Archivio mensile:settembre 2006

Mia moglie e i pescatori 2

Detto fatto, in un sol colpo l'intestino di mia moglie era stato riempito dal cazzo duro e nerboruto del vecchio, mentre il ragazzo, ancora col cazzo duro occupava la bocca della donna. Il vecchio stantuffava il culo della donna con una foga tale che si sentivano i suoi colpi a distanza come fossero stati delle frustate. Nel giro di poco sborrò con un urlo "Ti riempio di sborraaaa ggghhhhh... mmmmm ecco senti la mia crema nel tuo culo caldo" Era venuto e glielo aveva piantato fino alle palle. Dopo poco leva l'arnese dal culo che emette uno schiocco come di bottiglia stappata, e dall'alto ammira lo spettacolo. "Che baldracca, che culo aperto che hai. Zoccola" Con l'uccello ancora semiduro, indugia sul buchetto, facendo un andirivieni dall'orifizio che sembra gradire quel gioco perverso. Intanto il giovane dopo aver goduto nella bocca di mia moglie, decide di godere della sua fichetta umida. "Dai, siii scopami davanti, riempimi il buco della figa. Sentirai com'è caldo. E tu vecchio porco fatti pulire l'uccello" Nel giro di poco i due cambiano posizione, e il giovane comincia a scoparla a pecorina. Noto con piacere che gode ben bene nell'utero della troia, la quale ricambia con decisi movimenti pelvici, mentre con grande perizia ripulisce il cazzo dell'anziano, che la costringe a ingoiare l'arnese semiduro fino ai coglioni. "Mmmm, che brava donnina di casa, ami molto pulire i cazzi, ti piace farli brillare eh?" "Mmm, si che sapore di sborra e culo c'è sul tuo arnese, mi piace da matti, mi fa impazzire. E tu li di ditero spingi in quella figa, senti com'è calda, dai riempi anche quel buco, sborrami dentro." Uno, due tre colpi e con un gemito il ragazzo le riempie la figa di crema bollente, che la troia accoglie inarcando le anche verso l'uccello del giovane e spingendo il bacino indietro per non farne uscire neanche una goccia. Nel mentre sborro dolorosamente per la seconda volta. Rimango a guardare ancora un po' i tre distesi sull'erba, mi pulisco, libero il cane che nel frattempo dormiva felice e torno a casa con la sottile gioia di chi ha visto un sogno realizzarsi. Essere cornuto e guardare tua moglie che scopa con un altro, dà solo un grande e perverso piacere, e tutto ciò mi soddisfa pienamente.

Mia moglie e i pescatori 2

Detto fatto, in un sol colpo l'intestino di mia moglie era stato riempito dal cazzo duro e nerboruto del vecchio, mentre il ragazzo, ancora col cazzo duro occupava la bocca della donna. Il vecchio stantuffava il culo della donna con una foga tale che si sentivano i suoi colpi a distanza come fossero stati delle frustate. Nel giro di poco sborrò con un urlo "Ti riempio di sborraaaa ggghhhhh... mmmmm ecco senti la mia crema nel tuo culo caldo" Era venuto e glielo aveva piantato fino alle palle. Dopo poco leva l'arnese dal culo che emette uno schiocco come di bottiglia stappata, e dall'alto ammira lo spettacolo. "Che baldracca, che culo aperto che hai. Zoccola" Con l'uccello ancora semiduro, indugia sul buchetto, facendo un andirivieni dall'orifizio che sembra gradire quel gioco perverso. Intanto il giovane dopo aver goduto nella bocca di mia moglie, decide di godere della sua fichetta umida. "Dai, siii scopami davanti, riempimi il buco della figa. Sentirai com'è caldo. E tu vecchio porco fatti pulire l'uccello" Nel giro di poco i due cambiano posizione, e il giovane comincia a scoparla a pecorina. Noto con piacere che gode ben bene nell'utero della troia, la quale ricambia con decisi movimenti pelvici, mentre con grande perizia ripulisce il cazzo dell'anziano, che la costringe a ingoiare l'arnese semiduro fino ai coglioni. "Mmmm, che brava donnina di casa, ami molto pulire i cazzi, ti piace farli brillare eh?" "Mmm, si che sapore di sborra e culo c'è sul tuo arnese, mi piace da matti, mi fa impazzire. E tu li di ditero spingi in quella figa, senti com'è calda, dai riempi anche quel buco, sborrami dentro." Uno, due tre colpi e con un gemito il ragazzo le riempie la figa di crema bollente, che la troia accoglie inarcando le anche verso l'uccello del giovane e spingendo il bacino indietro per non farne uscire neanche una goccia. Nel mentre sborro dolorosamente per la seconda volta. Rimango a guardare ancora un po' i tre distesi sull'erba, mi pulisco, libero il cane che nel frattempo dormiva felice e torno a casa con la sottile gioia di chi ha visto un sogno realizzarsi. Essere cornuto e guardare tua moglie che scopa con un altro, dà solo un grande e perverso piacere, e tutto ciò mi soddisfa pienamente.

