Archivio mensile:luglio 2009

“365 racconti erotici per un anno”: il mio racconto è stato selezionato. Qui sotto un piccolo assaggio di Eros…

http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=6237

“Scambio”, imperò una voce metallica.
La luce all’interno della bolla divenne fucsia e alcuni profumi esotici ne invasero l’interno. I lampi aumentarono a dismisura, ricoprendo per intero il corpo dei ragazzi, la forza di gravità scomparve. Era la prima volta per tutti e due. Lui cominciò a toccarle i capezzoli e a sfiorarne il sapore con la lingua, leccandone l’essenza di rosa. Sentiva il velluto della sua pelle liscia. Osava ogni tanto sconfinare fra le sue gambe, carezzando l’interno coscia per poi arrivare alla vagina. Lei si lasciava pervadere da quelle attenzioni carnali, cominciando a godere dietro gli occhi. Cambiarono ancora posizione, trovandosi fluttuanti in un sessantanove volante. La lingua rossa di Erika cominciò a stuzzicare il glande con la sua ruvida voglia. Il pene di Adam divenne definitivamente duro e turgido, pronto ad essere imboccato da labbra fameliche di piacere. Lui la leccò dall’ombelico all’inguine. Cambiarono di nuovo….

Di nulla e di niente!

savant60dn.jpg

Questa notte ho trovato la lettera di un albero

Ho cercato un sogno senza sognarlo.

Questa notte mi sono sentito in pace in un mare di guerra

Ero avvolto da lana in un mondo di spine

Ero protetto in un cielo di tempeste.

Questa notte ho sentito i suggerimenti del vento

Ho capito che la terra gira senza l’aiuto di nessuno

Che il freddo per me, può essere caldo per altri.

Questa notte ho voluto ascoltare il mondo…e basta!

Ho trovato il sole nascosto in un angolo che cercava riparo dalla sua luce

 

Non è strano vedere che tutto intorno sta cambiando

E sentirsi statici nella velocità

Immobili davanti al frantumarsi dell’anima

Falsi da quanto si è sinceri?

 L’inverno è di mandorlo, l’estate è di neve.

E noi, poveri uomini, subiamo il tempo con l’impazienza

di una società che ti divora il fegato e ti sputa diverso.

 Eppure le foglie sono sempre lì e toccano le nuvole

Invecchiano, ingialliscono, muoiono.

Noi non moriamo mai, perché il mondo assorbe le

nostre malefatte e le metabolizza…e poi?

E poi il mondo si ammala, ma i dottori si sa

che quando servono, non si trovano mai.

  

Le mani  raccolgono il fango, modellano l’acqua e la terra

I piedi corrono su caldi solchi di pietra.

Gli occhi osservano cieli di falco, mentre

L’anima distilla gocce di vita, fiocchi d’esistenza.

Sotto l’asfalto pulsa il cuore, respirano polmoni.

La neve cade e la gente piange,

lasciando tracce del proprio dolore in baci di condensa.

Manca l’amore, muore il rispetto.

Bisogna cambiare le cose, ridare le carte

È tempo di raccontare le nostre storie

Di riprendersi il diritto di decidere.

È tempo di smettere di piangere

E far piangere chi, alle nostre spalle, ha sempre riso.

“365 racconti erotici per un anno”: il mio racconto è stato selezionato. Qui sotto un piccolo assaggio di Eros…

http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=6237

“Scambio”, imperò una voce metallica.
La luce all’interno della bolla divenne fucsia e alcuni profumi esotici ne invasero l’interno. I lampi aumentarono a dismisura, ricoprendo per intero il corpo dei ragazzi, la forza di gravità scomparve. Era la prima volta per tutti e due. Lui cominciò a toccarle i capezzoli e a sfiorarne il sapore con la lingua, leccandone l’essenza di rosa. Sentiva il velluto della sua pelle liscia. Osava ogni tanto sconfinare fra le sue gambe, carezzando l’interno coscia per poi arrivare alla vagina. Lei si lasciava pervadere da quelle attenzioni carnali, cominciando a godere dietro gli occhi. Cambiarono ancora posizione, trovandosi fluttuanti in un sessantanove volante. La lingua rossa di Erika cominciò a stuzzicare il glande con la sua ruvida voglia. Il pene di Adam divenne definitivamente duro e turgido, pronto ad essere imboccato da labbra fameliche di piacere. Lui la leccò dall’ombelico all’inguine. Cambiarono di nuovo....

