Archivio mensile:dicembre 2009

Cala la sera…

Mentre eravamo sedute al bar, ancora trafelate per la nostra fuga dalla spiaggia, decidemmo di andare all'appartamento di Linda.
Ci occorreva un posto tranquillo e riservato per poter soddisfare le nostre voglie... ero ancora in fibrillazione per il mancato orgasmo nella cabina: volevo gustare Linda e Simo contemporaneamente.

Arrivate da Linda, senza parlare e senza aver concordato nulla, spinte dall'arsura varcammo in fila la porta del bagno e ci infilammo nell'ampia doccia, ero eccitatissima...i corpi stupendi delle mie amiche allietarono i miei occhi e...le mani... infilai la lingua prima nella bocca di una e poi in quella dell'altra, mi ero messa nel mezzo perchè volevo ricevere le loro attenzioni: loro avevano già goduto, ora toccava alla sottoscritta!

Rivoli d'acqua si univano alle loro dita nell'accarezzarmi e mi parevano che indugiassero particolarmente attorno alla patatina che sentivo pulsare...fremevo, senza accorgermene affondai le mie lunghe unghie nella carne di Linda che strillò per il dolore, il suono della sua voce accese la mia perversione: "Grida maiala, grida!Leccamela e tu, invece, baciami il culo!", il piacere della dominazione iniziava a farsi strada in me, cercai di contrastarlo, non volevo che la serata prendesse quella piega, ma guardandole in faccia capii che non desideravano altro.
Lasciai libero sfogo ai miei istinti...

Senza asciugarmi mi portai dapprima sul divano e poi sul letto, bagnavo il pavimento e i mobili apposta: vedevo lo sguardo preoccupato di Linda che però da brava schiavetta non osava lamentarsi, sdraiata sul fianco iniziai a farmi succhiare il clitoride da Simona mentre a Linda riservai il buchetto posteriore. Due lingue abilissime si prodigavano nel farmi godere, infilandosi negli anfratti più riposti...talvolta facendo capolino tra le mie cosce divaricate si incrociavano e lussuriosamente si univano per qualche istante per poi subito tornare alla loro occupazione.
Vibravo tutta...a un certo punto decisi di serrare le cosce attorno al viso di Linda, sentivo il suo naso, le ciglia dei suoi occhi stupendi, la sua bocca schiacciate sulla mia patatina...la tenevo prigioniera della mia figa e l'idea mi piaceva da morire, nel frattempo Simona le aveva infilato due dita nel culo e un dito nella vagina...

Eravamo tre troie in calore e io volevo esser la più porca...

Madida di sudore ordinai a Simona di portarmi da bere e nell'attesa mi divertii sculacciando la schiavetta rimasta ai miei piedi: "Troietta ti meriti una bella punizione!", mi piaceva imprimere il segno dei miei anelli, tre per mano quel giorno, sulla splendida carne di Linda...ad ogni colpo sussultava e di tanto in tanto con un'aria afflitta cercava di voltarsi per intravedere con la coda dell'occhio il suo bel culetto martoriato dalle mie manine...

Arrivò infine Simona con una bottiglia di birra gelata, gliela strappai brutalmente sforzandomi di esser più stronza che potevo: "Dammi qua puttana! Ti pare il caso di portarmi questa cagata? Non c'era niente di meglio???", la finii in poche sorsate...
Notai con estrema soddisfazione che per un attimo entrambe avevano pensato di partecipare, almeno in minima parte, a quella bevuta... "Oh scusate bimbe, non pensavo che foste assetate, ma provvederò subito a rimediare. Da brave sdraiatevi sul letto vicine", appena l'ordine fu eseguito salii in piedi sul materasso divaricai le mie splendide gambe proprio sopra i loro visi e iniziai a liberare la vescica: vidi le loro teste scontrarsi nel tentativo portarsi sotto il getto, le loro bocche si spalancavano e si udiva il gorgoglio della pipì scendere nelle loro gole mentre innumerevoli rivoli ne attraversavano le gote e scivolavano su braccia e seni, un'estrema voluttà, un'ingordigia compiaciuta e sfrenata apparvero nel loro sguardo...stavano godendo quelle troie, stavano godendo...
ma io di più...

