiesto se poteva accodarsi. Ma il momento più difficile arriva quando al premier viene richiesta una barzelletta. «C'è un italiano che insegna a un tedesco come fare a conquistare una bella signora», esordisce, parlando chiaramente di sesso orale. «L'italiano dice: devi versare lo champagne davanti, e poi lo succhi da sotto. Il tedesco dice 'pello, pellissimo! Possibile fare con pirra?'. L'ho pulita un po', per quello non ridete. Sarebbe stata più divertente nella versione originale», si giustifica Berlusconi.
Durante l'incontro, il presidente del Consiglio non si è risparmiato nemmeno una battuta ad un giornalista di Ballarò, Alessandro Poggi, per cui ha chiesto ironicamente un applauso: «Ecco il più cattivo di tutti, fate un applauso a Ballarò», ha detto il Cavaliere. «Quando scesi in politica dissi 'qua bisogna cambiare tutto', e mi facevo tante illusioni, dicevo di voler prendere la responsaiblità del governo, tutti mi prendevano poco sul serio, ma due mesi dopo mi sono trovato presidente del Consiglio», ha aggiunto il premier ai giovani vincitori del progetto.

ONE MAN SHOW. "MAI BARBA, HO IL SOLE IN TASCA" «Siate ottimisti, ponetevi un traguardo molto molto ambizioso e che nel vostro cuore siete convinti di poter raggiugere e non guardate alla incredulità, allo scherno e all'ironia degli altri: dedicateci tutta la vostra vita e lo raggiungerete». Silvio Berlusconi dispensa pillole di saggezza e consigli ai giovani laureati del progetto 'Campus Mentis', che premia insieme al ministro della Gioventù Giorgia Meloni nel cortile di Palazzo Chigi. In loro onore il premier si improvvisa 'one man show', e per un'ora buona racconta loro barzellette e storielle, li stimola, li invita a guardare il futuro «avendo il sole in tasca», così come al premier ha insegnato «un grande padre». «Ormai sono vecchio e ho corso e combattuto tante sfide - racconta ai giovani laureati il premier, prima di invitarli a visitare Palazzo Chigi - quindi ho molte cose interessanti da dirvi. Le ho vinte tutte: dal Milan prima squadra del mondo a Milano 3 studiata da tutti gli urbanisti, fino a quando sono diventato premier in 2 mesi. Abbiate fiducia in voi stessi, non c'è periodo difficile dal quale chi è capace non sia in grado di uscire. In politica è la stessa cosa, è nei momenti difficili che vengono fuori le capacità e la creatività». Quindi Berlusconi rispolvera vecchie e nuove storielle («Ne so più di 2000, servono a sdrammatizzare nei momenti di tensione»), dà consigli su look («Via la barba che induce diffidenza, giacca abbottonata e mai scarpe marroni su vestito blu»), suggerisce indicazioni per il futuro professionale («Con l'immobiliare non si fallisce mai, le case sono un bene che non ha mai avuto calo di prezzo»), confida il progetto di «insegnare la libertà ed il suo governo» nella sua Università della Libertà a Lesmo e regali libri e cadeaux di Marinella. E infine smentisce la sua fama di gaffeur:«Non ho mai fatto una sola vera gaffe, solo di presunte. Come quella volta che feci la foto delle corna in Spagna, perchè di fronte a me un gruppo di ragazzini faceva le corna in una foto di gruppo e io stavo spiegando loro che così non si fa. Le gaffe presunte sono terribili».

LO SFOGO SUI GIUDICI Prima li fa sedere in Consiglio dei ministri, poi li incita a superare le avversità con la forza di volontà e il buon umore, infine si 'sfogà per gli anni di attacchi da parte dei giudici e della sinistra. È un Silvio Berlusconi allegro quello che decide di far fare un tour di palazzo Chigi ai giovani vincitori del concorso 'Campus Mentis'. «Ci ha accompagnato nella sala del Consiglio dei ministri e ci ha fatto sedere dicendoci di 'scegliercì un ministero», raccontano due giovani premiati che ora hanno trovato posto in Microsoft, l'azienda che ha ottenuto più riconoscimenti. «Ci ha anche fatto vedere il suo studio», aggiunge uno dei due, rimasto un pò sorpreso dal fatto che sulla scrivania non vi fosse nessun computer. Il presidente del Consiglio, raccontano altri, è in vena di consigli. Suggerisce di non 'mollarè, nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Cita il suo esempio e, inevitabilmente, parla di sè e dei suoi guai processuali: sono anni che mi attaccano, con accuse infondate e ridicole - argomenta il Cavaliere secondo la ricostruzione di alcuni giovani - e ora la sinistra, che non è riuscita a vincere con i voti, cerca di abbattermi attraverso i processi. Un riferimento indiretto al caso Ruby, ma anche agli altri procedimenti in corso. La tentazione di mollare c'è, ma Berlusconi sottolinea di aver promesso a tutti i suoi elettori di non lasciare prima di aver portato a termine alcune grandi riforme. A cominciare da quella della giustizia.