Di nulla e di niente!

savant60dn.jpg

Questa notte ho trovato la lettera di un albero

Ho cercato un sogno senza sognarlo.

Questa notte mi sono sentito in pace in un mare di guerra

Ero avvolto da lana in un mondo di spine

Ero protetto in un cielo di tempeste.

Questa notte ho sentito i suggerimenti del vento

Ho capito che la terra gira senza l’aiuto di nessuno

Che il freddo per me, può essere caldo per altri.

Questa notte ho voluto ascoltare il mondo…e basta!

Ho trovato il sole nascosto in un angolo che cercava riparo dalla sua luce

 

Non è strano vedere che tutto intorno sta cambiando

E sentirsi statici nella velocità

Immobili davanti al frantumarsi dell’anima

Falsi da quanto si è sinceri?

 L’inverno è di mandorlo, l’estate è di neve.

E noi, poveri uomini, subiamo il tempo con l’impazienza

di una società che ti divora il fegato e ti sputa diverso.

 Eppure le foglie sono sempre lì e toccano le nuvole

Invecchiano, ingialliscono, muoiono.

Noi non moriamo mai, perché il mondo assorbe le

nostre malefatte e le metabolizza…e poi?

E poi il mondo si ammala, ma i dottori si sa

che quando servono, non si trovano mai.

  

Le mani  raccolgono il fango, modellano l’acqua e la terra

I piedi corrono su caldi solchi di pietra.

Gli occhi osservano cieli di falco, mentre

L’anima distilla gocce di vita, fiocchi d’esistenza.

Sotto l’asfalto pulsa il cuore, respirano polmoni.

La neve cade e la gente piange,

lasciando tracce del proprio dolore in baci di condensa.

Manca l’amore, muore il rispetto.

Bisogna cambiare le cose, ridare le carte

È tempo di raccontare le nostre storie

Di riprendersi il diritto di decidere.

È tempo di smettere di piangere

E far piangere chi, alle nostre spalle, ha sempre riso.

Vacanzina erotica…

Carissimi sono tornata, era da qualche tempo che latitavo...sapete il caldo, le gite al mare, insomma non mi sono certo mancate le distrazioni che mi hanno distolto dal blog, ma ora rimedierò!


In questi giorni mi sono data da fare...

Il weekend scorso sono andata con Simona al mare, a Rimini: il programma era abbronzarci adeguatamente e, ovviamente, divertirci...
Alloggiavamo in una sorta di bettola, con la doccia attaccata al soffitto del bagno ma con un ottimo ristorantino annesso: non eravamo certo intenzionate a passare in albergo i pochi giorni a disposizione!

Appena arrivate Simona si precipitò sotto il curioso soffione della citata doccia, io
invece mi gettai prona sul letto e senza accorgermene mi ritrovai a osservare la mia amica:
l'acqua correva lungo il suo corpo, i capezzoli turgidi gocciolavano sensualmente e intorno alla sua patatina rasata si formava un piccolo ma intenso torrente d'acqua che periodicamente si tingeva di bianco per la schiuma del sapone. Le sue dita dalle lunghe unghie frizionavano la pelle, indugiando parecchio sui genitali e sui glutei. Mi dava le spalle e i miei occhi cercavano di catturare ogni minimo particolare di quell'eccitante visione...inconsciamente avevo iniziato a strusciarmi sul materasso, mi sembrava di esser tornata bambina, quando dodicenne, passavo le giornate a stimolare la mia giovanissima, ma già affamatissima, fighetta sfregandola su tutto ciò che mi capitava a tiro.