Cala la sera…

Mentre eravamo sedute al bar, ancora trafelate per la nostra fuga dalla spiaggia, decidemmo di andare all'appartamento di Linda.
Ci occorreva un posto tranquillo e riservato per poter soddisfare le nostre voglie... ero ancora in fibrillazione per il mancato orgasmo nella cabina: volevo gustare Linda e Simo contemporaneamente.

Arrivate da Linda, senza parlare e senza aver concordato nulla, spinte dall'arsura varcammo in fila la porta del bagno e ci infilammo nell'ampia doccia, ero eccitatissima...i corpi stupendi delle mie amiche allietarono i miei occhi e...le mani... infilai la lingua prima nella bocca di una e poi in quella dell'altra, mi ero messa nel mezzo perchè volevo ricevere le loro attenzioni: loro avevano già goduto, ora toccava alla sottoscritta!

Rivoli d'acqua si univano alle loro dita nell'accarezzarmi e mi parevano che indugiassero particolarmente attorno alla patatina che sentivo pulsare...fremevo, senza accorgermene affondai le mie lunghe unghie nella carne di Linda che strillò per il dolore, il suono della sua voce accese la mia perversione: "Grida maiala, grida!Leccamela e tu, invece, baciami il culo!", il piacere della dominazione iniziava a farsi strada in me, cercai di contrastarlo, non volevo che la serata prendesse quella piega, ma guardandole in faccia capii che non desideravano altro.
Lasciai libero sfogo ai miei istinti...

Senza asciugarmi mi portai dapprima sul divano e poi sul letto, bagnavo il pavimento e i mobili apposta: vedevo lo sguardo preoccupato di Linda che però da brava schiavetta non osava lamentarsi, sdraiata sul fianco iniziai a farmi succhiare il clitoride da Simona mentre a Linda riservai il buchetto posteriore. Due lingue abilissime si prodigavano nel farmi godere, infilandosi negli anfratti più riposti...talvolta facendo capolino tra le mie cosce divaricate si incrociavano e lussuriosamente si univano per qualche istante per poi subito tornare alla loro occupazione.
Vibravo tutta...a un certo punto decisi di serrare le cosce attorno al viso di Linda, sentivo il suo naso, le ciglia dei suoi occhi stupendi, la sua bocca schiacciate sulla mia patatina...la tenevo prigioniera della mia figa e l'idea mi piaceva da morire, nel frattempo Simona le aveva infilato due dita nel culo e un dito nella vagina...

Eravamo tre troie in calore e io volevo esser la più porca...

Madida di sudore ordinai a Simona di portarmi da bere e nell'attesa mi divertii sculacciando la schiavetta rimasta ai miei piedi: "Troietta ti meriti una bella punizione!", mi piaceva imprimere il segno dei miei anelli, tre per mano quel giorno, sulla splendida carne di Linda...ad ogni colpo sussultava e di tanto in tanto con un'aria afflitta cercava di voltarsi per intravedere con la coda dell'occhio il suo bel culetto martoriato dalle mie manine...

Arrivò infine Simona con una bottiglia di birra gelata, gliela strappai brutalmente sforzandomi di esser più stronza che potevo: "Dammi qua puttana! Ti pare il caso di portarmi questa cagata? Non c'era niente di meglio???", la finii in poche sorsate...
Notai con estrema soddisfazione che per un attimo entrambe avevano pensato di partecipare, almeno in minima parte, a quella bevuta... "Oh scusate bimbe, non pensavo che foste assetate, ma provvederò subito a rimediare. Da brave sdraiatevi sul letto vicine", appena l'ordine fu eseguito salii in piedi sul materasso divaricai le mie splendide gambe proprio sopra i loro visi e iniziai a liberare la vescica: vidi le loro teste scontrarsi nel tentativo portarsi sotto il getto, le loro bocche si spalancavano e si udiva il gorgoglio della pipì scendere nelle loro gole mentre innumerevoli rivoli ne attraversavano le gote e scivolavano su braccia e seni, un'estrema voluttà, un'ingordigia compiaciuta e sfrenata apparvero nel loro sguardo...stavano godendo quelle troie, stavano godendo...
ma io di più...