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Vi prego gentilmente di cliccare sul banner di adultfriendfinder. A voi non costa nulla, a me aiuta a ripagare il tempo per scrivere. Vi consiglio caldamente anche di iscrivervi, è gratuito e si fanno interessanti conoscenze. Grazie :-)

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Mia moglie e i pescatori

Mia moglie aveva la bella abitudine di andare a correre nel parco vicino casa nostra per mantenersi in forma. Body attillatissimo con pantacalza annessa, facevano da cornice ad un corpo di una bella quarantenne con un culetto da favola e due belle tettine dritte e sode. Quasi ogni giorno si faceva un'oretta di jogging ed una buona mezzora di ginnastica. Più di una volta mi aveva chiesto di accompagnarla nel suo peregrinare salutistico, ma sono un pigro e mi piace oziare piuttosto che correre e farmi un mazzo così. Quel pomeriggio d'estate, la mia dolce metà mi saluta per andare a fare la sua bella corsetta come da programma. "Ciao, ci vediamo tra un po'" mi dice, e salutandomi se ne va sgambettando. La osservo dalla finestra andarsene con una magliettina di cotone e un paio di calzoncini da pallavolo che le si infilavano tra le chiappe mano mano che correva. Era bellissima, quarant'anni portati meravigliosamente. Alta, mora, occhi azzurri e grandi, due piccole tettine ed un culetto tutto da stringere e leccare. A letto era una vera porcellina, a volte se era in vena amava anche farsi infilare tre dita nel culo, mentre la scopavo nel suo bel fighino stretto. "Ti piace? Tutta piena nei tuoi buchetti. Troia, senti come si muovono le dita nel tuo culetto caldo, mentre hai il mio cazzo nella figa." Amavo trattarla da troia quando scopavamo, e mi piaceva da matti sentirla godere mentre le dicevo che al posto delle dita avrei voluto che ci fosse un cazzo di un altro nel suo culo rotto da estenuanti sodomie subite per mia continua insistenza. Mentre sono assorto nei miei lussuriosi pensieri, sento qualcuno raspare alla porta. "Cazzo, il cane vuole andare a farsi un giro. Perchè non se lo è portato dietro come sempre?" Decido a malincuore di portare io il fidato amico a quattro zampe a sgranchirsi le gambe e mi avvio verso la stessa strada presa dalla mia consorte. Che splendida giornata, il caldo sole di settembre irraggia tutto il paesaggio, e il profumo dell'erba e della natura mi riempie di pace e tranquillità. "Capisco perchè ama andare a correre, è molto rilassante tutta questa pace" penso tra me e me. Assorto nei miei pensieri, girovago senza menta per il parco, fino a che non sento dei gemiti provenire dal lago dove solitamente vanno a pescare alcuni anziani. "Qualcuno si sarà fatto male" penso