Mi ritrovai ben presto nuda con una mano sul clitoride e una che accarezzava il culetto, ma ormai cresciuta, decisi di cogliere l'occasione e andai a far compagnia a Simona...mi accolse con sorriso malizioso carico di desiderio, le nostre bocche si unirono in un bacio profondo mentre le nostre tette si schiacciavano tra loro fraternamente...l'acqua si insinuava in ogni angolo dei nostri corpi quasi volesse partecipare voluttuosamente alle nostre effusioni, che andavano intensificandosi di attimo in attimo. Mi prese una sorta di frenesia: volevo godere subito! Le chiesi di leccarmela ma lei si attardava a succhiarmi il seno, il mio lato dominante iniziava a prendere il sopravvento e così bruscamente le misi le mani attorno al collo e la forzai a inginocchiarsi davanti a me.
"Leccamela, troia!Fammi vedere quanto sei zoccola!" e lei eccitata dai miei insulti, mi mostrò tutta la sua maestria nei lavoretti con la bocca.

"Infilami un dito nel culo, puttanella!" e subito sentìì il suo medio salirmi su per il buchetto, iniziai a scuotere il sederino per meglio gustare la delizia di questo intruso, "Sì così, dai!Un dito anche nella figa, da brava!", non riuscivo più a stare in piedi dal piacere e così mi appoggiai al lavandino piegando il culo all'infuori per non far cessare l'incantevole servizietto... Simona alternatamente aumentava e rallentava il ritmo per prolungare la mia goduria e di questo le ero grata...
Sentendomi vicina all'orgasmo la feci smettere e riconoscente iniziai a ricambiare.

La spinsi fuori dal bagno, e la feci sdraiare sul letto, eravamo entrambe gocciolanti e bagnammo il pavimento, presi la borsetta e tirai fuori il mio vibratore, color carne con tanto di vene e cappella, iniziai a leccarlo e mordicchiarlo, poi me lo infilai nella patatina ed estrattolo, lo passai sulle sue labbra per farle assaporare i miei umori, lei gradiva e la sua bocca avidamente catturò il pene finto: "Che porcellina!Sei proprio una bimba cattiva, adesso ti insegno come ci si comporta!" e mentre lei si metteva a carponi presi a sculacciarla: "Cosa dici alla mammina?" e lei in risposta, "Scusami, me lo merito!Non lo faccio più!" e poi violentemente la penetrai con il vibratore messo a massima potenza. Le strappai urla di piacere e venne rapidamente.

A questo punto mancavo solo io e decisi di usare a mia volta lo strumento di piacere coperto dal miele di Simona, nel mentre lei mi leccava il culetto...iniziai a gridare frasi oscene nella speranza che qualcuno passando sul pianerottolo potesse sentirci, con le mani mi pizzicavo i capezzoli e muovevo il vibratore, l'orgasmo arrivò intenso e spossata mi lasciai cadere sul letto.

Ci alzammo per l'ora di cena.

Ma il resto a domani...

Vacanzina erotica…

Carissimi sono tornata, era da qualche tempo che latitavo...sapete il caldo, le gite al mare, insomma non mi sono certo mancate le distrazioni che mi hanno distolto dal blog, ma ora rimedierò!


In questi giorni mi sono data da fare...

Il weekend scorso sono andata con Simona al mare, a Rimini: il programma era abbronzarci adeguatamente e, ovviamente, divertirci...
Alloggiavamo in una sorta di bettola, con la doccia attaccata al soffitto del bagno ma con un ottimo ristorantino annesso: non eravamo certo intenzionate a passare in albergo i pochi giorni a disposizione!

Appena arrivate Simona si precipitò sotto il curioso soffione della citata doccia, io
invece mi gettai prona sul letto e senza accorgermene mi ritrovai a osservare la mia amica:
l'acqua correva lungo il suo corpo, i capezzoli turgidi gocciolavano sensualmente e intorno alla sua patatina rasata si formava un piccolo ma intenso torrente d'acqua che periodicamente si tingeva di bianco per la schiuma del sapone. Le sue dita dalle lunghe unghie frizionavano la pelle, indugiando parecchio sui genitali e sui glutei. Mi dava le spalle e i miei occhi cercavano di catturare ogni minimo particolare di quell'eccitante visione...inconsciamente avevo iniziato a strusciarmi sul materasso, mi sembrava di esser tornata bambina, quando dodicenne, passavo le giornate a stimolare la mia giovanissima, ma già affamatissima, fighetta sfregandola su tutto ciò che mi capitava a tiro.