Il ritorno

Carissimi lettori, molti di voi mi hanno scritto in questi mesi di silenzio: "dove sei finita?La banalità quotidiana è riuscita ad inghiottirti?", "Come va la vendita di mutandine?", "Perchè non scrivi più?!"...sono successe molte cose, alcune positive altre meno.

Una promozione sul lavoro, principalmente, ha determinato la mia assenza dal blog e pure una brusca frenata al mio stile di vita...responsabilità crescenti, orari pesanti hanno tolto vigore al mio pur allenato corpicino...ma alla fine mi sono abituata e sono pronta a riprendere il mio hobby anche se temo con minore assiduità rispetto un tempo.

Bando alle ciance: il prossimo post è un racconto!

Il ritorno

Carissimi lettori, molti di voi mi hanno scritto in questi mesi di silenzio: "dove sei finita?La banalità quotidiana è riuscita ad inghiottirti?", "Come va la vendita di mutandine?", "Perchè non scrivi più?!"...sono successe molte cose, alcune positive altre meno.

Una promozione sul lavoro, principalmente, ha determinato la mia assenza dal blog e pure una brusca frenata al mio stile di vita...responsabilità crescenti, orari pesanti hanno tolto vigore al mio pur allenato corpicino...ma alla fine mi sono abituata e sono pronta a riprendere il mio hobby anche se temo con minore assiduità rispetto un tempo.

Bando alle ciance: il prossimo post è un racconto!

Roberta (racconto di Diabolik1)



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Roberta (racconto di Diabolik1)

La mia vita con Roberta scorre serena e devo dire che dal punto di vista sessuale le cose vanno veramente molto bene. Roberta è una donna incredibile che mi ha riempito la vita, grazie a lei sono un uomo migliore, e quella sensazione di solitudine ormai è sparita. Ho, finalmente, quello che desideravo di più e mi sento finalmente appagato.

Vi vorrei ora raccontare come Roberta è diventata quello che è oggi, in queste poche righe cercherò di narrarvi i primi turbamenti sessuali di una ragazzina e come da essi sia sorta una donna la cui voglia di sesso dopo tanti giri l’ha fatta arrivare tra le mie braccia. I rapporti sessuali tra adolescenti spesso sono brutti e fatti in modo e per ragioni sbagliate, infatti…

Roberta ha avuto un’iniziazione al mondo del sesso, forse un po’ particolare, infatti, a 19 anni Roberta veniva da una relazione con un ragazzo da cui era uscita con le ossa rotte. Stavano insieme da almeno 3 anni e dallo stesso tempo facevano regolarmente sesso, senza che Roberta avesse mai provato la sensazione dell’orgasmo.
Giacomo, questo era il suo nome, entrava in lei, si agitava un po’, poi rantolava, veniva e quindi usciva, si vestiva e la salutava, sempre con meno trasporto, perché doveva uscire per spassarsela con i suoi amici lasciando in Roberta, ogni giorno sempre di più, una sensazione di profonda tristezza e amarezza.
Roberta, come tutte le ragazze, forse un po’ romantiche sognava il grande amore e solo con lui fare l’amore, ma poi per accontentare il suo ragazzo e per dare seguito a quel irresistibile desiderio di fare sesso che le cresceva nel cervello ed in mezzo alle cosce, accettò di accontentarlo. E lo faceva con entusiasmo pensando che tutto finisse lì con l’orgasmo maschile, Giacomo usava il preservativo e quindi per lei non c’erano mai conseguenze. Non capiva, però, come mai le sue amiche parlassero sempre di com’era stato bello, dolce, eccitante farlo con i loro ragazzi o, per le più spregiudicate, con degli amanti occasionali.

Poi Roberta, appunto un paio di giorni dopo aver compiuto 19 anni andò a trovare Giacomo a casa sua, voleva fargli una sorpresa, aveva comprato un completino intimo molto sexy, però quando arrivò a casa sua scoprì che il suo Giacomo era a letto con un’altra e i due si stavano divertendo moltissimo, e per quanto lei poteva sentire molto di più di quanto lei non si fosse mai divertita. Entrò in stanza, ma lui fece finta di non vederla, l’altra impallidì. Roberta fu gelida: “non ti voglio più vedere” e se ne andò.
Giacomo non si fece più vedere.
Dopo alcuni giorni in cui il dolore sembrava prevalere Roberta dette ascolto alla sua migliore amica Angelica che le diceva che non ci doveva rimanere male, che Giacomo era stato uno stronzo e che, anzi, doveva essere contenta di essersi liberata di quello, e che doveva capire che Giacomo non l’aveva mai amata. Roberta ci mise alcuni giorni ad accettare la nuova situazione, ma poi, come dice il proverbio, il tempo lenisce tutti i dolori e ogni mattina lei si svegliava sempre meglio, sempre più serena.