e mi avvio verso la sponda seminascosta dai canneti. Ciò che i mie occhi vedono, mi lascia allibito e senza parole. Mia moglie a carponi, con una canna da pesca infilata nel culo che lo succhia ad un vecchio porco, mentre un giovane muove su e giù l'attrezzo da pesca nell'orifizio di mia moglie. Tutti e tre sono nudi e in preda ad eccitazione malsana. Lego il cane all'ombra e mi avvicino abbastanza da vedere la scena senza farmi scoprire. L'uccello mi si gonfia subito, le tempie pulsano, un calore assurdo mi pervade. E' una malsana eccitazione che mi prende e mi costringe s masturbarmi. E' troppo ciò che si presenta ai miei occhi è al di fuori di ogni logica. Mia moglie a carponi, il giovane in piedi su di lei che muove in maniera forsennata la canna nel culo, ed il vecchio che la tiene per i capelli muovendole la testa ritmicamente sul cazzo. E lei che fa? Sta lì e si lascia fare tutto. Sborro nel giro di poco sgranando gli occhi per non perdere neanche un attimo di quella scena assurda. Il cazzo mi rimane ancora in tiro e tutto mi sembra un incubo, anzi un sogno che si trasforma in realtà, poiché dentro di me era ciò che realmente volevo. Ora il giovane decide di cambiare con l'anziano, la canna rimane ben piantata nel culo, ed ora è il vecchio a muovere l'arnese nell'orifizio, mentre il ragazzo gode della bocca di mia moglie. Gemiti di piacere squarciano l'aria settembrina, mentre i tre non nascondono nessun pudore nè paura di essere scoperti da qualcuno. L'anziano comincia a muovere la canna su e giù lentamente, e vedo che altrettanto lentamente la troia succhia il cazzo del giovane ventenne che apprezza il delizioso bocchino. "Guarda sta troia come si fa sfondare" urla l'anziano e nel mentre leva di colpo la canna dal culo, lasciando vedere una voragine anale pulsante e dilatata. "Mmmm. Dai, riempilo ancora, non lasciarlo vuoto vecchio porco" incita la vacca mentre continua a menare il cazzo del giovane con le mani. "Senza farselo ripetere, l'uomo sputa sul culo della donna e vi infila due dita dure e nodose. "Ahiiii, piano, così mi graffi. Hai delle dite ruvide e nodose" "Zitta baldracca, meriti solo di essere scopata nel culo. In questo culo sodo e duro. Te lo sfondo, ti ci ficco la mano intera se non stai zitta" inveisce l'anziano. "Mmmm... si mmm come vuoi, ma non farmi male" replica la troietta senza quasi staccare la bocca dal cazzo del ragazzo. "Sborrrooooo" il giovane le inonda la gola di sperma caldo, che a fatica trangugia quasi soffocando. "Sei venuto è? Succhia come un'idrovora sta vacca. Ma ora è il momento di scoparla nel culo. Te lo spacco puttanella, te lo infilo fino ai coglioni, ti riempio l'intestino di sborra." [segue...]