Mi ritrovai ben presto nuda con una mano sul clitoride e una che accarezzava il culetto, ma ormai cresciuta, decisi di cogliere l'occasione e andai a far compagnia a Simona...mi accolse con sorriso malizioso carico di desiderio, le nostre bocche si unirono in un bacio profondo mentre le nostre tette si schiacciavano tra loro fraternamente...l'acqua si insinuava in ogni angolo dei nostri corpi quasi volesse partecipare voluttuosamente alle nostre effusioni, che andavano intensificandosi di attimo in attimo. Mi prese una sorta di frenesia: volevo godere subito! Le chiesi di leccarmela ma lei si attardava a succhiarmi il seno, il mio lato dominante iniziava a prendere il sopravvento e così bruscamente le misi le mani attorno al collo e la forzai a inginocchiarsi davanti a me.
"Leccamela, troia!Fammi vedere quanto sei zoccola!" e lei eccitata dai miei insulti, mi mostrò tutta la sua maestria nei lavoretti con la bocca.

"Infilami un dito nel culo, puttanella!" e subito sentìì il suo medio salirmi su per il buchetto, iniziai a scuotere il sederino per meglio gustare la delizia di questo intruso, "Sì così, dai!Un dito anche nella figa, da brava!", non riuscivo più a stare in piedi dal piacere e così mi appoggiai al lavandino piegando il culo all'infuori per non far cessare l'incantevole servizietto... Simona alternatamente aumentava e rallentava il ritmo per prolungare la mia goduria e di questo le ero grata...
Sentendomi vicina all'orgasmo la feci smettere e riconoscente iniziai a ricambiare.

La spinsi fuori dal bagno, e la feci sdraiare sul letto, eravamo entrambe gocciolanti e bagnammo il pavimento, presi la borsetta e tirai fuori il mio vibratore, color carne con tanto di vene e cappella, iniziai a leccarlo e mordicchiarlo, poi me lo infilai nella patatina ed estrattolo, lo passai sulle sue labbra per farle assaporare i miei umori, lei gradiva e la sua bocca avidamente catturò il pene finto: "Che porcellina!Sei proprio una bimba cattiva, adesso ti insegno come ci si comporta!" e mentre lei si metteva a carponi presi a sculacciarla: "Cosa dici alla mammina?" e lei in risposta, "Scusami, me lo merito!Non lo faccio più!" e poi violentemente la penetrai con il vibratore messo a massima potenza. Le strappai urla di piacere e venne rapidamente.

A questo punto mancavo solo io e decisi di usare a mia volta lo strumento di piacere coperto dal miele di Simona, nel mentre lei mi leccava il culetto...iniziai a gridare frasi oscene nella speranza che qualcuno passando sul pianerottolo potesse sentirci, con le mani mi pizzicavo i capezzoli e muovevo il vibratore, l'orgasmo arrivò intenso e spossata mi lasciai cadere sul letto.

Ci alzammo per l'ora di cena.

Ma il resto a domani...

"Ricordi, la tua prima orgia?"

Circa un paio d'ore fa ho sentito al telefono la mia amica Simona, mi stava raccontando del suo pazzo venerdì di sesso in un privè, quando mi ha posto la domanda che ho scelto come titolo per questo post: "Ricordi, la tua prima orgia?".

Subito la mente è volata indietro negli anni senza riuscire a determinare con assoluta precisione il momento della mia iniziazione orgiastica: non perchè io sia una cariatide, ma perchè non saprei definire esattamente il termine orgia.

Se con orgia intendiamo un rapporto sessuale di gruppo tra maschi e donne, quindi un rapporto eterossessuale generalizzato, allora lo ebbi a diciassette anni; se invece intendessimo un rapporto promiscuo senza distinzione di sessi, allora lo ebbi a diciotto.