Dopo alcuni mesi in cui non ebbe alcun tipo di relazione sentimentale per Roberta cominciarono a cambiare le cose.
La madre, le chiese di andare dal loro medico perché aveva bisogno d’alcune ricette mediche, quando arrivò dal medico la sala d’aspetto era completamente piena tranne per un posto vicino ad una giovane donna. Roberta ci si sedette e cominciarono a parlare, Sara era di Milano, ma ormai viveva, da alcuni mesi, in Liguria dove lavorava in un piccolo studio legale che si occupava di diritto della navigazione.
La mia amata all’inizio non capiva cosa le stesse succedendo ma non riusciva più a toglierle gli occhi di dosso. Sara era vestita in modo classico, aveva un abito giacca doppio petto e pantaloni nero, sotto la giacca indossava solo il reggiseno, ai piedi portava delle scarpe eleganti con tacco vertiginoso, il trucco quel pomeriggio era semplice sui toni del rosa, nulla di eccitante, ma nel complesso quella donna la intrigava oltre misura. Dopo la visita Sara sparì dalla circolazione per un bel po’ di tempo.

Dopo la maturità Roberta andò al mare in Liguria con i suoi genitori e lì, proprio nello stabilimento balneare dove andavano da anni ritrovò Sara. Lei era la sdraiata, completamente ricoperta di olio abbronzante. Quando Roberta la vide ricoperta solo dal triangolino degli slip ebbe un moto di entusiasmo, e quando fu Sara a salutarla lei ne fu ancora più contenta. Sara e Roberta passarono tutta la giornata a prendere il sole, a ridere, a scherzare e a fare il bagno insieme.
I genitori di Roberta ne furono felici, finalmente la loro bambina sembrava che fosse tornata allegra e spensierata. Dopo 2 giorni i suoi genitori dovettero tornare a Milano per problemi di lavoro e Roberta restò sola con la sua amica. Al terzo giorno anche Sara dovette andare a Genova per lavoro e con l’occasione avrebbe portato al mare dei vestiti per le serate mondane che avrebbero trascorso insieme. Roberta rimase sola, e francamente, un po’ triste tutto il giorno e anche all’inizio della serata, poi intorno alle 11 di sera Roberta vide arrivare Sara, vestita con un abito molto corto di pelle lucida nera, i capelli castani erano pettinati tutti indietro con un uso abbondate di gel, Sara era truccata di tutto punto e aveva sulle labbra carnose un rossetto rosso scuro, le unghie erano dello stesso tono di rosso, lunghe e molto sexy, ai piedi aveva dei sandali neri di vernice con tacco almeno di 15 centimetri. Roberta rimase affascinata dalla bellezza della sua amica, la quale aveva un vestito pure per lei. Andarono nella stanza di Roberta e Sara fece spogliare Roberta poi la mandò a farsi una rapidissima doccia, in realtà doveva solo bagnarsi i capelli e il corpo. All’uscita della doccia Sara pettinò i capelli di Roberta più o meno come i suoi, in altre parole all’indietro, ma con la riga da una parte e legati dietro la nuca, anche in questo caso ci fu abbondante uso di gel, poi Sara truccò Roberta mettendole anche lo stesso rossetto e lo stesso smalto. Il vestito che doveva indossare Roberta era una tuta di pelle aderentissima che metteva in risalto l’abbondante seno oltre che il magnifico sedere. Il quadretto estremamente sexy era completato da un paio di stivali di vernice con il tacchi a spillo anch’esso di almeno 15 centimetri.
Le due donne scesero in discoteca così vestite e tutti i presenti sia maschi che femmine rimasero ammaliati dalla straordinaria bellezza delle due donne. La serata si concluse con un primo bacio che si diedero sulle labbra, ma nulla di più.