Mia moglie e i pescatori

Mia moglie aveva la bella abitudine di andare a correre nel parco vicino casa nostra per mantenersi in forma. Body attillatissimo con pantacalza annessa, facevano da cornice ad un corpo di una bella quarantenne con un culetto da favola e due belle tettine dritte e sode. Quasi ogni giorno si faceva un'oretta di jogging ed una buona mezzora di ginnastica. Più di una volta mi aveva chiesto di accompagnarla nel suo peregrinare salutistico, ma sono un pigro e mi piace oziare piuttosto che correre e farmi un mazzo così. Quel pomeriggio d'estate, la mia dolce metà mi saluta per andare a fare la sua bella corsetta come da programma. "Ciao, ci vediamo tra un po'" mi dice, e salutandomi se ne va sgambettando. La osservo dalla finestra andarsene con una magliettina di cotone e un paio di calzoncini da pallavolo che le si infilavano tra le chiappe mano mano che correva. Era bellissima, quarant'anni portati meravigliosamente. Alta, mora, occhi azzurri e grandi, due piccole tettine ed un culetto tutto da stringere e leccare. A letto era una vera porcellina, a volte se era in vena amava anche farsi infilare tre dita nel culo, mentre la scopavo nel suo bel fighino stretto. "Ti piace? Tutta piena nei tuoi buchetti. Troia, senti come si muovono le dita nel tuo culetto caldo, mentre hai il mio cazzo nella figa." Amavo trattarla da troia quando scopavamo, e mi piaceva da matti sentirla godere mentre le dicevo che al posto delle dita avrei voluto che ci fosse un cazzo di un altro nel suo culo rotto da estenuanti sodomie subite per mia continua insistenza. Mentre sono assorto nei miei lussuriosi pensieri, sento qualcuno raspare alla porta. "Cazzo, il cane vuole andare a farsi un giro. Perchè non se lo è portato dietro come sempre?" Decido a malincuore di portare io il fidato amico a quattro zampe a sgranchirsi le gambe e mi avvio verso la stessa strada presa dalla mia consorte. Che splendida giornata, il caldo sole di settembre irraggia tutto il paesaggio, e il profumo dell'erba e della natura mi riempie di pace e tranquillità. "Capisco perchè ama andare a correre, è molto rilassante tutta questa pace" penso tra me e me. Assorto nei miei pensieri, girovago senza menta per il parco, fino a che non sento dei gemiti provenire dal lago dove solitamente vanno a pescare alcuni anziani. "Qualcuno si sarà fatto male" penso e mi avvio verso la sponda seminascosta dai canneti. Ciò che i mie occhi vedono, mi lascia allibito e senza parole. Mia moglie a carponi, con una canna da pesca infilata nel culo che lo succhia ad un vecchio porco, mentre un giovane muove su e giù l'attrezzo da pesca nell'orifizio di mia moglie. Tutti e tre sono nudi e in preda ad eccitazione malsana. Lego il cane all'ombra e mi avvicino abbastanza da vedere la scena senza farmi scoprire. L'uccello mi si gonfia subito, le tempie pulsano, un calore assurdo mi pervade. E' una malsana eccitazione che mi prende e mi costringe s masturbarmi. E' troppo ciò che si presenta ai miei occhi è al di fuori di ogni logica. Mia moglie a carponi, il giovane in piedi su di lei che muove in maniera forsennata la canna nel culo, ed il vecchio che la tiene per i capelli muovendole la testa ritmicamente sul cazzo. E lei che fa? Sta lì e si lascia fare tutto. Sborro nel giro di poco sgranando gli occhi per non perdere neanche un attimo di quella scena assurda. Il cazzo mi rimane ancora in tiro e tutto mi sembra un incubo, anzi un sogno che si trasforma in realtà, poiché dentro di me era ciò che realmente volevo. Ora il giovane decide di cambiare con l'anziano, la canna rimane ben piantata nel culo, ed ora è il vecchio a muovere l'arnese nell'orifizio, mentre il ragazzo gode della bocca di mia moglie. Gemiti di piacere squarciano l'aria settembrina, mentre i tre non nascondono nessun pudore nè paura di essere scoperti da qualcuno. L'anziano comincia a muovere la canna su e giù lentamente, e vedo che altrettanto lentamente la troia succhia il cazzo del giovane ventenne che apprezza il delizioso bocchino. "Guarda sta troia come si fa sfondare" urla l'anziano e nel mentre leva di colpo la canna dal culo, lasciando vedere una voragine anale pulsante e dilatata. "Mmmm. Dai, riempilo ancora, non lasciarlo vuoto vecchio porco" incita la vacca mentre continua a menare il cazzo del giovane con le mani. "Senza farselo ripetere, l'uomo sputa sul culo della donna e vi infila due dita dure e nodose. "Ahiiii, piano, così mi graffi. Hai delle dite ruvide e nodose" "Zitta baldracca, meriti solo di essere scopata nel culo. In questo culo sodo e duro. Te lo sfondo, ti ci ficco la mano intera se non stai zitta" inveisce l'anziano. "Mmmm... si mmm come vuoi, ma non farmi male" replica la troietta senza quasi staccare la bocca dal cazzo del ragazzo. "Sborrrooooo" il giovane le inonda la gola di sperma caldo, che a fatica trangugia quasi soffocando. "Sei venuto è? Succhia come un'idrovora sta vacca. Ma ora è il momento di scoparla nel culo. Te lo spacco puttanella, te lo infilo fino ai coglioni, ti riempio l'intestino di sborra." [segue...]