Sicuramente il secondo fu decisamente più sfrenato: ricordo che fu durante le vacanze natalizie.
Mi trovavo in montagna, a Barzio, con alcune compagne di scuola e alcuni loro amici, avevamo infatti trascorso insieme il Capodanno e saremmo rimasti fino al mattino della Befana.

Durante la notte di San Silvestro c'erano state alcune avvisaglie di quello che sarebbe poi successo: dopo la mezzanotte infatti, noi ragazze, ubriache e fumate, ci eravamo esibite in balletti sexy, che si erano conclusi con scambi di effusioni generalizzate ma poi l'alcool aveva avuto la meglio sugli istinti animaleschi.

Ma quel giorno 3 gennaio, fin da pranzo, le cose avevano preso una piega particolare: dopo aver mangiato infatti uno dei ragazzi aveva tirato fuori un dvd porno preso da una videoteca automatica: era un film lesbo.

Come tutti i film porno, non c'era una trama, ma la fotografia non era niente male: lingue su cosce e tette, mani che esploravano ogni orifizio umano, urletti di piacere...l'eccitazione di noi spettatori si palpava nell'aria; infatti all'inizio c'erano state risatine... i ragazzi si vantavano di aver già fatto tutto quello che appariva sullo schermo, ma poi pian pianino il silenzio era calato nella stanza.
Amanda, la padrona di casa, abbracciata al suo ragazzo, aveva iniziato a limonare e a sbottonargli i calzoni, al che i maschi si erano agitati non poco...gli sguardi si erano fatti maliziosi, vogliosi, noi ragazze iniziammo ad apprezzare le carezze scomposte che stavo raccogliendo i nostri corpi da adolescenti...

Indossavo dei jeans a vita bassissima e Mirko che mi sedeva accanto non faticò molto ad infilarmi la destra nel tanga, del resto io da brava, agevolai l'operazione slacciandomi i Levis, e mostrando la mia patatina già segretamente bagnata...lui tirò fuori un pene dalle dimensioni apprezzabili e me lo mise in mano...presi a lavorarlo di bocca, mentre venivo deliziata da alcune dita, che pochi minuti dopo scoprìì esser femminili...era Luana, una rossa in carne, con una faccia da porca che mi aveva sempre intrigato e che adesso confermava pienamente l'idea che mi ero fatta di lei.
Era abilissima nell'accarezzarmi il clitoride: l'indice mi penetrava ripetutamente mentre il pollice indugiava tra le grandi e piccole labbra con improvvisi (e piacevolissimi) scarti di direzione.


Chiusi gli occhi per godere meglio e quando gli riarprii vidi davanti a me un altro cazzo che presi volentieri in bocca: iniziai a mostrare la mia innata abilità nel sesso orale, tutti i ragazzi a turno vennero da me e tutti, senza eccezione, mi vennero o in bocca o sulla faccia...ma nel frattempo le altre non erano da meno: Amanda si era fatta infilare da due insospettabili compagni (i secchioni della classe, per l'occasione trasformatisi in torelli da monta, anche se con gli occhiali spessi che continuavano a far capolino sui loro nasi) mentre il suo fidanzato si masturbava godendosi lo spettacolo; Laura, la mia compagna di banco per quell'anno, aveva calato definitivamente la maschera di ragazza paolotta e casta, dando libero sfogo alle sue tendenze lesbiche con Luana, la visione delle loro effusioni mi eccitava in modo particolare.