Il giorno dopo Sara non volle sentire ragioni, dovevano assolutamente prendere il sole in topless. E Roberta non oppose troppe resistenze voleva vedere il seno di Sara e voleva che Sara vedesse il suo. La giornata trascorse in grande serenità, ormai tra le due donne si era istaurato un rapporto di grande intimità ed amicizia che andava oltre le cose che si dicevano, e comprendeva tutti gli sguardi e le carezze che le due donne si davano quotidianamente. La sera Roberta sperava di riandare in discoteca con la sua Sara, ma lei le consigliò di andare a letto presto perché la giornata sarebbe stata molto pesante e Sara voleva che la sua giovane amica fosse in splendida forma. Quella sera Roberta indossò gli stivali che le aveva dato Sara e si mise il rossetto e poi si andò a sdraiare sul letto e per la prima volta in tutta la sua vita cominciò a toccarsi, venne interrotta da una telefonata dei suoi che volevano sapere come andavano le cose.

L’appuntamento per il giorno dopo era stato fissato dalle due amiche per le 9 del mattino per fare colazione ed iniziare la loro giornata. Sara si presentò all’appuntamento vestita con un completo da tennis che lasciò perplessa Roberta, lei aveva un paio di pantaloncini e sopra indossava una magliettina con sotto il reggiseno del costume. Sara chiese ai bagnini di caricare i due borsoni termici sul piccolo motoscafo su cui le due donne sarebbero salite dopo pochi secondi. Sara e Roberta cominciarono a navigare verso una non meglio identificata spiaggia accessibile solo dal mare. A circa metà del viaggio Sara cominciò a spogliarsi, rimanendo completamente nuda, Roberta aveva davanti agli occhi lo spettacolo voluttuoso del corpo nudo dell’amica, i seni perfetti, grandi e rotondi con i capezzoli completamente duri, la fica completamente depilata, con il clitoride in bella vista, a completare questa magnifica immagine il sedere di Sara di una bellezza sconvolgente. Roberta non perse un solo istante per imitare l’amica e nel giro di pochi secondi, anche lei, espose il suo scultoreo corpo ai raggi del sole e agli occhi estasiati dell’amica. Roberta, la sera prima, dopo essersi toccata, decise anche lei, di depilarsi completamente la patata. Del corpo di Roberta e del suo seno già vi ho narrato devo solo aggiungere che il mix tra la sua dolcezza, la sua ingenuità si trasformava in un’incredibile carica erotica che doveva essere assolutamente sconvolgente in quei momenti.

Sara fece molti complimenti all’amica per il magnifico corpo, arrivate alla piccola spiaggia, Sara ormeggiò il loro piccolo mezzo di trasporto e con l’aiuto di Roberta portò le vettovaglie a riva e si sdraiarono al sole, ad un certo punto Sara chiese a Roberta se le poteva fare piacere se le spalmava l’olio solare su tutto il corpo, lei accettò, le due donne si misero sedute sull’asciugamano di Roberta una dietro l’altra. Il massaggio di Sara iniziò in modo molto tranquillo, ma una volta resasi conto che all’amica il massaggio piaceva molto e quasi perdeva il controllo di se mentre le sue mani le accarezzavano la pelle liscia e vellutata, allora Sara si mise altro olio sulle mani e cominciò ad accarezzare le tette dell’amica, che al solo contatto delle sue mani diventarono come di marmo, e i capezzoli dritti e duri, Roberta bloccò le mani dell’amica e poi le chiese di non fermarsi, contemporaneamente allargò le gambe come per invitare l’amica a massaggiarla proprio li. Roberta indietreggiò per cercare sempre di più il contatto con l’amica e quando buttò la testa indietro lei cominciò a baciarla sul collo, con la schiena sentì i capezzoli della sua amante completamente duri. Sara non era un sadica, ma non voleva scoparla subito voleva che l’amica assaporasse ogni istante di quei preliminari, in fondo Roberta non era una vera lesbica come lei.
Sara fu introdotta al sesso al femminile da una insegnante del suo liceo, la quale per punirla delle sue marachelle un giorno la convocò in classe, quando non c’era nessuno a scuola e cominciò a sculacciarla con un righello con dei piccoli colpetti facendole scoprire in culetto di diciassettenne. Dopo la sculacciata la professoressa cominciò a massaggiare il sedere di Sara che non riuscendo a capire il turbamento che provava, ma per lei era assolutamente chiaro che si stava eccitando molto di più di quanto non le fosse mai capitato con il suo ragazzo dell’epoca, poi la professoressa cominciò massaggiare la michetta depilata di Sara provocandole un incredibile orgasmo. Le due donne fecero sesso in aula per alcune donne. La loro storia proseguì fino alla fine del liceo.
Dopo quell’insegnante Sara ebbe anche delle relazioni etero, ma la sua vera anima era lesbo e all’università si innamorò di una collega con cui visse alcuni anni.