Il collega di lavoro

La mia mogliettina si stava preparando. Vestito lungo, nero con spacco laterale. Autoreggenti scure, perizoma nero e niente reggiseno. Un paio di stivali con tacco alto avvolgono le sue gambe sinuose. Il trucco è di quelli pesanti ma non troppo, rossetto rosso, un po' di fard e matita azzurra per contornare i suoi occhioni color del cielo. Capelli neri raccolti con una spilla, fanno scendere riccioli ribelli sul suo viso da bambolina. Il suo profumo invade l'aria... La sento canticchiare in camera mentre si pavoneggia davanti allo specchio. "Sono ancora una bella figa vero?" mi dice per richiamare l'attenzione. Come un automa seguo la sua voce, e mi ritrovo davanti unabellisma quarnatenne che con fare malizioso mi mostra la gamba come se dovessi essere un camionasita che la deve caricare mentre fa l'autostop. "Si, sei bellissima, vedrai che anche Antonio apprezzerà" Antonio, un amico di lavoro, che non avevo mai frequentato al di fuori di quell'ambiente, se non in rare cene di lavoro, dove anche mia moglie aveva partecipato. Ben piazzato, brizzolato, affascinanate ma rude allo stesso tempo, non era passato inosservato all'occhio voglioso della mia metà. Da tempo mi chiedeva di invitarlo a cena, che era così simpatico, così travolgente nel suo modo di fare. Aveva così insistio che alla fine avevo accettato e per ricambiare dei favori che mia veva fatto lo avevo invitatto da noi. "Drriiiiiin" il campanlelo suona, e mi riporta alla realtà. Era antonio, era arrivato. Mi avvicino al citofono e chiedo chi fosse. "Sono Antonio" mi risponde "Ti apro subito". Il rumore del cancello si fa strada nella mia testa che incomincia a sognare scene morbose e sconvolgenti, che mi fanno gonfiare la patta immediatamente. "Ciao" mi dice con fare grbato, "posso entrare?" "Prego, vieni avanti, accomodati pure e sideiti sul divano, che ti offro da bere". In quel mentre sento i passi di mia moglie che si avvicina. "Ciao, che piacere averti a cena da noi" un bacio sulle guance schiocca nell'aria come un palloncino di un chewin gum. Ci sediamo a tavola, dove mia moglie aveva imbandito una cena frugale ma succulenta. "Ho pensato che dobbiamo stare leggeri" ammicca "se vogliamo fare due salti in un disco pub dopo, sarà meglio non imbottirsi troppo" e ridendo si avvicina al forno, dal quale senza piegare le gambe tira fuori un arrosto di vitello. "Che troia penso, così facendo ha messo in mostra il suo cueltto tondo come una pera, ben evidenziato dal perizoma e dal vestito nero fasciante". La cosa non era passata inosservata neanche ad Antonio, che per un lungo attimo aveva osservato il culetto della procona. Dopo la cena frugale, decido di fumarmi una sigaretta. "Cazzo non ho più paglie" penso a voce alta "Tesoro, vado un attimo dal distributore, ho finito le sigarette" "Vai pure caro" mi risponde "e fai con calma" "Faccio con calma? Ma il distriburtore è dietro l'angolo, che cazzo vuol dire fai con calma?" penso tra me e me "Ok, vado e torno, fai tu compagnia al nostro ospite". Mentre mi allontano per andare a comprare la dose di nicotina, un dubbio mi sorge. Non sarà che per caso quella zoccola fa la smorfiosa con quel mastino? No, impossibile, sa benissimo che tra un po' torno. E'vero che nei nostri pensieri vederla scopare con un altro mi eccitava moltissimo, era vero che più volte glielo avevo chiesto, ma la paura ci aveva fatto demordere dal farlo, quindi ero sicuro che non lo avrebbe fatto. Scaccio questa idea e ritiro le Camel dal distributore. Ne accendo una e do una lunga tirata. "Mmmm, non c'è niente di meglio che una buoan sigaretta dopo mangiato" intanto mi avvicino a casa, fumando golosamente la mia camel senza filtro. Mentre sto per aprire il cancello, mi assale un dubbio. E se quella vaccona stesse facendo la smorfiosa, magari civettando o facendo la stupida in mia assenza? Decido di non aprire il cancello, ma di scavalcare per non faer rumore. Vedo accesa la luce in cucina lentamente salgo le scale ed arrivo alla porta. Appoggio l'orecchio per sentire se ci sono rumori. Una strana eccitazione mi pervade. Provo a scaccaire quel pensiero malsano, ma non se ne va. Sono attanagliato tra la paura della verità e il desiderio che veramente ciò che penso corrisponda a realtà. Infilo la chiave nella porta e lentamente entro, non faccio