Nel frattempo il ragazzo di Amanda si era deciso a prendermi da dietro, mentre io leccavo la patatina a Laura...era un coro di gemiti e di frasi oscene...ci rotolavamo tra i vestiti sparsi per terra, nella foga qualcuno aveva fatto cadere un vaso da una madia, ma nessuno si era preoccupato di raccoglierlo...eravamo in preda alla lussuria più sfrenata: i due secchioni iniziarono a sodomizzarsi a vicenda, mentre Laura e Luana iniziarono a versarsi addosso dello spumante...uno spruzzo di vino raggiunse la mia faccia, la rabbia mi montò e, scaraventatami su Laura, cominciai a prenderla a sberle sul culo, ci presi gusto e lei tornò ad essere la solita ragazza sottomessa di sempre. Le ordinai di leccarmi la patatina, capivo di trovarmi di frontre a una masochista e così la accontentai: iniziai a baciare Luana, mentre la lingua della mia schiavetta inumidiva il mio culetto, le strinsi la faccia tra le mie cosce... i suoi lunghi capelli mossi solleticavano le mie parti intime e i suoi mugolii facevano vibrare la mia carne...alla fine dopo l'ennesimo orgasmo di quell'interminabile orgia, l'abbandonai ai maschi che le sveginarono il culo mentre lei urlava di dolore misto a piacere.
Il baccanale durò tutta la notte e non saprei dire quando finì.

A mezzogiorno mi svegliai stanchissima: la patatina e il culetto erano arrossati e doloranti, la lingua indolenzita e in bocca avevo ancora il sapore dello sperma ingoiato durante l'orgia, sulle gambe avevo dei lividi di cui ignoravo l'origine, insomma ero fisicamente a pezzi ma contenta e appagata.

Nota positiva: da quel giorno la mia fama di pompinara provetta si rafforzò, anche se a questo contribuirono molto le esagerazioni dei maschietti...

"Ricordi, la tua prima orgia?"

Circa un paio d'ore fa ho sentito al telefono la mia amica Simona, mi stava raccontando del suo pazzo venerdì di sesso in un privè, quando mi ha posto la domanda che ho scelto come titolo per questo post: "Ricordi, la tua prima orgia?".

Subito la mente è volata indietro negli anni senza riuscire a determinare con assoluta precisione il momento della mia iniziazione orgiastica: non perchè io sia una cariatide, ma perchè non saprei definire esattamente il termine orgia.

Se con orgia intendiamo un rapporto sessuale di gruppo tra maschi e donne, quindi un rapporto eterossessuale generalizzato, allora lo ebbi a diciassette anni; se invece intendessimo un rapporto promiscuo senza distinzione di sessi, allora lo ebbi a diciotto.

Sicuramente il secondo fu decisamente più sfrenato: ricordo che fu durante le vacanze natalizie.
Mi trovavo in montagna, a Barzio, con alcune compagne di scuola e alcuni loro amici, avevamo infatti trascorso insieme il Capodanno e saremmo rimasti fino al mattino della Befana.

Durante la notte di San Silvestro c'erano state alcune avvisaglie di quello che sarebbe poi successo: dopo la mezzanotte infatti, noi ragazze, ubriache e fumate, ci eravamo esibite in balletti sexy, che si erano conclusi con scambi di effusioni generalizzate ma poi l'alcool aveva avuto la meglio sugli istinti animaleschi.

Ma quel giorno 3 gennaio, fin da pranzo, le cose avevano preso una piega particolare: dopo aver mangiato infatti uno dei ragazzi aveva tirato fuori un dvd porno preso da una videoteca automatica: era un film lesbo.

Come tutti i film porno, non c'era una trama, ma la fotografia non era niente male: lingue su cosce e tette, mani che esploravano ogni orifizio umano, urletti di piacere...l'eccitazione di noi spettatori si palpava nell'aria; infatti all'inizio c'erano state risatine... i ragazzi si vantavano di aver già fatto tutto quello che appariva sullo schermo, ma poi pian pianino il silenzio era calato nella stanza.
Amanda, la padrona di casa, abbracciata al suo ragazzo, aveva iniziato a limonare e a sbottonargli i calzoni, al che i maschi si erano agitati non poco...gli sguardi si erano fatti maliziosi, vogliosi, noi ragazze iniziammo ad apprezzare le carezze scomposte che stavo raccogliendo i nostri corpi da adolescenti...