Sara continuò con la mano destra a massaggiare il seno di Roberta, ma con l’altra mano le accarezzava tutto il corpo, mandandola in estasi. Per la prima volta nella sua vita lei ebbe un orgasmo. Un primo e sconvolgente orgasmo che le devastò il cervello e il corpo. Ora capiva perché per le sue amiche fare sesso fosse così dolce e tenero e sconvolgente.

Sara ormai non ebbe più preoccupazioni, era evidente che Roberta, veramente, desiderasse fare l’amore con lei e che veramente Roberta fosse pronta per iniziare un rapporto saffico. Finalmente Sara aveva la possibilità di insegnare tutto quello che sapeva sull’amore ad una donna e poteva uscire con lei, andare in tutti i locali pubblici erano due belle e giovani donne molto complici e non destavano di certo sospetti. E quando fossero andati in certi locali, a quel punto, Sara non si sarebbe più vergognata, come spesso le capitava, a causa di donne non certamente affascinanti e sensuali come lei. Le due donne passarono l’intera giornata in quell’angolo di paradiso facendo l’amore e ridendo e scherzando, in quei momenti Roberta era di nuovo una ragazza felice.

Al loro ritorno in albergo, le due donne ebbero per così dire una brutta sorpresa, Sara doveva cambiare stanza, e l’unica libera era quella comunicate con quella di Roberta (quella era la stanza dei suoi genitori), Roberta aiutò immediatamente l’amica a traslocare e poi si fecero aprire la porta di comunicazione interna, in questo modo avevano a disposizione una suite e potevano girare liberamente nude e decidere in quale letto passare la notte. Si erano appena fatte la doccia e Sara stava spalmando il dopo sole sul corpo di Roberta, quando lei ricevette una telefonata dai suoi genitori parlò con la madre e poi si fece passare il padre a quel punto aveva voglia di Sara e si girò a pancia in su e cominciò a pomiciare con la sua Sara, i suoi non capirono perché Roberta divenne così strana, e decisero di chiudere la telefonata mandando un grande bacio alla figlia. Sara si alzò da Roberta e le disse che le voleva fare una sorpresa, si vestì e uscì di corsa, quando era fuori dalla porta intimò alla sua donna di chiudere gli occhi lei sarebbe tornata da li a poco, infatti, dopo circa venti minuti Sara fu di nuovo a casa dalla sua bella, in mano aveva una busta grande, da cui tirò fuori una busta più piccola da cui tirò fuori una completino intimo in pelle nero, il perizoma era talmente piccolo che era quasi un filo di pelle, il reggiseno era molto più strutturato, fatto a posta per contenere ed esaltare lo splendido seno di Roberta, poi visibilmente eccitata Sara tirò fuori un mini abito anch’esso di pelle nero che sembrava fatto a posta per mettere in evidenza, ancora una volta il corpo della giovane, il trucco sarebbe stato sicuramente pesante e molto affascinante Roberta scoprì quanto la eccitava avere le unghie laccate di rosso scuro o di color prugna, ormai non c’era più traccia di quella ragazzina timida che era tornata al mare con i suoi genitori, Sara quella sera decise che si sarebbe vestita di rosa, voleva evidenziare un contrasto con la sua amante. Roberta e Sara scesero, prima in sala da pranzo e poi andarono in discoteca facendosi guardare da tutti quanti, erano due giovani e eccitanti donne. Per tutta la sera non fecero altro che stuzzicarsi sfiorando i loro bellissimi corpi, quando arrivarono in camera fu evidente a tutte e due che era giunto il momento di dare sfogo alle loro più inconfessabili voglie. Sara voleva possedere la sua amante nei modi più completi, la sua sessualità aveva bisogno di più, ma ancora lei aveva paura che per Roberta fosse troppo presto, ma questo dubbio venne fugato immediatamente quando chiusero la porta della camera, Roberta chiese alla sua donna di possederla e le chiese se aveva un cazzo di gomma, a Sara quelle parole sembrarono miele.