PER PASSARE LEGGE DEVE PIACERE A NAPOLITANO Silvio Berlusconi torna a dire che un provvedimento, per essere approvato, deve «piacere» al capo dello Stato. Nel ribadire che serve una riforma della costituzione per avere una «vera democrazia, durante una cerimonia a palazzo Chigi, il presidente del Consiglio ha detto: l'attuale Costituzione stabilisce che il governo »possa al massimo suggerire dei provvedimenti alle Camere, che cominciano a dibatterle nelle commissioni, nell'Aula poi nell'altra Camera, poi di nuovo in Commissione; e il tutto deve piacere al capo dello Stato«. Insomma, ha poi aggiunto Berlusconi, »il popolo vota, il Parlamento lavora, discute ma non succede niente questo è dovuto al fatto che noi abbiamo questa architettura istituzionale per arrivare a un paese che sia una vera democrazie dobbiamo cambiare l'architettura istituzionale quindi una riforma della costituzione«.

CAMBIARE CARTA, NON SIAMO DEMOCRAZIA «Per arrivare a un Paese che sia una vera democrazia, dobbiamo cambiare l'architettura istituzionale», ha aggiunto il Cavaliere. «Insieme alla riforma della giustizia lavoreremo anche alla riforma dell'architettura istituzionale che risente del fatto che i padri della Costituzione, venendo dal periodo fascista, non vollero che si potesse ripetere un pericolo come quello passato e quindi negarono ogni potere al governo e divisero il potere fra il capo dello Stato, la Corte Costituzionale e le assemblea e questo ha portato a che il governo possa al massimo suggerire dei provvedimenti alle Camere, che cominciano a dibatterle nelle commissioni, nell'Aula poi nell'altra Camera, poi di nuovo in Commissione, il tutto deve piacere al capo dello Stato», ha detto Berlusconi. Insomma, ha aggiunto, un provvedimento che magari quando era uscito dal Cdm era «purosangue, quando viene approvato se va bene si tratta di un ippopotamo: se questa legge non piace ai pm, ai procuratori della Repubblica di sinistra la impugnano davanti alla Corte costituzionale che essendo composta da 11 persone che provengono dall'area della sinistra e da quattro che provengono dall'area di centrodestra, la abroga. Quindi - ha proseguito il presidente del Consiglio - il popolo vota, il Parlamento lavora, discute ma non succede niente questo è dovuto al fatto che noi abbiamo questa architettura istituzionale per arrivare a un paese che sia una vera democrazie dobbiamo cambiare l'architettura istituzionale quindi una riforma della costituzione».

MAGGIORANZA PIU' COESA «Abbiamo una maggioranza più esile nel numero, ma assolutamente più coesa» e quindi porteremo a casa le riforme, a cominciare da quella della giustizia, ha detto il premier. «Mi sono ritrovato una maggioranza di coalizione e c'erano alcuni partiti che, per esempio per quanto riguarda la riforma della giustizia, ogni volta stavano dalla parte dei privilegi dei giudici», ha detto Berlusconi riferendosi a Fini e Casini. «Ora finalmente - ha aggiunto - mi trovo di fronte due anni con una maggioranza più esile nel numero, ma assolutamente coesa nella voglia di approvare questa importantissima e indispensabile riforma della giustizia. Insieme alla riforma della giustizia lavoreremo anche alla riforma dell'architettura istituzionale».

LONGO: LUNEDI' BERLUSCONI IN AULA Ormai il premier ci ha preso gusto, e dopo la presenza in aula al processo Mediatrade, qualche giorno fa, ha già annunciato che ci sarà la replica. Piero Longo, legale di Silvio Berlusconi, ha infatti annunciato che salvo impegni istituzionali dell'ultimo momento, il Cavaliere sarà in aula lunedì a Milano al processo per la compravendita dei dirittii tv Mediaset. L'udienza si terrà davanti ai giudici della prima sezione del tribunale: lunedì dovrebbero essere sentiti alcuni testi di uno degli imputati, cioè del produttore americano Frank Agrama

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