Indossavo dei jeans a vita bassissima e Mirko che mi sedeva accanto non faticò molto ad infilarmi la destra nel tanga, del resto io da brava, agevolai l'operazione slacciandomi i Levis, e mostrando la mia patatina già segretamente bagnata...lui tirò fuori un pene dalle dimensioni apprezzabili e me lo mise in mano...presi a lavorarlo di bocca, mentre venivo deliziata da alcune dita, che pochi minuti dopo scoprìì esser femminili...era Luana, una rossa in carne, con una faccia da porca che mi aveva sempre intrigato e che adesso confermava pienamente l'idea che mi ero fatta di lei.
Era abilissima nell'accarezzarmi il clitoride: l'indice mi penetrava ripetutamente mentre il pollice indugiava tra le grandi e piccole labbra con improvvisi (e piacevolissimi) scarti di direzione.


Chiusi gli occhi per godere meglio e quando gli riarprii vidi davanti a me un altro cazzo che presi volentieri in bocca: iniziai a mostrare la mia innata abilità nel sesso orale, tutti i ragazzi a turno vennero da me e tutti, senza eccezione, mi vennero o in bocca o sulla faccia...ma nel frattempo le altre non erano da meno: Amanda si era fatta infilare da due insospettabili compagni (i secchioni della classe, per l'occasione trasformatisi in torelli da monta, anche se con gli occhiali spessi che continuavano a far capolino sui loro nasi) mentre il suo fidanzato si masturbava godendosi lo spettacolo; Laura, la mia compagna di banco per quell'anno, aveva calato definitivamente la maschera di ragazza paolotta e casta, dando libero sfogo alle sue tendenze lesbiche con Luana, la visione delle loro effusioni mi eccitava in modo particolare.

Nel frattempo il ragazzo di Amanda si era deciso a prendermi da dietro, mentre io leccavo la patatina a Laura...era un coro di gemiti e di frasi oscene...ci rotolavamo tra i vestiti sparsi per terra, nella foga qualcuno aveva fatto cadere un vaso da una madia, ma nessuno si era preoccupato di raccoglierlo...eravamo in preda alla lussuria più sfrenata: i due secchioni iniziarono a sodomizzarsi a vicenda, mentre Laura e Luana iniziarono a versarsi addosso dello spumante...uno spruzzo di vino raggiunse la mia faccia, la rabbia mi montò e, scaraventatami su Laura, cominciai a prenderla a sberle sul culo, ci presi gusto e lei tornò ad essere la solita ragazza sottomessa di sempre. Le ordinai di leccarmi la patatina, capivo di trovarmi di frontre a una masochista e così la accontentai: iniziai a baciare Luana, mentre la lingua della mia schiavetta inumidiva il mio culetto, le strinsi la faccia tra le mie cosce... i suoi lunghi capelli mossi solleticavano le mie parti intime e i suoi mugolii facevano vibrare la mia carne...alla fine dopo l'ennesimo orgasmo di quell'interminabile orgia, l'abbandonai ai maschi che le sveginarono il culo mentre lei urlava di dolore misto a piacere.
Il baccanale durò tutta la notte e non saprei dire quando finì.

A mezzogiorno mi svegliai stanchissima: la patatina e il culetto erano arrossati e doloranti, la lingua indolenzita e in bocca avevo ancora il sapore dello sperma ingoiato durante l'orgia, sulle gambe avevo dei lividi di cui ignoravo l'origine, insomma ero fisicamente a pezzi ma contenta e appagata.

Nota positiva: da quel giorno la mia fama di pompinara provetta si rafforzò, anche se a questo contribuirono molto le esagerazioni dei maschietti...

Telefono o no?

Carissimi, ancora una volta mi appello a voi per prendere una decisione: dato che spesso chattando mi diverto a fare la troietta , ho pensato di farlo anche per telefono, con un numero fisso normale, non di quelli che non si capisce quanto costino, e nemmeno attivo sempre, dato che non farei solo quello nella vita.
Insomma un telefono erotico personale, chiederei una ricarica postepay, diciamo 10 euro per 12-15 minuti (senza esser troppo fiscali), che ne dite?

Ho messo nella colonna di destra, in basso un sondaggio, rispondete, mi raccomando.