rumore; fortunatamente la televisione è accesa. Lentamente mia avvicino alla cucina ed ecco che vedo una scena delirante. Antonio è seduto, e mia moglie inginocchiata lo sta spompinando con tutti i crismi. "Mmmm, che cazzo saporito che hai. Com'è grosso e duro. Mmmm, chissà che crema dolce che hai, e quanta ne fa questo uccellone." Sgrano gli occhi, sento una stretta allo stomaco, è come se mi avessero cacciato un cazzotto e fossi senza respiro. Sto per entrare e fare un casino, ma qualcosa mi trattiene, qualcosa mi lascai imbambolato a guardare lo spettacolo. Sento il cazzo gonfiarsi fino a farmi male. La cosa mi eccita terribilemtne, e decido di rimanere a guardare. La troia, sfilatasi l'uccello di bocca, si appoggia al tavolo della cucina, muovendo sinuosamnet i fianchi. Antonio si spoglia, vedo il suo uccellone ingrossarsi e battere. La zoccola mugola come una cagna in preda all'eccitazione. Il mastino le solleva lentamente il vestito fino ai fianchi, mettendo in mostra quel bellissimo culo, contenuto solo da un perizoma nero. Il profumo di sesso si spande nell'aria, le mani dell'umo le stringono le chiappe sode e dure. Ecco che come un cane in amore infila il naso per sentire l'odore di figa e culo della troiona. "Mmm, dai porcone, sii senti che profumino ha la mia fighina. Ti piace vero? Senti come bagna. Dai assaggiala, fammi sentire la tua lingua maialone. Senti come sono vacca e com'è buona la mia figa." Senza farselo ripetere, Antonio sposta il filo del perizioma, e comincia ad assaporare il miele che fuoriesce da quel buchetto voglioso. Con abili colpi di lingua, succhia tutto il nettare, mentre un dito va a stimolare il buchetto del culo di mia moglie. Godendo come una pazza, la procona allunga una mano sul tavolo e porge una banana all'uomo, che con fare un po' sorpreso la prende e ci sputa sopra per bagnarla. Fa per infilargelial nella figa bagnata quando la porcona dice "Noooo, non li. Infilamela in culo, dai. Lentamente, sbattimela nel culo." Allargando le natiche cone le mani, offre un culetto dilatato e pulsante, pronto per ricevere quel fallo vegetale. Con perizia quasi ginecologica, Antonio poggia la punta della banana nel culo, lentamente comincia a girarne la punta nel buchetto. "Piano, piano" dice la porcona,"così ecco, ora puoi spingere un po'" ma il maiale è in preda ad un'eccitazione perversa, e in men che non si dica spinge nel forellino il frutto fallico fino al picciolo. "Aaaaaaahhhhhhh. Nooooo, così noooo, mi fa male" noncurante delle urla di dolore, solleva una gamba alla porcona e la appoggia sul tavlo, mettendo quindi le gambe della donna in posiziona ad elle rovesciata. In preda ad una foga animalesca, le punta l'uccello alla figa, e in un colpo la possiede. Vedo il viso di mia moglie solcato da lacrime di dolore, e sento il cazzo sul punto di sborrare. "Toh, toh, puttana, baldracca, tutta piena nei due buchi. Senti come ti pompo. Culo e figa pieni. Ti piace baldracca? Lo sento che ti piace essere presa così. Fino ai coglioni te lo metto." il dolore della sodomia, lascia ben presto spazio al paicere, e sento i geiti della troia che squarciano l'aria. Da vera vaccona, presa così a pecora, comincia con una mano a muovere la banana nel culo in maniera ritmica. Antonio era vicino all'orgasmo, ed io pure. Entro in cucina e sbatto l'uccello in bocca a mia moglie, mentre Antonio sfila di botto la banana dal culo della porca, che non può che emettere un grido di dolore. Le sborro copiosamente in bocca e tenendole chiuso il naso con le dita, la costringo a ingozzare tutta la mia crema. Intano Antonio ha sfilato l'uccello dallla figa e con un colpo la possiede in culo. Uno, due tre colpi ed ecco che lo vedo irrigidirsi e venirle dentro l'intestino con foga e forza aniamlesca. Mi levo dalla bocca per far spazio al collega, che spinge il suo uccello fino in gola e con disprezzo le dice "Pulisci troia, da brava, fammelo lindo e ben asciutto." Dopo aver goduto del corpo della porcona, la vediamo stendersi a terra distrutta dal piacere. Io e Antonio ci guardiamo in faccia, e sorridiamo. "Hai realizzato un nostro sogno" gli dico sorridendo, "d'ora in poi se vuoi puoi scoparla a tuo piacimento se ti va. Ti chiedo solo di lasciarmi guardare mentre la monti e la scopi in tutti i buchi" dentro di me ho capito di essere intimamente cuckold.