Sara era una persona molto particolare e spesso amava giocare con i falli di gomma, anche se non amava essere penetrata dal cazzo, ma ogni tanto l’idea di possedere la compagna del momento come se fosse un uomo era quasi un desiderio inconfessabile ed inconfessato, quella sera Sara voleva indossare il suo strapp-on e possedere la sua donna in tutti modi possibili, Roberta quella notte ebbe un numero incalcolabile di orgasmi e diede piacere alla sua donna fino a sfinirla.

Il giorno dopo andarono a Genova per una piccola questione lavorativa di Sara, Roberta fece una sorpresa alla sua Sara e si presentò vestita da uomo, indossò il suo completino intimo più audace, quello di pelle, che le rendeva ancora più sodo e tonico il suo magnifico seno, sopra aveva un tailleur gessato, con sotto una camicia bianca, i capelli erano tutti ingellati e raccolti in uno chignon che sembrava fatto a posta per sconvolgere il suo prossimo, il look vagamente dark venne completato sa un paio di scarpe allacciate nere con il tacco di 20 centimetri. Il trucco era ovviamente molto pesante e scuro, quando Sara la vide pensò che era veramente fortunata. Il giorno passato a Genova fu un’autentica tortura, le due donne erano talmente tanto eccitate che bastava che si sfiorassero perché l’eccitazione crescesse in loro. La sera venne vista come una liberazione, infatti, non scesero nemmeno a cena passarono l’intera notte a fare sesso, quello più sfrenato a tratti quasi violento, il loro amore le portava anche ad atti di infinita dolcezza e delicatezza ad ogni orgasmo e ve ne furono veramente tanti.

Le due donne in quei giorni aumentarono sempre di più la loro intesa sia sessuele che sentimentale, Roberta Aveva trovato finalmente l’amore e per nessun motivo al mondo avrebbe permesso a qualcuno o a qualcosa di frapporsi tra lei e la sua felicità

La loro storia d’amore andò avanti per tutto il resto della vacanza, poi le due donne si separarono Roberta tornava a Milano e Sara a Genova. Roberta fin da piccola voleva fare l’avvocato, credeva con tutta se stessa che quella sarebbe stata la strada per la felicità lavorativa e con Sara spesso parlavano di lavoro e di quanto fosse interessante il diritto della navigazione, quindi quando si doveva iniziare l’università la scelta della facoltà e dell’indirizzo di studi da prendere fu chiara per Roberta c’era solo una possibilità, cioé la facoltà di legge di Genova. Roberta telefonò a Sara per darle il lieto annuncio, ma Sara era a Milano, e quando rientrò e sentì il messaggio della sua Roberta la richiamò subito per proporle di andare a vivere assieme, i genitori ignari della loro storia pensarono che fosse bene che la loro bambina andasse a vivere con una persona del suo stesso sesso e molto più grande di lei. Roberta arrivò a casa dell’amica con i genitori, i quali furono molto contenti di vedere che la loro bambina andava a vivere in una casa così bella e in un bel quartiere. Poco prima dell’ora di cena i genitori di Roberta tornarono per sempre a Milano e per le due donne fu solo amore, una storia che durò per tutto il tempo dell’università e che finì nel modo più dolce e delicato, come era stata la loro storia d’amore. Roberta nel corso degli anni si rese conto che le mancava qualcosa, anche se all’inizio no capì cosa fosse. Sara dal canto suo sentiva di avere bisogno di un altro tipo di rapporto, alle soglie dei 35 anni Sara aveva bisogno di avere accanto a se una donna e non solo una splendida ragazza, ma pur sempre troppo piccola per lei. Le due donne rimasero amiche per la pelle per sempre ed ancora oggi cercano di vedersi il più spesso possibile, ma l’intesa sessuale ormai no esiste più Sara convive con una donna della sua età di una bellezza e sensualità sconvolgenti, Agnese è il classico tipo mediterraneo alta bruna occhi neri penetranti e le labbra sono divine.

FINE



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