Il collega di lavoro

La mia mogliettina si stava preparando. Vestito lungo, nero con spacco laterale. Autoreggenti scure, perizoma nero e niente reggiseno. Un paio di stivali con tacco alto avvolgono le sue gambe sinuose. Il trucco è di quelli pesanti ma non troppo, rossetto rosso, un po' di fard e matita azzurra per contornare i suoi occhioni color del cielo. Capelli neri raccolti con una spilla, fanno scendere riccioli ribelli sul suo viso da bambolina. Il suo profumo invade l'aria... La sento canticchiare in camera mentre si pavoneggia davanti allo specchio. "Sono ancora una bella figa vero?" mi dice per richiamare l'attenzione. Come un automa seguo la sua voce, e mi ritrovo davanti unabellisma quarnatenne che con fare malizioso mi mostra la gamba come se dovessi essere un camionasita che la deve caricare mentre fa l'autostop. "Si, sei bellissima, vedrai che anche Antonio apprezzerà" Antonio, un amico di lavoro, che non avevo mai frequentato al di fuori di quell'ambiente, se non in rare cene di lavoro, dove anche mia moglie aveva partecipato. Ben piazzato, brizzolato, affascinanate ma rude allo stesso tempo, non era passato inosservato all'occhio voglioso della mia metà. Da tempo mi chiedeva di invitarlo a cena, che era così simpatico, così travolgente nel suo modo di fare. Aveva così insistio che alla fine avevo accettato e per ricambiare dei favori che mia veva fatto lo avevo invitatto da noi. "Drriiiiiin" il campanlelo suona, e mi riporta alla realtà. Era antonio, era arrivato. Mi avvicino al citofono e chiedo chi fosse. "Sono Antonio" mi risponde "Ti apro subito". Il rumore del cancello si fa strada nella mia testa che incomincia a sognare scene morbose e sconvolgenti, che mi fanno gonfiare la patta immediatamente. "Ciao" mi dice con fare grbato, "posso entrare?" "Prego, vieni avanti, accomodati pure e sideiti sul divano, che ti offro da bere". In quel mentre sento i passi di mia moglie che si avvicina. "Ciao, che piacere averti a cena da noi" un bacio sulle guance schiocca nell'aria come un palloncino di un chewin gum. Ci sediamo a tavola, dove mia moglie aveva imbandito una cena frugale ma succulenta. "Ho pensato che dobbiamo stare leggeri" ammicca "se vogliamo fare due salti in un disco pub dopo, sarà meglio non imbottirsi troppo" e ridendo si avvicina al forno, dal quale senza piegare le gambe tira fuori un arrosto di vitello. "Che troia penso, così facendo ha messo in mostra il suo cueltto tondo come una pera, ben evidenziato dal perizoma e dal vestito nero fasciante". La cosa non era passata inosservata neanche ad Antonio, che per un lungo attimo aveva osservato il culetto della procona. Dopo la cena frugale, decido di fumarmi una sigaretta. "Cazzo non ho più paglie" penso a voce alta "Tesoro, vado un attimo dal distributore, ho finito le sigarette" "Vai pure caro" mi risponde "e fai con calma" "Faccio con calma? Ma il distriburtore è dietro l'angolo, che cazzo vuol dire fai con calma?" penso tra me e me "Ok, vado e torno, fai tu compagnia al nostro ospite". Mentre mi allontano per andare a comprare la dose di nicotina, un dubbio mi sorge. Non sarà che per caso quella zoccola fa la smorfiosa con quel mastino? No, impossibile, sa benissimo che tra un po' torno. E'vero che nei nostri pensieri vederla scopare con un altro mi eccitava moltissimo, era vero che più volte glielo avevo chiesto, ma la paura ci aveva fatto demordere dal farlo, quindi ero sicuro che non lo avrebbe fatto. Scaccio questa idea e ritiro le Camel dal distributore. Ne accendo una e do una lunga tirata. "Mmmm, non c'è niente di meglio che una buoan sigaretta dopo mangiato" intanto mi avvicino a casa, fumando golosamente la mia camel senza filtro. Mentre sto per aprire il cancello, mi assale un dubbio. E se quella vaccona stesse facendo la smorfiosa, magari civettando o facendo la stupida in mia assenza? Decido di non aprire il cancello, ma di scavalcare per non faer rumore. Vedo accesa la luce in cucina lentamente salgo le scale ed arrivo alla porta. Appoggio l'orecchio per sentire se ci sono rumori. Una strana eccitazione mi pervade. Provo a scaccaire quel pensiero malsano, ma non se ne va. Sono attanagliato tra la paura della verità e il desiderio che veramente ciò che penso corrisponda a realtà. Infilo la chiave nella porta e lentamente entro, non faccio rumore; fortunatamente la televisione è accesa. Lentamente mia avvicino alla cucina ed ecco che vedo una scena delirante. Antonio è seduto, e mia moglie inginocchiata lo sta spompinando con tutti i crismi. "Mmmm, che cazzo saporito che hai. Com'è grosso e duro. Mmmm, chissà che crema dolce che hai, e quanta ne fa questo uccellone." Sgrano gli occhi, sento una stretta allo stomaco, è come se mi avessero cacciato un cazzotto e fossi senza respiro. Sto per entrare e fare un casino, ma qualcosa mi trattiene, qualcosa mi lascai imbambolato a guardare lo spettacolo. Sento il cazzo gonfiarsi fino a farmi male. La cosa mi eccita terribilemtne, e decido di rimanere a guardare. La troia, sfilatasi l'uccello di bocca, si appoggia al tavolo della cucina, muovendo sinuosamnet i fianchi. Antonio si spoglia, vedo il suo uccellone ingrossarsi e battere. La zoccola mugola come una cagna in preda all'eccitazione. Il mastino le solleva lentamente il vestito fino ai fianchi, mettendo in mostra quel bellissimo culo, contenuto solo da un perizoma nero. Il profumo di sesso si spande nell'aria, le mani dell'umo le stringono le chiappe sode e dure. Ecco che come un cane in amore infila il naso per sentire l'odore di figa e culo della troiona. "Mmm, dai porcone, sii senti che profumino ha la mia fighina. Ti piace vero? Senti come bagna. Dai assaggiala, fammi sentire la tua lingua maialone. Senti come sono vacca e com'è buona la mia figa." Senza farselo ripetere, Antonio sposta il filo del perizioma, e comincia ad assaporare il miele che fuoriesce da quel buchetto voglioso. Con abili colpi di lingua, succhia tutto il nettare, mentre un dito va a stimolare il buchetto del culo di mia moglie. Godendo come una pazza, la procona allunga una mano sul tavolo e porge una banana all'uomo, che con fare un po' sorpreso la prende e ci sputa sopra per bagnarla. Fa per infilargelial nella figa bagnata quando la porcona dice "Noooo, non li. Infilamela in culo, dai. Lentamente, sbattimela nel culo." Allargando le natiche cone le mani, offre un culetto dilatato e pulsante, pronto per ricevere quel fallo vegetale. Con perizia quasi ginecologica, Antonio poggia la punta della banana nel culo, lentamente comincia a girarne la punta nel buchetto. "Piano, piano" dice la porcona,"così ecco, ora puoi spingere un po'" ma il maiale è in preda ad un'eccitazione perversa, e in men che non si dica spinge nel forellino il frutto fallico fino al picciolo. "Aaaaaaahhhhhhh. Nooooo, così noooo, mi fa male" noncurante delle urla di dolore, solleva una gamba alla porcona e la appoggia sul tavlo, mettendo quindi le gambe della donna in posiziona ad elle rovesciata. In preda ad una foga animalesca, le punta l'uccello alla figa, e in un colpo la possiede. Vedo il viso di mia moglie solcato da lacrime di dolore, e sento il cazzo sul punto di sborrare. "Toh, toh, puttana, baldracca, tutta piena nei due buchi. Senti come ti pompo. Culo e figa pieni. Ti piace baldracca? Lo sento che ti piace essere presa così. Fino ai coglioni te lo metto." il dolore della sodomia, lascia ben presto spazio al paicere, e sento i geiti della troia che squarciano l'aria. Da vera vaccona, presa così a pecora, comincia con una mano a muovere la banana nel culo in maniera ritmica. Antonio era vicino all'orgasmo, ed io pure. Entro in cucina e sbatto l'uccello in bocca a mia moglie, mentre Antonio sfila di botto la banana dal culo della porca, che non può che emettere un grido di dolore. Le sborro copiosamente in bocca e tenendole chiuso il naso con le dita, la costringo a ingozzare tutta la mia crema. Intano Antonio ha sfilato l'uccello dallla figa e con un colpo la possiede in culo. Uno, due tre colpi ed ecco che lo vedo irrigidirsi e venirle dentro l'intestino con foga e forza aniamlesca. Mi levo dalla bocca per far spazio al collega, che spinge il suo uccello fino in gola e con disprezzo le dice "Pulisci troia, da brava, fammelo lindo e ben asciutto." Dopo aver goduto del corpo della porcona, la vediamo stendersi a terra distrutta dal piacere. Io e Antonio ci guardiamo in faccia, e sorridiamo. "Hai realizzato un nostro sogno" gli dico sorridendo, "d'ora in poi se vuoi puoi scoparla a tuo piacimento se ti va. Ti chiedo solo di lasciarmi guardare mentre la monti e la scopi in tutti i buchi" dentro di me ho capito di essere intimamente cuckold.

Si riprende con i racconti

Chiedo scusa a tutti coloro che frequentano il mio blog. Ho avuto dei problemi, non gravi, che mi hanno impedito di scrivere di nuovo. Ora ho un altro racconto in cantiere che spero di pubblicre nei prossimi giorni. Mi fa piacere che apprezziate il mio lavoro, e questo mi spinge a scrivere ancora. Vi prego solo di postare nei commenti se il racconto vi piace o meno. Per me è importante, mi fa capire se il lavoro che sto facendo è valido o no.
Grazie a tutti